Prima Pagina | L'opinione | Amnistia: cosa nascondo i “manettari”?

Amnistia: cosa nascondo i “manettari”?

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Amnistia: cosa nascondo i “manettari”?

E’ entusiasmante vedere quanti italiani urlano e sbraitano al solo sentir nominare la parola amnistia. A costoro, se avranno la pazienza di leggermi per pochi minuti, vorrei sottoporre una riflessione.

 

Nelle nostre carceri si trovano poco meno di 50.000 carcerati giudicati colpevoli. Gli altri sono in attesa di giudizio, e la metà saranno dichiarati innocenti. Pazienza. La giustizia non è perfetta. Ma non è la cosa più grave.

Quello che tutti tacciono (o quasi) è che ogni anno i nostri tribunali non riescono ad arrivare a giudizio per 130.000 processi per intervenuta prescrizione (Penati docet). Se potessi fare una domanda ai “giustizieri de noantri”, vorrei chiedere: chi sono in realtà i veri beneficiati da questa prescrizione, da questa amnistia impropria, strisciante e permanente ?

Forse i poveri diavoli come me e forse come voi, che difficilmente potremo permetterci il principe del foro, o coloro che riscaldano e mestano le folle agitando le manette, sapendo bene che hanno tutto da guadagnare a far restare la giustizia in questo stato?

Ebbene, sarebbe sufficiente amnistiare i soli reati a querela di parte, per liberare i tribunali dell’83% dei procedimenti e permettere di arrivare a giudizio per tutti quei delinquenti che non saranno per questo mai condannati.

Cos’hanno da nascondere dietro le manette “sventolate” in aula, coperti dalle urla e dalla caciara, coloro che stanno facendo il diavolo a quattro perché questo non succeda? 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0