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SCUOLE INFANZIA AREZZO - LETTERE DEI GENITORI A RENZI E BOSCHI

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SCUOLE INFANZIA AREZZO - LETTERE DEI GENITORI A RENZI E BOSCHI

Nei giorni scorsi, come genitori di Acropoli e Pallanca, due scuole dell'infanzia a gestione diretta del Comune di Arezzo, abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed al Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi con l'obiettivo di portare l'attenzione di tutti sulla situazione dei servizi all'infanzia 0-6 anni ad Arezzo e sulle decisioni politiche che sta prendendo l'amministrazione.

Essendo il Comune di Arezzo “virtuoso” e rispettando tutti i criteri previsti dalla legge, siamo consapevoli che potrebbe superare il problema dei numerosi pensionamenti del personale educativo con un programma definito e corposo di assunzioni che eviterebbero l'impoverimento del sistema educativo.

Il Comune di Arezzo come ci ha detto in alcune riunioni che si sono tenute in questi mesi, a fronte dei pensionamenti (27 nel triennio) di personale educativo risponde con questo programma:

2014: 1 assunzione e mandare a gara due sezioni di Acropoli e due di Pallanca

2015: 1 assunzione e mandare a gare le altre due sezioni di Acropoli e di Pallanca

Noi chiediamo invece che come prevede la legge agisca utilizzando la deroga al patto di stabilità prevista anche per la scuola comunale. Il Comune di Arezzo rispetta tutti i criteri e quindi lo può fare.

E lo deve fare anche per non tradire il mandato elettorale che ha ricevuto dai cittadini che lo hanno votato in base al suo programma presentato nel 2011 del quale riportiamo il capitolo dedicato alla scuola e consultabile interamente a questo link 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE AREZZO 2011 IL CENTRO-SINISTRA PER GIUSEPPE FANFANI SINDACO PROGRAMMA DI: Partito Democratico - Italia dei valori Di Pietro  - Partito socialista italiano Laici e riformisti per Arezzo - Sinistra ecologia e libertà con Vendola presidente  - Sinistra per Arezzo (Federazione della Sinistra/Verdi)

…..In termini generali, il rapporto pubblico-privato nel settore delle politiche e delle strutture educative e per l’infanzia dovrà essere impostato in modo tale da evitare ogni ulteriore dismissione di sezioni, plessi di nidi o scuole dell’infanzia. Se questa dovesse rivelarsi necessaria, è preferibile un trasferimento alla gestione statale o ad aziende pubbliche che garantiscano la reversibilità della gestione. Sarà necessario garantire il turn over degli insegnanti per mantenere una presenza pubblica maggioritaria all’interno del sistema integrato, assicurare continuità educativa e tendere al superamento di ogni forma di precariato. Tra Comune e Stato, vanno poste le condizioni per la creazione di un’identica modalità di iscrizione alle scuole per l’infanzia: un’unica formalità, un’unica graduatoria.

Per i bambini è necessario incentivare l’innovazione e la sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia, servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero e più in generale azioni per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il tutto nel nuovo e fondamentale quadro dell’integrazione tra servizi del Comune, dello Stato e del privato accreditato. Va però posto un limite all’impegno di personale non adeguatamente remunerato. In un momento come l’attuale, l’amministrazione comunale garantisca un incremento dell’impiego di educatori per i bambini diversamente abili, azione da ritenersi prioritaria rispetto a interventi di estensione del tempo scuola non coperto. Più in generale, si ribadisce la strategia di costruire il più possibile una città “a misura di bambino”. ...

 

 

 

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