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Il 118 resta ad Arezzo

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Il 118 resta ad Arezzo

Le reazioni e i commenti

 

 

 

La Giunta regionale ha finalmente deliberato la riorganizzazione delle centrali del 118

Mugnai (pdL): “ Arezzo c’è!

“L’avevamo promesso, mettendoci la faccia. Anche quando, dopo le dichiarazioni estive del Governatore Rossi nessuno ci avrebbe scommesso più un centesimo. Ebbene, oggi la Giunta regionale ha finalmente deliberato la riorganizzazione delle centrali del 118: fino al 2016 saranno 6 ed Arezzo intanto è fra i sei. Adesso non sono più parole ma atti.” Questo il commento del Consigliere regionale e Vice Presidente della commissione sanità Stefano Mugnai (PdL), che da febbraio si batte per questo risultato.

“Abbiamo vinto, Arezzo ha vinto ed ha visto riconosciuti i sui meriti. Lo abbiamo fatto – conclude Mugnai – nonostante i desiderata del Presidente della Giunta e nonostante le sue inaccettabili logiche che vorrebbero tutto a Firenze, Siena e Pisa. Ed ora ci siamo fatti un po’di nemici in più, oltre a quelli che già avevamo. Meglio così.” 

 

Bertoli: “bene il 118 ma teniamo alta la guardia sul futuro del San Donato”

“Un atto doveroso”. Così Elisa Bertoli, Segretaria comunale del Pd Arezzo, commenta la decisione della Giunta Regionale di inserire Arezzo tra le 6 centrali del 118 che rimarranno attive. “Sono state ascoltate le motivazioni portate dall’intero sistema locale, a cominciare dal Sindaco Fanfani. La decisione della Giunta Regionale non chiude comunque il confronto tra Arezzo e la Regione Toscana. Intanto tra 3 anni si ripresenterà il problema dato che l’Assessore Marroni ha annunciato che entro il 31 dicembre 2016 le centrali 118 scenderanno a 3. Poi rimane aperto il tema del futuro dell’ospedale San Donato. La riduzione della spesa sanitaria e la tendenza alla centralizzazione, rendono necessaria una costante e quotidiana attenzione da parte del sistema istituzionale e politico aretino nei confronti delle strategie e delle scelte regionali. Il San Donato è e dovrà rimanere una struttura di eccellenza in Toscana in un quadro di programmazione sanitaria che veda la sua progressiva e ulteriore qualificazione”

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