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Lettere: i dubbi sull'affare dell'anno!

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Lettere: i dubbi sull'affare dell'anno!

Caro Paolo,

è la seconda volta che tenti generosamente di delucidarci su questo "affaire" Bankitalia, ma te lo devo dire, anche questa volta non mi sembri convincente, Nonostante ti sembri di aver trovato la chiave per trionfalmente manganellare i 5 stelle e certi economisti, che evidentemente non ti stanno simpatici ( a proposito, l'Argentina mi sa che è messa male; finirà spolpata viva come sicuramente gli sarebbe accaduto se avesse obbedito al FMI?mmah..staremo a vedere).

Mi guardo bene dal farti un "pippone" dettagliato di replica alle tue considerazioni.

Solo un paio di cose da chi si rende conto che per proprie competenze può solo fare l'economista da bar, ma d'altra parte come cittadino, non può che cercare di farsi un'idea delle cose magari leggendo qua e là e, prudentemente, appoggiare le conseguenti opzioni politiche

Sui 7,5 mld la fai facile. Il direttore di Bankitalia Rossi a settembre disse al Sole 24h che le riserve erano del Tesoro. Una Banchintesa potrà per es. vendere le quote e incassare bei soldi, Bankitalia ha 7,5 mld di riserve in meno. Il regalo alle banche mi sembra che quindi ci sia stato, si può solo discutere solo sulla reale entità che è tutta da vedere ancora. La questione semmai era diversa e si doveva dire la verità, cioè che secondo il Governo c'è necessità di sostenere le banche.

(NDR) Nel merito: oggi  BANKITALIA ha 7,5mld di riserve in meno, ma anche 7,5mld di capitale sociale in più. Se Intesa vende parte delle sue quote a Generali, Intesa incassa, ma Bankitalia non spende comunque un centesimo (salvo la clausola di cui ho già fatto critica e spero sarà eliminata).

Le banche avranno anche messo 300 mln nel 1936 (2% del PIL di allora dici, mica bruscolini) ma erano banche pubbliche, quei soldi erano dei nostri genitori. Dobbiamo dedurre che con la loro privatizzazione gli è stata mantenuta la titolarità delle sostanze Bankitalia? A me fa effetto sentire Visco dire che civilisticamente l'oro è della Banca e quindi di chi ne ha le quote.

(NDR) Quando vendi una azienda, o lo dici prima che quel pezzo non puoi venderlo, o vendi il pacchetto intero e non ci pensi più. A 10 anni dalla cessione da parte del Tesoro e dopo che lo stesso ha incassato una valanga di miliardi, stabilire che quel pezzo non doveva essere venduto, e cercare quindi di sfilarlo dal mazzo dopo, è ammissibile sola nella repubblica delle banane o in una dittatura comunista. Tenendo anche presente che gli azionisti della Intesa ( presa a simbolo della operazione), sono una miriade di piccoli e medi risparmiatori e pensionati (il 70% del capitale). Quando si parla di banche private, bisognerebbe anche tenere conto di chi sono i proprietari e con chi il tesoro  ha fatto cassa vendendo le sue azioni

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Guarda che nei caffé dei professori di economia e dei giuristi (mica qui al nostro bar) su questa cosa si scannano, perché c'è chi dice che l'oro è del Tesoro. Lo so che c'è un vincolo di gestione all'interesse nazionale ma l'impostazione giuridica mica è priva di significato, di fatto lo Stato potrebbe avere in casi d'emergenza grossi limiti nella gestione.

Devo comunque constatare che di queste cose quasi nessun cittadino ne sapeva la minima e che anche nelle alte schiere professorali si dice tutto e il contrario di tutto, per cui non posso che considerare positivamente il fatto che i 5Stelle abbiano posto il problema. Te, invece, botte da orbi.

Se devi avvertirci con Pirani che nelle epoche di crisi e tensione, come capitò nel ventennio, è tipico gridare al complotto, agli speculatori, ai pescecani ricordati che quella fu anche l'epoca dell'oro alla Patria, e qui ormai sembra che la nostra Patria siano le banche.

(NDR) Rispondo in linea di principio. Non pensare che non abbia dubbi sulla vicenda. Tutt'altro. Ma quando ti trovi di fronte a persone che dubbi non ne hanno, radicalizzi la posizione. Di certo, almeno i punti fermi sulla vicenda vanno stabiliti, altrimenti si finisce per discutere solo di cazzate. Non entro adesso nel merito della vicenda, perchè ho dubbi anche sulle mie stesse conclusioni, ma non si può barare sui postulati di partenza, altrimenti la partita è truccata.

Aggiungo solo che a volte si fanno scelte brutte per evitare situazioni pessime. L'esperienza Lehman Brother sia di monito. Quando accadde, tutti a dire bravi agli americani. Oggi si giudica quella scelta una follia, pagata a caro prezzo dagli americani e non solo da loro. Si può ben pensare al mondo come un domino, in cui se cade un pezzo provochi una frana, in cui a rimetterci saranno sempre quelli che stanno in fondo. O come una gigantesca partita a scacchi, in cui è normale sacrificare un alfiere per salvare una regina. Se durante una partita a scacchi si decidessero le mosse per alzata di mano, secondo te chi vincerebbe? 

Il dubbio (legittimo) è solo che chi muove i pezzi sappia giocare. Ma non possiamo fare altro che fidarsi.. c'è poco da scegliere.


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