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ALESSANDRA MUSSOLINI: colpevole!

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ALESSANDRA MUSSOLINI: colpevole!

Quanto ci costa, umanamente, la volgarità?

 

Gli ultimi anni ci hanno regalato mostri  dall'attrattiva mediatica irresistibile.

Uomini, donne, adolescenti, bambini che, facendo notizia per un loro tratto comportamentale, soddisfacevano il nostro bisogno di accendere roghi virtuali  per demolire il "cattivo". La rete, il web, hanno poi esasperato il lato "truculento" di quegli esseri umani la cui psiche, resa più fragile di altre dall'ignoranza, dal dogmatismo, dal basilare autoritarismo che la contraddistingue, confonde i confini dell'opportuno e  li perde irreparabilmente nel grottesco e nella cloaca della volgarità.

Mancava un tipo di mostro però. Quello per interposta persona. O meglio: mancava il "mostro" che lo diventa per soddisfare l'astiosità delle sostenitrici della morale e della purezza assoluta. Mancava Alessandra Mussolini che diventa "mostro" per tutte quelle donne che, grazie al comportamento di suo marito, trovano divertente, gratificante, esaltante e addirittura "giusto" scagliarsi contro di lei.  La carta stampata, il web, i social network, si riempiono di commenti. Quasi tutti declinati al femminile. E la maggioranza di questi possono esser fatti rientrare in una di queste categorie:

Becera offensiva -  "Cosa avrà da dire ora la vaiassa?"(significato - perché attribuito ad Alessandra Mussolini)

Snob gongolante  - "Non si può certo attribuirgliene la responsabilità ma ciò che la coinvolge può sembrare un contrappasso dantesco. E in fondo un po' mi compiace. Sotto sotto ci godo!"

Allusiva ideologica - "'sta fascista! ...così impara!"

Femminista frustrata - "Dio patria e famiglia! Perché la famiglia è quella composta da uomo e donna... e ora anche da donna e pedofilo"

Donne. Tutte donne (ma proprio tutte) che, esattamente un giorno prima che uscisse questa notizia, stavano nelle loro barricate virtual-tecnologiche a rivendicare il diritto delle pari opportunità nelle liste elettorali, a miracolare con toni guerreschi la "civiltà" emancipata della quota rosa.

Donne contro una donna incolpevole ma debolissima umanamente e mediaticamente.

Donne che vorrebbero essere rappresentate degnamente nelle nostre sedi istituzionali (...e verrebbe quasi voglia di dire: "Ma anche no!").

Donne bulle. Perché questo è il bullismo nella sua forma più sconcertante: attaccare quando la vittima è debole, quando non ha forze per difendersi, quando non può difendersi perché non ha nulla per cui scusarsi perché non é lei la "colpevole", attaccare quando è più facile, quando è più comodo, quando non costa nulla, quando non si teme una risposta, quando la vittima è sola e non ha risorse.

Bulle della peggior specie: quelle che non valutano l'effetto ma solo l'impatto. Quelle che non pensano ai tre figli di Alessandra Mussolini e a quello che potranno subire nelle loro scuole, nei loro ambienti di gioco o di svago. Perché anche solo uno, educato dalle bulle, fra i loro compagni lo troveranno e dovranno affrontare a loro volta il bullo figlio della cultura malata delle loro madri.

Bulle standard: quelle che per giustificare il loro bullismo sono costrette a identificare la vittima con il male (fascista, chiassosa, volgare, vaiassa... etc). Ma sempre e solo rigorosamente quando non si rischia nulla se non l'applauso delle consimili. Perché il bullo e la bulla una ragione ce l'hanno sempre. Se non possono utilizzare quella più recente si può sempre rispolverare il "nonno duce". Tanto si sa: offendere per quello funziona ancora bene in quest'italietta affetta da mediocrità intellettuale e morale. E quando proprio non ci si può attaccare a null'altro fa sempre audience.

Da donna a donne: dove sono le voci indignate contro il linciaggio mediatico sessista! Chi - fra coloro che difendono la dignità femminile - oggi si sente in dovere di dichiarare la propria vicinanza ad una donna della quale non so immaginare il dolore, la paura per i figli, il senso di solitudine... quante siete ad essere rimaste umane? Dove siete quando non dovete colorare di rosa i link e le liste elettorali? Quante di voi sono disposte ad associare il loro nome a un "principio" e non ad un "diritto"?

Io sì: la mia solidarietà ad Alessandra indipendentemente dal cognome, dal suo voto, dal suo stile, dal suo vestito ideologico.

 

 

 

 

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