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Le primarie secondo Matteo: ha vinto la voglia di vincere! Sventola il tricolore all’Obihall di Firenze

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Le primarie secondo Matteo: ha vinto la voglia di vincere! Sventola il tricolore all’Obihall di Firenze

Percentuali bulgare nella rossa Toscana per il sindaco di Firenze. In provincia percentuali tra l’80 e il 90 per cento dei consensi. Nel comune di Arezzo l'83,39%. Peccato per Maggini di Subbiano e Giorgio Renzi di Bibbiena a cui è stato impedito di votare. Sopra ogni aspettativa l’affluenza: oltre 35mila cittadini hanno votato. Un anno fa furono 37mila, ma erano primarie di coalizione.

 

 

 

Una valanga, un fiume in piena che non aspetta altro che trascinare via tutti i vecchi boiardi del PD. Quelli delle telefonatine domenicali. Quelli degli accordi nelle segrete stanze. 

Navigando in rete stasera, le grandi domande che tutti si pongono, in preda ad apparente terrore sono:

a) Ma Renzi è o non è di sinistra? 

b) Come è possibile che uno che si fa capire dalle persone, possa essere di sinistra? Ergo Renzi è di destra! Anzi è come Berlusconi.

Perchè essere di sinistra è qualcosa di sacro, che solo una intellighentia ristretta e raffinata è in grado di cogliere. E la cosa che stasera sconvolge coloro che si sentono detentori della sacra parola "sinistra", è come mai, nonostante loro ce la mettano tutta, stanno sul cazzo al popolo che non li vota? (questa domanda per onestà intellettuale dovrebbero porsela in tanti).  

Questo è, dal loro punto di vista, una realtà sconvolgente, visto che loro amano il popolo, nonostante il popolo sia stupido e non li capisca. Tra le dichiarazioni famose di Renzi, vi è quella che lui non vuole cambiare gli italiani, ma solo l'Italia. Le persone, dice Renzi, non vanno cambiate, semmai rappresentate e organizzate verso il cambiamento. Questa è un’eresia intollerabile per coloro che ritengono la sinistra una chiesa laica. Roba che in altri tempi avrebbe meritato un viaggietto in Siberia di sola andata. 

A coloro che lanciano alti lai sulla prossima fine della sinistra, bisognerebbe chiedere dov'erano quando D’Alema, Veltroni, la Bindi e Bersani diroccavano il terzo gruppo finanziario del paese, il MPS e trasformavano il partito in un comitato d'affari usando l'antiberlusconismo come scudo dietro cui nascondere e giustificare tutte le loro malefatte. E potrei parlare anche di altri compagini politiche, ma oggi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa... A coloro che sbeffeggiano da destra, bisognerebbe invece ricordare che il loro paladino, in una decina d'anni di governo, non ha affatto governato ma solo galleggiato perchè troppo impegnato a farsi le leggi ad personam o spassarsela con ministre e deputate. Mentre la Germania pagava l'unificazione e si rafforzava, l'Italia affondava nella melma dei debiti, con una economia in piena stagnazione e mentre il paese dilapidava mestamente le ultime risorse disponibili.  

Invece non c’è dubbio che Renzi abbia raccolto voti in tutta la sinistra e certamente non solo. Non solo nelle aree centriste, ma in tutto il PD, sinistra compresa. Anzi: soprattutto a sinistra. E il voto nelle regioni rosse sta lì a dimostrarlo. Le ragioni secondo me sono molte. Cercherò di parlarne un po' per volta. Intanto vediamo le più importanti. 

La prima. Il PD era fino a ieri un partito sotto choc: la cocente sconfitta dello smacchiatore, l’elezione del presidente della Repubblica, il voltafaccia dei 101, la fuga dei voti verso Grillo, hanno scrollato l’anima di chi è stanco di mezze vittorie e di pesanti sconfitte, di numeri risicati e di governi traballanti. Il popolo del PD ha deciso di cambiare strategia e anche rotta, votando, o meglio rivotando… “Renzi del 2012”, quasi sperando di riuscire a far tornare indietro le lancette della storia.

La seconda. Le arrampicate sugli specchi di chi continua a spiegare che il debito dell’Italia è poco più che virtuale, che possiamo continuare a spendere come prima, che basterebbe uscire dall’Euro e svalutare la moneta per risolvere magicamente tutti i problemi e che “pubblico è bello”, non fanno più presa sulle masse. Anche a sinistra è forte la coscienza che il cammino doloroso del paese passa attraverso la sburocratizzazione e il taglio brutale della spesa. I soldi dei contribuenti non possono più servire a conservare privilegi. Renzi è riuscito ad incarnare perfettamente queste aspirazioni. Il più grande sindacato della sinistra, la corazzata CGIL  (ormai il sindacato dei pensionati), è andata a sbattere contro lo scoglio del malcontento che ormai serpeggia anche a sinistra e non è riuscita nemmeno a scalfire Renzi su questi temi: nonostante la buffonata messa in piedi a Firenze nei giorni delle primarie.

La terza. Il desiderio di pragmatismo. E’ vero Renzi è un moderato. E’ vero era un boyscout. E’ vero probabilmente è pure credente (ma saranno pure cazzi suoi). E’ vero, non è un campione della laicità e neppure dei diritti civili. Ma oggi il popolo del PD si aspetta altro. Si aspetta qualcuno che pragmaticamente raddrizzi il paese.  Si aspetta un presidente che consideri il merito l’unico metodo per selezionare i dirigenti che dovranno occuparsi di far crescere il paese. Un  presidente che non considera “merito” lo stacco coscia o la disponibilità sotto le lenzuola. Renzi è riuscito ad incarnare queste aspirazioni, così come era riuscito a Silvio nel ’94. Cari amici della sinistra: è per questo che lo chiamate Berluschino? Mi dispiace, ma siete voi che non riuscite più ad incarnare le aspirazioni del popolo italiano! La storia di questi ultimi 20 anni, lo grida forte: è scritto a caratteri luminosi. Leggetela questa storia! 

La quarta. Il paese si aspetta qualcuno che mandi a casa la classe politica e i dirigenti che hanno condotto pavidamente la nazione sull’orlo del baratro… salvando nessuno: Prodi, D’Alema, Berlusconi, Bossi, Bindi, Bersani, Casini e tutto il resto della compagnia cantante… è il momento che vadano a casa. Anche ci bastano.  Questo è il messaggio vero che rappresenta il plebiscito per Renzi. Se non è stato sufficientemente chiaro cosa significa questo voto, lo voglio ribadire con forza e onestà: adesso levatevi dai coglioni! La vostra opportunità l’avete avuta, avete fatto flop. Mollate la greppia, avete mangiato anche troppo. Basta e avanza per voi e per le vostre future generazioni.

Mollate l’osso e andate a badare ai nipotini. 

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