Prima Pagina | L'opinione | La riforma del senato non è autoritaria: è pavida!

La riforma del senato non è autoritaria: è pavida!

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
La riforma del senato non è autoritaria: è pavida!

 

Visto che il 98,5% delle democrazie del mondo vivono benissimo con una sola camera (o se ne hanno due, la seconda è solo di rappresentanza), si può ben dire che la riforma del Senato è un accrocco alla italiana, messo in piedi perché non si ha il coraggio di fare l’unica cosa che andrebbe fatta: abolirlo e non se parli più.

Di fatto, tra le democrazie, solo la Turchia utilizza un bicameralismo all’italiana.

Se il mondo va avanti benissimo con una camera sola (spendendo peraltro e ovviamente la metà), l’impressione è che in realtà si vorrebbe fare la stessa cosa anche noi, ma non si ha il coraggio di farla… e allora ci si inventa un Senato di sindaci (senza indennità), di consiglieri regionali, magari con elezioni di secondo terzo e quarto livello… tra un po’ si fa un palazzo di 6 piani e ci vole pure l’ascensore!

Ma le indennità, rispetto ai costi generali della struttura, sono una miseria! Si tiene dunque in piedi una corazzata costringendola a navigare in una vasca da bagno, spendendo in carburante, stipendi, affitti e tutto il resto.

In Italia abbiamo così una camera che spesso si imbrodola (tanto c'è il Senato), un senato che non si sa ancora a che serve, il parlamentino dei magistrati che deborda spesso e volentieri, 5 camere speciali (regioni speciali) che comandano sopra le camere alte e sperperano i soldi degli italiani, tante camerine regionali che comandano meno delle camere alte (e gli girano per questo) ma più dei camerini comunali e mangiano lo stesso più di una fogna. Più che un albergo sembra un casino e il tutto coordinato dalla conferenza stato regioni, che fa la parte della metresse!

Ma forse la democrazia è un’altra cosa? 

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00