Prima Pagina | Lettere alla redazione | Lettera aperta ai membri del Consiglio della regione Toscana

Lettera aperta ai membri del Consiglio della regione Toscana

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Lettera aperta ai membri del Consiglio della regione Toscana

Perchè approvare la riforma della legge 1/2005 e il nuovo PIT (Piano Paesaggistico Toscano) prima dell'esito della prevista riforma del titolo V della Costituzione?

 

I rappresentanti delle professioni (INARSIND) e i rappresentanti degli Ordini hanno espresso una sequela infinita di critiche alla PDL 282. Con molti documenti e con interventi diretti in VI Commissione. In Commissione, qualcuno  ha avuto il coraggio di rispondere alle critiche (offendendo l'intelligenza degli astanti) ipotizzando che i professionisti volessero leggi più permissive per aumentare le proprie possibilità di lavoro (come dire "volete fare le lottizzazioni da tutte le parti") quando in realtà le norme esistenti, e ancor più quelle in discussione, rendono quasi impossibile l'unica cosa che si può e si dovrebbe fare  con l'attuale crisi economica ovvero il recupero e il miglioramento dell'esistente, sia nel campo edilizio che paesaggistico.

Nei giri di consultazione che sono stati fatti nelle province toscane (dai rappresentanti politici o istituzionali della regione) il territorio (rappresentato tra gli altri dal sindacato professionale Inarsind, dalle categorie economiche, da assessori comunali e dalle organizzazioni degli ordini professionali) ha espresso critiche a dir poco del tutto demolitive.

Il Sindacato Ingegneri e Architetti liberi professionisti (INARSIND) è stato il primo a sottolineare la dannosità dei due provvedimenti che invece di migliorare la gestione del territorio ingesserebbero totalmente (se approvati) il nostro territorio già bloccato dalla legislazione vigente. Inarsind è stato l'unico a sostenere che la riforma della legge 1/2005 (come il Piano Paesaggistico) non è migliorabile perchè in realtà dovrebbe essere riscritta del tutto (differenziandosi in ciò da chi chiedeva di essere chiamato al tavolo della concertazione per emendare la proposta di legge). L'elenco di inutili complicazioni contenute nella pdl 282 e nel nuovo Piano Paesistico Toscano è lunghissimo è ovviamente in netto contrasto con la necessità di riqualificazione del territorio.


E' bene ricordare che la Regione Toscana è, tra tutte, quella che ha usato la possibilità di legiferare nel governo del territorio nel modo, troppo spesso, più assurdo, pletorico e burocratico.

La pdl 282 , con circa 226 articoli,  insieme ai 77 della VAS, ci mette in testa tra tutte le regioni italiane con 303 articoli, migliorando la prestazione rispetto all’attuale legge 1/2005 di un buon 10%. Il grafico ci mostra quanto complicata  sia la nostra gestione del territorio.

Il giorno 13 giugno 2014 alcuni consiglieri regionali hanno depositato una proposta di emendamenti alla pdl 282 che, nulla togliendo alle buone intenzioni, recepisce poco o niente delle critiche espresse nelle riunioni di cui sopra.

Per altri versi, l'insensibilità nei confronti del territorio è stata recepita dai cittadini  nelle ultime labroniche risultanze elettorali.

A tutto ciò si aggiunge che il Consiglio dei Ministri del 31 marzo 2014 ha approvato il testo di riforma del titolo V della Costituzione ed è utile riportare quanto segue, partendo dalle disposizioni finali:

Art. 32 comma 12. Le leggi delle Regioni adottate ai sensi dell’articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle leggi adottate ai sensi dell’articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione, come modificati dalla presente legge costituzionale. 

L'art 117 del Testo approvato dal Consiglio dei Ministri del 31 marzo 2014 toglie alle regioni l'autonomia su governo del territorio e su ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici (ovvero leggi urbanistiche e piano paesaggistico).

Questo vuol dire che le due norme toscane (pdl 282 e PIT), se approvate dal Consiglio Regionale resterebbero valide fino all'approvazione della riforma del Titolo V da parte del Parlamento.

Il Coordinamento regionale INARSIND chiede ai consiglieri regionali di:

1. non approvare (per quanto sopradetto nel merito) le due leggi in discussione;

2. aspettare comunque, per rispetto istituzionale,  l'esito della discussione sulla riforma del Titolo V poichè un'approvazione forzata rappresenterebbe solo una inutile corsa contro l'eventuale riforma della Costituzione, mettendo in pericolo, a giudizio di Inarsind, l'autorevolezza del Consiglio Regionale stesso.

 

Distinti saluti

Per il Coordinamento Regionale Toscano INARSIND

 

Alessandro Cinelli Architetto 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0