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“Messo un freno al raddoppio dell’inceneritore di San Zeno e alla discarica di Podere Rota.”

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“Messo un freno al raddoppio dell’inceneritore di San Zeno e alla discarica di Podere Rota.”

Alessandra Landucci (Capogruppo SeL in Provincia) interviene sul nuovo Piano Interprovinciale dei Rifiuti

Dopo mesi di discussioni, oggi, giovedì 6 gennaio, il Piano Interprovinciale di gestione del ciclo integrato dei Rifiuti è stato  discusso, votato e adottato dal Consiglio Provinciale.

Il Piano, che fino al 2025 governerà 109 comuni con oltre 800 mila abitanti totali, in pratica metà dell’intero territorio toscano, rappresenta, secondo Landucci, “qualcosa di ben diverso rispetto al vecchio Piano Straordinario”. In effetti, al suo interno è ben chiara la volontà di ridurre la produzione dei rifiuti ( fino a -12,5% nel 2025), portare la percentuale di raccolta differenziata al 70% (di cui il 60% da avviare a riciclo) e ridurre il rifiuto residuo a soglie sotto il 20%.

 Inoltre, il Piano Interprovinciale contiene “un’esplicita dichiarazione di voler ridurre il fabbisogno impiantistico ed estendere la domiciliare ad almeno l’80% degli abitanti dell’ATO TOSCANA SUD”. Infine, sono in esso previsti “l’inserimento di una tariffazione puntuale ed il fatto che si punti in via preferenziale alla prevenzione, al riciclo, al recupero e poi solo alla fine all’utilizzo del rifiuto come fonte di energia”.

In generale, gli obiettivi del Piano appaiono come una “timida, lieve volontà di cambiare verso e di innovare la filosofia alla base del governo del ciclo integrato, come del resto le leggi europee, nazionali e regionali richiedono”.

Vi troviamo però,  continua Landucci, la chiara ed espressa volontà di andare alla chiusura ad esaurimento di  3 discariche su 6, compreso Podere Rota, la sospensione della discarica di Le Borra, e soprattutto lo stop al raddoppio di San Zeno”.

Certamente, questo documento non rappresenta ancora una risposta adeguata alle sensibilità di SeL, ma rimette in discussione le scelte fatte nel piano precedente, inserendo nei suoi obiettivi specifici l’apertura alla valutazione di innovazioni tecnologiche che consentano di superare le tecnologie di incenerimento.

Conclude Alessandra Landucci, “la sola alternativa - in caso di bocciatura del Piano Interprovinciale - sarebbe statil vecchio Piano Straordinario”: per me era improponibile  prendersi la “responsabilità personale e politica” di tale bocciatura. dando così il via libera al raddoppio si San Zeno, ad un territorio costellato di discariche (compreso Podere Rota) e ad una RD ridicola.

Interviene in merito anche il Coordinatore Provinciale di SEL, Paolo Pezzati

“Si registra in questo Piano un cambio di rotta rispetto alle posizioni precedenti, anche se noi crediamo che si possa, si debba fare di più per disegnare un futuro che ci porti verso l’esaurimento e la chiusura di San Zeno”. “L’aver scongiurato il raddoppio è una vittoria politica  di SEL, che su questo tema, assieme ad altre forze, ha rotto la coalizione nel Comune di Arezzo. Adesso però comincia un’altra battaglia: dopo l’adozione sarà possibile per tutti i cittadini, entro 60 giorni dalla pubblicazione del Piano, presentare osservazioni e quindi proporre modifiche che lo migliorino ancora. “

“Rimane al momento poco chiaro chi  approverà questo Piano visto che la nostra Provincia sta andando a scadenza di mandato. Già da ora però si intravede il ruolo fondamentale che avranno i Sindaci della Provincia, in sede di ATO e probabilmente nel “nuovo” consiglio provinciale: visto che siamo in tempi di amministrative chiediamo chiarezza ai candidati Sindaci della provincia e al Segretario Provinciale del PD: SEL considera come elemento centrale per una convergenza programmatica la volontà di superare le politiche di incenerimento; chiediamo quindi che si esplicitino sin da ora le posizioni per non doverci poi trovare nella sconveniente situazione di rompere una coalizione a seguito di un voto in sede di ATO o di Consiglio Provinciale a favore magari di un bel Repowering a 55.000 t/a su San Zeno”

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