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Ostaggi... di un panino!

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Ostaggi... di un panino!

Quante volte è capitato di essere su un treno che portava ritardo e non saperne i motivi? Questa sera (ieri per chi legge) di rientro da Roma con il treno regionale numero  2318 è successo anche a me.

Tutto normale. I ritardi dei treni Trenitalia ci hanno abituato e plasmato alla pazienza. Ma tutto ha un limite.

Scendendo ad Arezzo ho chiesto al capotreno la motivazione del fermo di oltre 40 minuti alla stazione di Chiusi Chianciano Terme, non prevista nell'orario ufficiale.

La risposta è stata spiazzante. Vi assicuro che non credevo io per prima a quanto stavo ascoltando.

A Chiusi è previsto il cambio del personale, quindi arrivati al binario il capotreno salito a Roma è sceso e ne è salito (in ritardo, ma l'ho saputo solo dopo) un altro.

Il giovane capotreno, perché era giovane, si ė scusato dicendo che era arrivato a Chiusi con un altro treno, in ritardo di 45 minuti.

Io, predisposta alla gentilezza d'animo, già stavo pensando "poverino, il tempo di scendere e salire..." Ma il giovane capotreno, salito (pensavo io) di corsa a Chiusi ha pensato bene di specificarmi meglio la situazione.

Sceso dal treno, in ritardo di 45 minuti, aveva la pausa cena di 30 minuti e così, invece di salire sul treno 2318 che di li a due ore e mezza lo avrebbe portato a terminare il suo turno a Firenze (e volendo a mangiare qualcosa in uno dei tanti bar aperti fino a tardissimo) è andato a "prendere un panino".

Un panino. Siamo rimasti 40 minuti fermi alla stazione di Chiusi Chianciano Terme ostaggi di un panino.

 

Insomma avrà anche diritto di cenare, povero cristo, ma se si è responsabili di un servizio pubblico e la pausa pranzo competa crea un ulteriore disagio, forse il dovere dovrebbe venire prima. 

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