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Enrico Desideri è il nuovo presidente di Federsanità Anci Toscana

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Enrico Desideri è il nuovo presidente di Federsanità Anci Toscana

Il direttore generale dell'Asl di Arezzo è stato eletto stamani a Firenze dall'Assemblea di Federsanità Anci Toscana, che è stata preceduta da un convegno dedicato ai nuovi assetti sociosanitari regionali. Subentra al Presidente uscente Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori.

 

 

E' Enrico Desideri, direttore generale della Asl di Arezzo, il nuovo presidente di Federsanitá Anci Toscana. Desideri, che subentra al Presidente uscente Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori, è stato eletto questa mattina dall'Assemblea di Federsanitá Anci Toscana che si è svolta a Firenze.

"Un ruolo impegnativo in un momento particolare sia dal punto di vista dei bisogni espressi dalla popolazione che da quello degli strumenti - commenta il neoeletto Desideri -. Federsanitá Anci Toscana, grazie a questo legame anche nel nome, vuole puntare molto all'integrazione nella gestione del sociale, dei problemi e nella programmazione. Anche uscendo dal contesto specifico regionale, si tratta di un incarico complesso perché siamo in una fase di trasformazione delle norme, cito il patto della salute che introduce temi di alta integrazione, di gestione nel territorio della cronicità, di nuovi ruoli che devono essere svolti dalle istituzioni e dalle Asl in modo integrato".

L'Assemblea odierna è stata preceduta da un convegno, a cui hanno preso parte tra gli altri gli assessori regionali Saccardi e Marroni, dedicato ai nuovi assetti socio-sanitari regionali alla luce, in particolare, delle modifiche alle leggi 40 e 41 recentemente approvate dal Consiglio regionale su proposta del consigliereSimone Naldoni, e che ha visto un'ampia partecipazione da parte di sindaci ed assessori comunali. Ma cosa cambia in concreto con le due nuove leggi? "I comuni - spiega Naldoni - devono fare la gestione associata a livello di zona distretto, che corrisponde all'ambito sociale. Per la Regione il cambiamento principale consiste nel fatto che avrà 34 interlocutori anziché 280, mentre per i cittadini, anche se si è in un comune piccolo, si avranno i benefici di stare dentro ad un'organizzazione molto più vasta. L'altro grande cambiamento consiste nel fatto che i comuni devono avere una programmazione unitaria coordinata con l'azienda sanitaria".

Un nuovo assetto, quello delineato dalla nuova normativa, nel quale il ruolo dei comuni è importante: "Ai comuni interessa molto la governance e vogliono svolgere un ruolo da protagonisti - afferma SabrinaSergio Gori, presidente facente funzioni di Anci Toscana - vogliono contare e sono pronti alla collaborazione poiché l'integrazione sociosanitaria è un loro interesse preminente". Per i cittadini, prosegue la presidente ff di Anci Toscana "con i nuovi assetti ci sará un avvicinamento dei servizi. La Toscana è sempre stata all'avanguardia da questo punto di vista, i comuni si stanno quindi riposizionato perché questa integrazione territoriale tra il sociale e il sanitario in moltissime parti della regione, anche dove le società della salute non c'erano, c'è già, così come l'attitudine ad un lavoro di squadra da arte dei vari servizi sociali. La legge rappresenta l'affinamento di un modello. Certamente il momento attuale richiede ancora grandissima attenzione per non perdere i livelli raggiunti. Ora il quadro normativo offre maggiori certezze, mentre resta incerto quello finanziario".
 

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