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Icastica: teatro e danza

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Icastica: teatro e danza

 

Non solo arte figurativa ma, come recita lo slogan, art events. La S finale testimonia come Icastica debba essere coniugata al plurale e non si limiti a una sola forma di espressione artistica. Ecco allora gli spettacoli di teatro e danza, organizzati dall’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, Teatro Franco Parenti e Fondazione Guido d’Arezzo che saranno il cuore dell’estate aretina. Tutti si terranno nella cornice dell’anfiteatro romano concesso dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana e dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate.

L’assessore alla cultura del Comune di Arezzo Pasquale Macrì: “presentiamo l’estate aretina in un luogo insolito ma molto significativo: l’atrio del Teatro Petrarca. Questa non è la parte residuale di Icastica, il teatro e la danza hanno rilevanza assoluta nella nostra riflessione. E non dimentichiamo la parte poetica che presenteremo più avanti e la grande sorpresa per la cittadinanza, che essendo sorpresa non mi vedrà rivelare alcunché”.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani: “siamo nell’atrio del Teatro Petrarca non per caso. Finalmente il traguardo della riapertura è in vista e dunque è giusto ragionare qui di cultura come insieme delle arti. Siamo agli arredi, poi finiremo la facciata e in tempi celeri i cittadini potranno godere di una struttura che manca da troppo tempo e per la quale mi sono speso con ogni energia. I primi che ringrazio sono proprio gli aretini per la pazienza dimostrata. L’anno prossimo una parte di Icastica sarà all’interno del Petrarca”.

Si comincia mercoledì 9 luglio alle 21,30 con Jimi, Joni, Frank and all that jazz, una produzione dell’Orchestra Operaia che si avvale della presenza di Maria Pia De Vito, una fra le più importanti cantanti europee di jazz e musiche improvvisate. In questo concerto si interroga su come Zappa, Hendrix e Joni Mitchell abbiano contribuito con le loro musiche di matrice rock a scuotere e stimolare il mondo del jazz, che nei primi anni Sessanta si dibatteva in una crisi profonda e oscillava fra le frontiere estreme del free jazz e la rassicurante tradizione del mainstream. Ingresso gratuito.

Questo e un secondo concerto sempre tenuto dall’Orchestra Operaia compongono l’Ut Festival. Così il Presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, Carlo Pedini: “due concerti che ravvivano oltre al Polifonico, la stagione musicale aretina. Protagonista è una formazione recente che ha ideato un progetto adattabile a diverse esigenze e sempre molto godibile”.

Il secondo appuntamento è per mercoledì 23 luglio alle 21,30, con The swing era tornado, con Giorgio Cùscito e Piji Siciliani. Nel 1929 la crisi di Wall Street mise in ginocchio l’economia mondiale e l’industria discografica ne subì le pesantissime conseguenze. Per reazione, i musicisti si riunirono in orchestre cooperative dove veniva condiviso il bene comune, l’ingaggio per la serata. Questo sistema di aggregazione portò alla nascita di moltissimi gruppi che ebbero poi il merito di far esplodere la swing era: il jazz danzabile e di altissima qualità artistica. La swing era fu un periodo di vera rinascita che nel dopoguerra si espresse a livello planetario. In questa serata si eseguiranno musiche originali, trascritte direttamente dai dischi dell’epoca, e si suoneranno alcuni classici provenienti dal repertorio di musicisti famosi. Ingresso gratuito.

“Per il teatro e la danza – ha sottolineato il direttore artistico delle attività teatrali, Andrea Biagiotti – disporremo quest’anno di un grande palco da 120 metri quadrati. Quattro spettacoli con tema sempre il restart, la ripartenza, la rinascita, che sia quella dopo una guerra o dopo una crisi economica o dopo una delusione”.

Il direttore della Fondazione Toscana Spettacolo Patrizia Coletta: “andiamo oltre lo spettacolo: queste sono espressioni di pensieri in movimento che scompaginano gli stessi criteri tradizionali di danza, teatro, filosofia”.

