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Le elezioni per la bonifica nella contea di Acchiappacitrulli

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Le elezioni per la bonifica nella contea di Acchiappacitrulli

 

“Udite udite - disse forte il capitano - sono convocate libere elezioni per tutti i cittadini della contea di Acchiappacitrulli”.

“Ma a che servono?” Chiese Gino da Montione.

“A decidere come spendere i soldi”. Rispose pronto il capitano.

“Ma quali soldi?”, Insistette Gino.

“I tuoi citrullo!” La voce del capitano cominciava a denotare irritazione

Gino: ”I Miei? Ma io i miei non ho bisogno di votare per sapere  cosa farci!”

Capitano: “Non capisci niente. Tu li devi dare a noi, che tramite elezioni, decidiamo come spenderli. Si vede che sei proprio una capra ingnorante”

Gino: “Si si, ho capito, non sono citrullo… Mariaaa…. Va a fare i bagagli che si cambia contea!”

 

Ecco un giorno di vita ordinaria nella contea di Acchiappacitrulli. Dovete sapere che il Granduca nella sua magnanimità, ha emesso un grida sensazionale. Tutti coloro che sono proprietari di un terreno o una casa con fossato, posson votare per decidere come fare a pulire i fossi. Oddio, non che siano poi tanti codesti cittadini. Più o meno un valligiano su 100 ha questo gran diritto. E un valligiano su 100 che ha questo  diritto, forse lo eserciterà. Insomma eleggeran anche un Gran Consiglio dei fossi, ma a votare per questo Gran Consiglio, si crede che non andrà niuno. O quasi.  

Questo Gran Consiglio sarà, nelle intenzioni di sua magnificenza, composto da 26 consiglieri, 11 verranno indicati dal Granduca Stesso, mentre 15, sua magnificenza li ha  riservati ai cittadini.

Questi 15 consiglieri saranno governati dalla logica di casta, come si convien ad una contea seria. Ovvero: 5 sono riservati ai cittadini della sezioni ricchi, cioè i cittadini che hanno molti fossi; 5 sono riservati ai mezzani, ovvero coloro che hanno più di un fosso ma non tantissimi e 5 ai poveracci che hanno un fosso solo.

Chi non ha alcun fosso in proprietà, si succhia il pollice come si convien ai miserabili e guarda gli altri esercitare il suo gran diritto.   

Questo gran consiglio, insieme ad altri sei sparsi nella Contea, gestirà 70 milioni di scudi del tesoro reale, che dovranno essere versati, oltre ai tributi ordinari, dalli cittadini tutti e serviran come si diceva innanzi, a mantener puliti li fossi granducali.

E’ una elezione per censo, come dicevamo, perchè così conviene in una contea seria e timorata di Dio. Non a caso così recita anche un regio decreto del 1904. E dunque accadrà che i cittadini della sezione poveri, l’85% del totale, peseran come l’1% della sezione ricchi. Un sistema di vera turbo democrazia avanzata.

Gli elenchi degli aventi diritto, sono stati stilati dallo stesso cancelliere del regno, ma sono fermi al capodanno dell’anno passato. I morti che son morti nel frattempo dunque, non cerchino di giobbare e se ne stiano buoni nella loro cassa.

Per volontà divina espressa da Sua Grazia infatti, li contratti, le successioni, le morti da quella data è come non esistessero. La confusione insomma regna sovrana e l’elenco definitivo degli aventi diritto al voto, affisso nel portone della loggia dei fossi, è stato pubblicato solo nelle ultime ore.

Per rendere più competitiva l’elezione, il regolamento a cotal disfida, è stato pubblicato nottetempo e difficile è assai conoscere le regole per partecipare. Sua Altezza infatti ha reso noto la sua grida solo il 23 ottobre, con l’ordine tassativo di non pubblicarlo in niuna parte. E tal pubblicazione e aggiornamento delle regole, sono cadute così a ridosso del giorno di iscrizione al cotal torneo (iscrizione che andava dal 28 ottobre al 2 novembre) proprio per rendere più appassionante e incerto il risultato.

La notte scorsa, un bando dei ribelli, scoccato in freccia dalla boscaglia scura, ha centrato il portone della Loggia dei Fossi.

Sopra c’erano impresse parole di spregio e sfida:

Codesto baraccone allestito dal Consorzio della Bonifica con elezioni illegali e fantasma a spese dei cittadini, è solo l'ultimo scandaloso atto di un ente inutile.

Questa situazione che ha varcato i confini di ogni decenza, merita un unica risposta possibile da parte dei cittadini: quella della delegittimazione.

Invito quindi gli aretini alla DISOBBEDIENZA CIVILE non andando a votare a queste elezioni farsa disertando in massa i seggi allestiti a loro spese e alla DISOBBEDIENZA FISCALE rifiutandosi il pagamento di presenti e futuri balzelli e imposte e tasse e prebende, imposte dall'ente.

 

I radicali della città aretina del paese di Acchiappacitrulli

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