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LA VOGLIA MATTA (1963): SUGGESTIONI “INVERNALI” SU AVVENTURE ESTIVE

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LA VOGLIA MATTA (1963): SUGGESTIONI “INVERNALI” SU AVVENTURE ESTIVE

 

Estate; anche quest’ anno è estate. E i ragazzi, in costume, sempre uguali: gli stessi corpi, le stesse facce, oggi, cinquant’anni fa, sempre. Alti/magri, Smutandati/in pantaloncini, in Bikini/Costume intero, Piccoli/Tondi, Procaci/Secche, racchie/belle … Sempre la stessa estate, sempre la stessa gioventù, sempre gli stessi baci, sempre gli stessi amori. “Sassi/che il mare ha consumato/sono le mie parole/d’amore per te”

Felici? A vederli pare di sì, nella loro sconclusionata “ammucchiata”: un vociare chiassoso e confuso, una cacofonia di grida, voci stridule indistinte, risate (più o meno grasse), che non riesci a distinguere se di maschi e femmine.

Ma c’è chi non ha tempo per queste cose, c’è chi ha altro cui pensare.

C’è un uomo fatto, maturo, un uomo di 40 anni, un uomo che ha lavorato tutta una vita, si è costruito una fortuna e non ha tempo per queste spensieratezze e dissipatezze (Berlinghieri-Tognazzi). L’ uomo vero, l’uomo maturo ha sempre sulle spalle una guerra da combattere, una battaglia, ovviamente vinta, ma a caro prezzo: la vita è dura, e non ammette indugi, ripensamenti, obbliga all’azione! Agire, produrre, prima di tutto!

Ma c’è sempre un’adolescente, una Francesca di turno (Cathrine Spaak) pronta a comparire sul tuo cammino in una torrida domenica di agosto, mentre tu corri distratto verso le tue consuete mete, e non ti accorgi che l’estate sta finendo, che presto scenderà l’autunno e chissà quando vedrai un nuovo sole comparire sulla tua vita. E’ allora che credi avverarsi l’insperato, l’impossibile: allora pensi che il destino abbia messo davanti al tuo cammino la donna che capisce, che sa comprendere i tuoi eroici sforzi, il tuo eroico impegno e sa ripagarti di tutte le amarezze, di tutte le volte che hai dovuto (in nome della legge della jungla) mettere da parte le “leggi del cuore”. E inizi a fantasticare, a fare progetti. No, non siamo al solito cinismo del latin lover arrivato; quello della massima “mai mettere la donna sul piano sentimentale, sempre sul piano orizzontale”. Non siamo al cinismo della donna da “impalmare”, e da … pagare: con la pelliccia, l’ appartamentino, la fuoriserie etc. Ti diventa naturale parlare di matrimonio, ti diventa naturale sentirti il beniamino, il boss di questa giovane e fragile pulzella, da difendere come un Cavaliere della Tavola Rotonda. Salvo risvegliarti la mattina, nell’illusione di aver trascorso una notte d’amore con la tua amata, e scoprire che Francesca, la ragazza, non c’è più: come un fantasma, volatilizzata nel vento? Portata via al largo del mare? Scomparsa nella sabbia della spiaggia che vola via? Non lo saprai mai …

E ti ritrovi a trascinarti stancamente verso la macchina a riprendere il tuo cammino consueto, stanco, svuotato. L’estate, la tua ultima estate è finita. Ed è finito, miseramente, il tuo patetico tentativo di fermare il tempo: finito nei lazzi e negli sberleffi dei ragazzi, ai quali (stupidamente) hai creduto di paragonarti … a 40 anni!

 

Ma Francesca se ne infischia: ha 16 anni, ma capito tutto della vita! Amorale, incosciente, fuori dagli schemi, infantile, ha capito che nella vita conta il Piacere, il Divertimento, Cogliere l’attimo. E godersela senza ipocrisie e infingimenti, senza affettare (in modo più o meno interessato) serietà, moralità, senso di responsabilità. Chè la vita è una sola, la giovinezza passa: sfigato chi non se la gode!

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