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I CENTRI DI AGGREGAZIONE SOCIALE (C.A.S.) NEL COMUNE DI AREZZO

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I CENTRI DI AGGREGAZIONE SOCIALE (C.A.S.) NEL COMUNE DI AREZZO

 

 

Negli ultimi vent’anni, utilizzando prevalentemente strutture di proprietà comunale (sia recuperando vecchi immobili in disuso, sia realizzando nuove sedi) sono stati creati 21 Centri di Aggregazione Sociale (CAS) di cui 9 diffusi nei quartieri urbani (centrali e periferici) e 12 nelle zone extraurbane (Agazzi, Battifolle, Chiani, Giovi, Indicatore, Policiano, Quarata, Rigutino, Ruscello, Sant’Andrea a Pigli, Tregozzano, Valcerfone).

Sono associazioni volontarie, senza scopo di lucro, che ogni giorno offrono una sede e possibilità di incontro, di attività sociali e ricreative a favore delle persone iscritte come soci.

Partecipano concretamente alle iniziative di solidarietà promosse nel territorio anche da altri soggetti: enti pubblici e organizzazioni private.

E’ una rete aggregativa che contribuisce a contrastare la fragilità delle persone rimaste sole, a rischio di isolamento socio-culturale, soprattutto cittadini anziani.

Dopo la chiusura delle circoscrizioni, avvenuta nel 2011, i rapporti tra i CAS e il Comune sono stati più problematici. Era stato infatti previsto e disciplinato, negli anni ’90, che ogni circoscrizione fosse il punto di riferimento, sia istituzionale sia amministrativo, per i Centri di Aggregazione Sociale presenti nel suo territorio.

Negli ultimi mesi tra il Comune e i CAS si è riaperto un canale di comunicazione e di confronto, per iniziativa dell’Assessore Barbara Bennati.

Nei mesi di settembre e ottobre tutti i Centri sono stati visitati, incontrando i presidenti e i componenti degli organismi direttivi, ascoltando le criticità, verificando le difficoltà di intervento dei singoli Centri, rilevando la quotidiana attività che ogni CAS continua a svolgere: la crisi attuale, economica e sociale, colpisce anche queste strutture e gli iscritti che, con il loro lavoro volontario e le quote associative, contribuiscono a tenere aperte le sedi ogni giorno e garantiscono il calendario delle attività.

Per una migliore conoscenza della situazione di ciascun CAS è stato distribuito un questionario particolarmente dettagliato, per raccogliere ogni utile informazione sulla composizione sociale, sull’organizzazione, il funzionamento, i costi, le attività realizzate e programmate.

Le informazioni così raccolte sono state elaborate dall’Ufficio gestione servizi sociali ed utilizzate per creare un data-base dei CAS che sarà alimentato e aggiornato progressivamente, con un duplice scopo:

¨     conoscere e monitorare l’incisività di queste strutture, sotto il profilo sociale;

¨     connettere le iniziative dei CAS al più ampio contesto della programmazione sociale del Comune, secondo una logica di partecipazione e di integrazione tra gli interventi pubblici e quelli offerti dall’associazionismo locale.

Una prima lettura dei dati raccolti mette in evidenza che:

v I cittadini iscritti, come soci dei CAS, nel 2013 sono stati complessivamente 4.458 (con una leggera flessione rispetto al 2012), di cui circa il 35% sono donne. L’età media è 70 anni. La quota di adesione annuale mediamente corrisponde a 11 euro.

v I Centri sono aperti e frequentati ogni giorno, nelle ore pomeridiane e serali, anche se la maggiore affluenza e le principali attività sociali si registrano durante il fine settimana.

v Non viene offerto, agli iscritti, soltanto il ballo il sabato sera e la domenica pomeriggio o il pranzo sociale (una o due volte l’anno).

v Infatti tutti i Centri svolgono attività ricreative (intrattenimenti musicali e piccoli spettacoli teatrali nel corso dell’anno; feste per bambini, donne, anziani, in occasione delle festività natalizie, del carnevale, dell’otto marzo).

v Alcuni Centri, rispondendo alla domanda sociale degli iscritti, organizzano passeggiate collettive, visite culturali nel territorio aretino e gite nell’ambito della Toscana.

v I Centri di Tregozzano e Battifolle producono un loro “giornalino” mensile, distribuito alla popolazione residente.

v Dove le sedi lo consentono, si svolgono corsi di ballo, di ginnastica “dolce” per persone anziane, di musica, di informatica di base e lingua inglese.

v Quasi tutti i Centri collaborano con altre realtà del loro territorio (pro-loco, centri parrocchiali, associazioni polisportive, organismi di volontariato) e sostengono attivamente le iniziative del Calcit.

E naturalmente non è da sottovalutare – anche se può sembrare poca cosa – che, ogni sera, i soci hanno l’opportunità di mettersi intorno a un tavolo con un mazzo di carte, giocare qualche “mano” di briscola, trascorrere un po’ di tempo in compagnia.

I regolamenti comunali prevedono che questa tipologia di associazioni, operanti fattivamente nel territorio, sia valorizzata e sostenuta.

Perciò la Giunta comunale ha deliberato, il 6 dicembre, di destinare 10 mila euro ai Centri di Aggregazione Sociale, che saranno distribuiti, sotto forma di contributo, tra i CAS risultati in condizione di maggior necessità economica, a sostegno delle loro attività sociali.

 

 

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