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La grande novità del Piano dei rifiuti: peccato solo che sia in ritardo di qualche anno!

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La grande novità del Piano dei rifiuti: peccato solo che sia in ritardo di qualche anno!

 

Ci hanno appena spiegato che sono ben 109 Comuni e 899.000 abitanti coinvolti; oltre 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani ed assimilati da gestire, a cui si devono aggiungere oltre 1.700.000 tonnellate di rifiuti speciali.

Ci hanno anche spiegato che questa grande novità, è rappresentata dal Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti, che coinvolge le Province di Arezzo, Grosseto e Siena e 6 Comuni della Val di Cornia, in Provincia di Livorno.

Ci hanno spiegato che la proposta di Piano, inizia il cammino che porterà alla sua adozione con il voto dei tre Consigli provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena entro l'anno, e lo fa con un percorso di informazione e confronto che coinvolgerà non soltanto i soggetti istituzionali, in primo luogo i Comuni e l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud -, ma che verrà esteso ai soggetti portatori di interesse, questi ultimi convocati in un incontro pubblico che si svolgerà il prossimo 5 dicembre alle 18 nella Sala dei Grandi, nel corso del quale la proposta di Piano sarà illustrata nei suoi particolari.

Nessuno però ci ha spiegato che rispetto alla legge regionale 61/2007, siamo in ritardo, ma solo di qualche anno!!!

Nessuno ci ha spiegato che che a giugno le province non ci saranno più (probabilmente scatta il commissariamento prefettizio recepito dalla legge di stabilità) e che dopo 5 anni di dibattiti, decreti, spending review, salvaitalia, d.l. costituzionali e d.l. governativi, sentenze della corte dei conti e della corte costituzionale, la montagna ha partorito il topolino: il commissariamento. Le province rimangono, ma commissariate (come per Genova che è commissariata da due anni). E il bello che il commissariamento, solo un rigo nella legge di Stabilità, è solo un rimando alla Spending Review, già cazziata dalla Corte Costituzionale a luglio scorso. Ci vorranno tanti anni ancora per una seria riforma che tocchi anche Comuni e Regioni.

Nessuno ci ha spiegato che la Regione ha già annunciato che dei Piani Interprovinciali (la pianificazione: strumento di razionalizzazione dell'azione della pubblica amministrazione) se ne può anche fare a meno.

Nessuno ci ha spiegato che le Province hanno competenza sulla localizzazione degli impianti, in quanto le linee di indirizzo le stabilisce la Regione, e che invece stiamo ancora fermi all'adozione (necessaria per la presentazione di osservazioni) del Piano cioè a qualche mese ancora dalla definitiva approvazione.

Suggerirei all’assessore Cutini e al presidente Vasai, di contattare l'Ato Toscana Sud, che ha sede a Siena, per capire a che punto stanno con l'elaborazione del Piano Industriale (il Piano Interprovinciale serve solo a questo)

Suggerirei anche ai politici provinciali di stare sul pezzo, per sapere soprattutto ed in tempo utile, come verrano gestiti i soldi dei cittadini. Perché non nascondiamoci dietro ad un dito: la ciccia, come diceva ai tempi andati il buon Nicotra, è tutta lì.

 

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