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Gentile Consigliera/e…sostieni la campagna per far uscire i partiti dalle banche!

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Gentile Consigliera/e…sostieni la campagna per far uscire i partiti dalle banche!

Radicali Italiani ha lanciato la campagna "#sbanchiamoli. Fuori i partiti dalle banche!" con lo scopo di separare nettamente le Fondazioni bancarie dalla partecipazione azionaria nelle Banche.

 

 

 

 

Vendendo le azioni della banca qualche anno fa, avremmo evitato un bagno di sangue per il Paese e i contribuenti

Le Banche a causa della crisi economica e finanziaria premono per la ricapitalizzazione.

Le Fondazioni, quando non possono sottrarsi, pur di mantenere il proprio controllo sulla Banca intaccano il proprio patrimonio, riducendo le erogazioni alle comunità locali. Pur di non cedere, espongono le Banche al rischio di fallimento o alla nazionalizzazione.

Fortunatamente dove non arriva la virtù interviene il bisogno. La Fondazione MPS ha venduto l'1,58 per cento del capitale della Banca. La partecipazione della Fondazione è finalmente scesa e la stessa, costretta dal fallimento del sistema Partiti-Fondazioni-Banche, sta lavorando alla vendita dell’intera quota.

Son terminati i tempi delle vacche grasse, si otterrà per MPS l’obiettivo che noi proponiamo per tutte le Fondazioni: la completa cessione delle azioni bancarie presenti nei portafogli. In questo modo si attireranno nuovi capitali privati nazionali ed esteri, con beneficio per imprese e cittadini e si spazzerà via, finalmente, l’ingerenza dei Partiti nella destinazione del credito.

Radicali Italiani propone una soluzione strutturale, la modifica legislativa della c.d. legge Amato, per evitare che l’intero sistema a maglie strette esistente tra banche e fondazioni subisca rischi e perdite occorsi a MPS, 3,17 miliardi nel 2012.

Presidente Renzi, #sbanchiamo anche i “tuoi”! Che dici?


Lettera aperta ai consiglieri comunali e provinciali (anche di Siena...)

Radicali Italiani sta promuovendo una campagna nazionale con l’obiettivo di separare i Partiti dalle Banche chiedendo l’uscita delle Fondazioni bancarie dal capitale azionario degli Istituti di credito italiani.

Lei sa bene che gli Enti locali e le Regioni indicano parte dei componenti degli organismi decisionali delle Fondazioni, anche per questo ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di sostenere la nostra campagna sottoscrivendo la Petizione parlamentare che trova di seguito nelle sue parti essenziali.

I dati degli ultimi anni relativi alla netta diminuzione delle erogazioni delle Fondazioni a favore delle comunità locali e nel contempo gli ostacoli posti da alcune Fondazioni ai necessari aumenti di capitale delle Banche dimostrano con evidenza il fallimento del sistema Partiti-Enti locali- Fondazioni-Banche-Credito. Le Fondazioni persistono nel non diversificare i propri investimenti come la legge prevede e sole, o in cartello con altre, hanno tuttora il controllo di molte tra le principali Banche del Paese. La separazione a nostro avviso – ma anche di Bankitalia, del FMI e di diversi autorevoli economisti – sarebbe utile sia a una più consistente capitalizzazione delle Banche con benefici per il sistema creditizio, che alle Fondazioni bancarie stesse che potrebbero finanziare più e meglio i territori di riferimento.

Al seguente link può trovare un utile approfondimento

Alla c.a. della Presidente della Camera della Repubblica, Laura Boldrini, del Presidente del Senato della Repubblica, Piero Grasso, e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera e del Senato della Repubblica (..)

Gentili onorevoli

Io sottoscritto, Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani, assieme a Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani (..), utilizzando lo strumento previsto dall'articolo 50 della Costituzione, riteniamo opportuno presentare ai titolari del potere legislativo questa petizione, (..)

Lo scopo è quello di persuadere il Parlamento della necessità (..) di dare al Paese delle nuove, solide infrastrutture giuridiche che possano meglio regolare il perverso sistema attuale che lega politica, enti territoriali, fondazioni bancarie e banche. Una nuova legge che preveda la separazione tra fondazioni di origine bancarie e le banche per tagliare il nodo gordiano che lega le nostre imprese, stabilmente sottocapitalizzate al sistema bancario in crisi di liquidità, e quindi alle fondazioni che controllano gli erogatori del credito. (..)

Grazie allo schermo rappresentato dalle fondazioni, ancor oggi, almeno indirettamente, la dinamica del credito è ancora influenzabile dai partiti, naturalmente inclini ad una tutela di parte, che nei casi più clamorosi diviene vantaggio per la propria parte a danno dell'intera cittadinanza (..) una banca che compie operazioni di mercato spericolate, senza alcun attenzione all'interesse del risparmiatore (..) viola legge e Costituzione

Per superare questa situazione e partecipare attivamente alla sua soluzione (..), desideriamo allegare una proposta di legge in materia di separazione tra banche e fondazioni, da proporre come un testo iniziale su cui iniziare un iter legislativo di riforma del settore (..)

Preme altresì ricordare il fatto che la vigente normativa è in più parti violata (..)

Attendiamo con fiducia l'interesse dei titolari del potere legislativo per un dibattito sul merito, con analisi del testo proposto (..)

 

PROPOSTA DI LEGGE PER LA COMPLETA CESSIONE DELLE AZIONI BANCARIE IN POSSESSO DELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA PER ADDIVENIRE A UNA RADICALE SEPARAZIONE TRA BANCHE E FONDAZIONI

Articolo 1

(Abrogazioni) 

L’articolo 25, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 , è abrogato e sostituito dal seguente:

 

Art 25

(Dismissione delle partecipazioni delle fondazioni nelle Società bancarie)

1)    Le partecipazioni in essere nelle Società bancarie devono essere collocate sul mercato. Possono continuare ad essere detenute, in via transitoria, ai fini della loro ottimale dismissione, per il periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2)    Nel caso di mancata dismissione entro il suddetto termine, le partecipazioni previste al comma 1 possono ulteriormente essere detenute per non oltre due anni.

3)    Qualora la fondazione, scaduti i periodi di tempo previsti al comma precedente, continui a detenere le partecipazioni in società bancarie, alla dismissione provvede l'Autorità di vigilanza, sentita la fondazione e un apposito commissario indicato dal Ministro dell’economia, nella misura idonea a determinare la cessione completa delle partecipazioni in essere nelle Società bancarie e nei tempi ritenuti opportuni in relazione alle condizioni di mercato ed all'esigenza di salvaguardare il valore del patrimonio.

Il testo completo è disponibile qui

 

 

 

 

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