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IN ITALIA MANCA LA VOLONTA' POLITICA DI TUTELARE IL PRODOTTO AGRICOLO

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IN ITALIA MANCA LA VOLONTA' POLITICA DI TUTELARE IL PRODOTTO AGRICOLO

MARCO SCURRIA (europarlamentare Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale) IERI AD AREZZO

 
 
"Le difficoltà dovute all'avvicendarsi di tre diversi Ministri dell'agricoltura italiani in poco meno di tre anni e la perdurante assenza di una vera e propria programmazione politica in tema di agricoltura ha creato non poche difficoltà in sede europea a noi europarlamentari di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale che ci siamo sin da subito impegnati per ammorbidire le iniziali criticità della PAC per come questa ci era stata presentata all'inizio, per fortuna su molti punti ha vinto l'unità del gruppo italiano e siamo riusciti a portare a casa un testo soddisfacente. Eppure ancora molti sono gli ambiti sui quali è necessario intervenire, a partire dalla tutela dei prodotti italiani e quindi dalla lotta alle contraffazioni e da una rivisitazione complessiva del sistema di credito alle aziende agricole ma su questo è per primo il governo a dover intervenire", questo il commento di Marco Scurria, europarlamentare di Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale, a margine dell'incontro avvenuto domenica con agricoltori ed aziende di Arezzo e provincia.
 
Soddisfatta la portavoce provinciale Carlotta Andrea Buracchi: "Possiamo dire che abbiamo avuto ragione nel proporre un incontro in cui la parola fosse data ai protagonisti del settore: gli interventi che ci sono stati hanno evidenziato problematiche e difficoltà specifiche che potevano provenire solo dai diretti interessati e ben lontano da una politica che si dimostra sempre più sorda alle richieste delle categorie", e prosegue: "Marco s'impegnerà a portare in sede europea, quella sede in cui si giocano gli interessi agricoli strategici dell'Italia, le criticità emerse ma ben lungi da qui è proprio il piano nazionale che è assente. Quanto ancora dovranno attendere i nostri agricoltori per vedere l'attuazione delle leggi sull'etichettatura certificata ad esempio? Per quanto tempo ancora dovremo vedere il settore agricolo stretto nella morsa di una burocrazia che sembra non avere mai limite? Se in sede europea la nostra strategia è quella di difendere gli interessi nazionali, come mai il Governo italiano latita nel farlo?"

 

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