Prima Pagina | Politica società diritti | “Donne più tardi in pensione: lettera aperta ai parlamentari Donati e Mattesini”

“Donne più tardi in pensione: lettera aperta ai parlamentari Donati e Mattesini”

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
“Donne più tardi in pensione: lettera aperta ai parlamentari Donati e Mattesini”

Dichiarazione del consigliere comunale Rossella Peruzzi (Pd)

 

 

Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha comunicato la sua intenzione di voler innalzare da 41 a 42 anni l’età contributiva per le donne, allineando i requisiti per maturare la pensione a quelli previsti per gli uomini, utilizzando come scusante la parità dei sessi.

A livello teorico nulla di male, peccato che dimentichiamo un aspetto fondamentale di questa parità dei sessi tanto agognata: la donna non cessa di lavorare al rientro a casa perché ricade tutto a suo carico e il continuo innalzamento dell’età pensionabile e la giustificazione che questo sia fatto per la parità dei sessi è solamente una scusa per continuare a tagliare sulle fasce della popolazione più deboli.

Non deboli in quanto donne, ma deboli in quanto donne che lavorano in uno Stato dove gli strumenti positivi per conciliare lavoro e famiglia non sono mai esistiti. È inutile battere sempre sulla questione della parità perché nella realtà la parità sostanziale della donna non esiste. Pare che il risparmio da questa operazione equivalga a duecento milioni di euro: credo che una cifra del genere possa essere reperita in altri modi, dal taglio dei privilegi o delle spese inutili, cito solo gli aerei F35, al recupero della evasione fiscale, sempre tanto sbandierato a parole ma nei fatti latitante.

Colpire chi lavora già da 41 anni facendolo sottostare e un ulteriore periodo di 12 mesi alle vicissitudine del mercato del lavoro è un macigno per chi deve, tornato fra le mura domestiche, svolgere lavoro di cura per anziani a carico e di accudimento dei figli, che peraltro spesso non trovano proprio quell’occupazione agognata per il prolungamento dell’età lavorativa dei genitori.

Ai parlamentari aretini Donati e Mattesini, l’invito a farsi portavoce presso il governo di questa esigenza di civiltà. Confido nella loro sensibilità per contribuire a risolvere un problema veramente grave e sentito

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0