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Lettere: Renzi non mi è simpatico ma...

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Lettere: Renzi non mi è simpatico ma...

Ospitiamo volentieri lettere pro e contro il futuro premier.

Scrivevo per un giornale di Firenze, più o meno cinque anni fa. Ho visto, da vicino, la campagna elettorale di Renzi  e poi l’ho conosciuto da sindaco.

Non mi rimaneva per nulla simpatico. Il perché ve lo dico in breve: un giovane-non giovane, troppo bravo a fare il politico e soprattutto il politico democristiano.

Nessun problema se una volta diceva una cosa e la volta dopo la contraddiceva del tutto. Senza battere ciglio. Un po’ di ingenuità, un po’di paura: infondo anche fare il sindaco di Firenze, a 33 anni, non era un salto tanto piccolo, un mestiere senza responsabilità.

I fiorentini, molti, l’hanno votato pensandola come me, ma l’alternativa era il buon Galli, non un politico e di destra, a Firenze non c’è stata, quasi, partita.

Poi il Renzi l’ho incontrato a qualche conferenza stampa promossa dalla Sovrintendenza fiorentina, dove non andava nessuno. Così l’ho visto da vicino. Vi racconto questo episodio.

Visita al Corridoio Vasariano,  tutto transennato per problemi statici sul Ponte Vecchio. La dott. Acidini, la sovrintendente fiorentina, senza più la forza di reagire alle proteste degli orafi coi negozi sul Ponte, disperati perché, tra transenne e impalcature, i loro gioielli non li vedeva più nessuno né per l’appunto li comprava.

Naturalmente i lavori di restauro, per quanto banali, erano iniziati e si erano bloccati in continuazione e non se ne vedeva la fine. I soldi li aveva messi l’ “Esselunga”, ma poi l’assessore alla Cultura del Comune aveva avuto da ridire sulla reclame con la forchetta e spaghetti, che troneggiava al centro dell’ impalcatura e del ponte, così i soldi erano spariti e non se ne trovavano altri.

Miseri 120.000 euro, che dovevano aver dato tanto noia all’assessore che sulla “maxi-forchetta” non transigeva.

L’Acidini si appellò a Renzi,con voce disperata, lui prese il telefonino: due telefonate e la mattina dopo, i lavori ripresero. In una settimana, più o meno, si conclusero.

“Ci sono 120.000 euro?”Qualcuno di la’ dalla cornetta gli deve aver dato l’OK e la questione commercianti- sovrintendenza-lavori si risolse nello stesso tempo. Questione che a cui erano dedicate le prime pagine dei giornali fiorentini da giorni.

Forse qualcuno poteva informare il Sindaco di cosa era successo per via della Forchetta? Vedeva i giornali lui ogni tanto?

Comunque mi piacque il suo far da sceriffo, fuori lungaggini infinite della burocrazia italiana. Una cosa risolta come ne ha risolte altre, senza guardare in faccia nessuno: piazza Duomo, la tranvia per qualche esempio. Poi ha fatto errori grossi: con il “Maggio Fiorentino” per dirne uno terribile.

Il suo problema sono gli uomini che si porta dietro: insignificanti. Forse è così che li vuole lui per brillare di sola luce propria. Ma alla fine è uno sbaglio.

Quelli bravi li ha usati e fatti fuori alla svelta, un problema che ha avuto anche Berlusconi e si è visto come è andata a finire. Non si può sapere di tutto e fidarsi solo dei pusillamini non porta bene. Tradiscono facilmente, non possono vivere di vita propria.

Renzi ha coraggio, bisogna darne atto, ma è solo al comando e non ha altre esperienze di vita che la politica.

Gli auguro fortuna, è, forse, l’ultima scialuppa per l’Italia. E poi ha fatto fuori molti comunisti di quelli insopportabili. Faccia pure lo sceriffo, ma cerchi intorno a se qualcuno che gli dia una mano. Le belle ragazze e i giovanottoni eleganti, che non hanno fatto niente fino a ieri, vanno bene per un aperitivo da “Giocosa” non per Palazzo Chigi.

Elisabetta Galeffi

 

 

 

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