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“Altri due anni così non sono sostenibili per la città: Fanfani faccia una scelta ed esca dal silenzio”

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“Altri due anni così non sono sostenibili per la città: Fanfani faccia una scelta ed esca dal silenzio”

 

 

 


La situazione politica aretina sotto la lente di ingrandimento del gruppo consiliare Pdl. Il capogruppo Francesco Francini ha esordito esprimendo “solidarietà prima di tutto umana ai lavoratori e agli imprenditori della Cadla, 200 famiglie sono tante ma al di là del numero non si può restare indifferenti. Detto questo, adesso entriamo nella sostanza: 9 ore di Consiglio Comunale sul piano triennale delle opere pubbliche, peraltro di scarsissimo valore economico, una pratica che nella normalità avrebbe richiesto poco meno di un’ora di discussione. E le nostre puntualizzazioni nel corso del dibattito su errori materiali della pratica sono state negate fino all'evidenza. Ma al di là di questo, la questione più preoccupante è stato il silenzio del Sindaco per tutto il tempo. Ora non è che il Sindaco debba difendere per forza assessori politicamente indifendibili come il Dringoli, ma così facendo rafforza la nostra certezza che non è più interessato ad amministrare.

Qui bisogna riconoscere che la città è senza guida e allora è inevitabile che i problemi vengano fuori. Il primo intervento che abbiamo sentito dal Sindaco negli ultimi mesi è stato sulla canapa e il suo decespugliamento, ovvero la distruzione di quella che il suo assessore Macrì ha qualificato come un'opera d'arte. Sulla questione del degrado urbano, bisognerebbe spendere una parola. Il silenzio sta legittimando una rabbia dei cittadini addirittura verso la Caritas. Io lo dico chiaramente: grazie Caritas, la colpa è dell'amministrazione comunale che ha dimenticato tante parti della città e piazza Giotto è una di queste. Un luogo frequentato da persone bisognose dovrebbe essere il luogo più bello di Arezzo e invece la piazza è tenuta malissimo e una situazione tale genera malumore verso chi malumore non lo merita. A noi consiglieri comunali la gente ci ferma e chiede: ma cosa state facendo? C'è un'esigenza di risposta che emerge, un'ansia direi. Mancano meno di due anni alla fine del mandato, qualcosa si può fare, se il sindaco ne ha voglia siamo interessati a discutere, se non ne ha voglia si dimetta. Gli irresponsabili non siamo noi che facciamo il nostro dovere di minoranza, irresponsabili sono quelli del gruppo del PD che stanno tenendo in piedi un Sindaco ed una Giunta che non ha più nessun interesse a governare Arezzo, sono lì solo per calcoli politici”.

Alessio Mattesini: “al di là del fatto che Icastica è riuscita peggio dell'anno passato, parliamo di un altro argomento sul quale vige la regola del silenzio: la Ztl. Un'operazione per fare cassa senza un disegno sul centro storico. Sulle partecipate, sempre in silenzio, si privilegiano gli ex sindaci che devono essere collocati da qualche parte e che sono capaci poi di applicare aumenti esosi su ogni tariffa dei servizi che gestiscono. A proposito di salassi, ecco l'Imu con aliquota insostenibile per le categorie catastali D, ovvero proprio le attività produttive che già non se la passano bene”.

Roberto Bardelli: “molti turisti mi chiedono: dove trovo una cartina di Arezzo? Ecco una dimostrazione spicciola di come le tante parole spese sul turismo siano sempre più avanti dei fatti. Mi piaceva fare un appunto politico, poi, sulle parole di Matteo Bracciali sulla responsabilità. L'ho letto tre volte e onestamente non ho capito cosa vuole. Dare degli irresponsabili a noi dell'opposizione dopo una pantomima durata 9 ore durante la quale neanche i consiglieri Pd sapevano che pesci pigliare, mi sembrano dichiarazioni brutte. Poi hanno asfaltato via Crispi e l'hanno trasformato in un evento! Che le asfaltature siano cose straordinarie è giusto per un'amministrazione così incapace come questa, nel mondo normale le asfaltature dovrebbero essere fatte costantemente, senza enfasi, lavorando con modestia ed efficienza. Se non sono più in grado di amministrare la città, anzi non lo sono da tempo, proporrei una soluzione cinematografica: Tutti a casa”
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