Si parte martedì 15 luglio alle 21,30 ecco uno dei più importanti filosofi contemporanei: in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, e con le letture di Maurizio Schmidt, arriva Emanuele Severino a proporre la sua versione di Orestea di Eschilo. Realizzata nel 1985, proprio per Franco Parenti, l’opera aprì un dibattito filosofico sul rapporto tra teatro e filosofia, alimentato dalla dichiarazione dello stesso Severino che considerò Eschilo «il primo filosofo dell’occidente», il primo a parlare dell’uomo, del dolore, della giustizia, della morte e a entrare in quel «vortice gigantesco» che fu la nascita della filosofia.

Giovedì 24 luglio alle 21,30 ecco 1917 Parigi, anno cruciale conferenza in musica con Philippe Daverio, Aline Jaussi al pianoforte, Christophe Daverio al violoncello, immagini e suono Musiques & Textes, una produzione Musiques & Textes. Si partiva per la guerra come in gita o in villeggiatura, per poi scoprirne invece l’orrore, la morte e l’assurdità: vedi Céline, Remarque, Jünger, Gadda, Tomasi di Lampedusa e tanti altri. Gli uomini di cultura che si trovarono spettatori di tutto questo lo mostravano attraverso varie forme, sia visive che musicali. A Parigi, Picasso e Cocteau inventanoParade con la musica di Erik Satie, e Gabriel Fauré, direttore del conservatorio di Parigi, compone la sua prima sonata per violoncello e pianoforte.

Martedì 29 luglio alle 21,30 ecco il Trittico della Fondazione Nazionale della danza – Artballetto. Con Tempesta/The Spirit, ideazione, coreografia e costumi Cristina Rizzo, luci Carlo Cerri, un balletto per 6 danzatori, tre coppie che formano un gruppo, una specie di tribù che articola un gioco coreografico. Games, coreografia Saul Daniele Ardillo, musiche Antonio Bazzini, OOOPStudio, luci Carlo Cerri dove il game, il gioco, è quello dei genitori, senza esserne all’altezza, con incoscienza e immaturità, pensando solo a se stessi. Spring, ideazione coreografia e costumi Philippe Kratz, musiche Gregorio Allegri, Alessandro Grisendi, Max Richter, luci Carlo Cerri dove il cuore di questo lavoro è alimentato dall’esigenza di scrutare e sondare ciò che può ancora far parte di noi.

Martedì 5 agosto alle 21,30 arriva il Premio Nobel Dario Fo con In fuga dal Senato, di Franca Rame e con la collaborazione di Jessica Borroni, Chiara Porro, Luca Vittorio Toffolon, assistente alla regia Fabrizio De Giovanni, con Maria Chiara Di Marco, Roberta De Stefano, Jacopo Zerbo,

organizzazione Itineraria Teatro, produzione C.T.F.R.; Dario Fo torna a teatro con la testimonianza civile e politica della moglie scomparsa, tratta dal libro In fuga dal Senato terminato negli ultimi giorni di vita dell’attrice. Il testo ripercorre l’amara esperienza vissuta dalla Rame in Parlamento tra il 2006 e il 2008; un viaggio, il suo, della durata di 19 mesi nel luogo che lei stessa definisce «il frigorifero dei sentimenti». Narrato senza mediazioni e con sensibilità teatrale e comica, è un racconto drammatico e al contempo grottesco legato a doppio filo all’impegno civile e politico durato per decenni e mai terminato, nemmeno dopo le sofferte dimissioni.

Per gli spettacoli del 15, 24, 29 luglio e 5 agosto: abbonamenti a 50 euro, ridotto 40. Per gli abbonati alla stagione di prosa e sponsor 30 euro. Biglietti interi a 14 euro e ridotto a 10. Prevendita presso la Rete Teatrale Aretina in via della Bicchieraia 34 il martedì e il giovedì dalle 14 alle 17 e presso il Circuito Regionale Boxoffice www.boxol.it

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