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Riflessioni sulla politica italiana dopo la visita di Renzi ad Arezzo

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Riflessioni sulla politica italiana dopo la visita di Renzi ad Arezzo

Trovo il commento di un nostro affezionato lettore, assolutamente stimolante. Si può non essere d’accordo con tutto il suo pensiero, ma la provocazione è talmente interessante che ho deciso di spostarla in prima pagina.

 

La Riflessione di Emanuele parte da una mia affermazione sul pezzo di cronoca in cui si racconta la visita di Renzi ad Arezzo"Durissima era stata la replica di D’Alema, che dopo Prato poneva Renzi accanto a Brunetta e Santanchè nell’attacco al governo delle larghe intese. (Quando D’Alema vuole attaccare Renzi, lo accomuna sempre a qualcuno di destra, come se il governo con Berlusconi lo avessero fatto gli alieni)" 


Il problema di D'Alema è che non ha mai saputo rappresentare un'alternativa culturale a Berlusconi. Ed è il principale responsabile di vent'anni di sconfitte di un'idea alternativa al berlusconismo. La destra italiana, che una volta era "Dio, Patria e Famiglia", si è ritrovata un blasfemo (bestemmiatore in pubblico in coda alle barzellette dedicate al suo amore impossibile, la Bindi), un idolatra dell'evasione (paradisi fiscali, dove far convergere le risorse sotratte all'erario patrio), e un puttaniere pedofilo e divorziato a rappresentare l'amore sacro tra le mura domestiche...

Ma piuttosto che votare d'Alema e i suoi seguaci la destra italiana, la più singolare tra quelle europee, ha continuato a votare quel signore.

E la sinistra?

Oggi il Pd lo votano i pensionati e i dipendenti pubblici. L'elettorato tradizionale, gli operai, è fuggito verso altri lidi. Prima la Lega, Forza Italia. Ora forse Grillo. Alcune categorie di lavoratori italiani - il bracciante agricolo, il manovale edile, la collaboratrice familiare - si sono addirittura estinte. Nessuno in Italia voleva più fare quei lavori? No, "sinistra", è una bugia. Sono per una parte molto significativa svolti al nero, come certificano gli ispettorati del lavoro quando riescono a fare i controlli. Le emigrazioni selvagge, all'insegna di un liberismo senza regole, seppellito dalla storia e da tutte le teorie economiche più recenti, forse anche per l'inerzia e il sottodimensionamento delle istituzioni deputate al controllo, hanno portato alla lenta eutanasia anche di alcuni principi cardine dell'europa occidentale (il salario minimo, il rispetto del lavoratore dequalificato in età avanzata, la necessità di contribuire ai servizi di cui si gode e che danno forma al welfare state). Gli immigrati oggi in Italia sono per la gran parte di sinistra? Per l'amor di Dio!

Renzi è molto simile a Berlusconi? Certo che si. Sono le regole della democrazia: massa critica, seduzione delle folle, organi molli e flatulenze...

Renzi è a destra? Di cosa? Nell'elezione del Presidente della Repubblica il partito non è riuscito a mettersi d'accordo neppure su Prodi o Rodotà ed è dovuto convergere sul candidato storico di Pier Ferdinando Casini...

E l'ultima partita sulle liberalizzazioni, giocata sotto gli occhi passivi del PD, al governo, chiusa con la ulteriore precarizzazione dei precari e il sostanziale mantenimento dei privilegi della categorie rappresentate dal PDL ("dai cinquantamila euro annui in su", dichiarati o meno)?

E' a destra privatizzare il servizio di trasporto pubblico? Cioè liberarlo dal peso delle richieste della politica e dalla ipersindacalizzazione paralizzante che rende l'autista Ataf il membro di una casta indiana, di un mondo che nulla ha a che vedere con il suo collega che lavora nel settore privato?

L'uguaglianza tra i lavoratori, al rialzo, e non dandosi come riferimento le fabbriche cambogiane, dovrebbe essere uno di degli elementi fondativi della sinistra. E invece, nel fuggi fuggi generale si stanno a pesare le singole categorie: quella è "nostra", diamogli quello, quell'altra no...

La sinistra può sopravvivere solo se fa della legalità e della morale le sue parole d'ordine.

Il PD di oggi è morto in vent'anni di "ni", di equilibrismi tattici assolutamente incomprensibili alla stragrande maggioranza della gente, di compromessi al ribasso su tutti i temi etici. All'insegna di una real politik che ha sporcato le sue coscienze e ha sempre premiato gli avversari.

La cosa peggiore di Berlusconi, il risultato più significativo del suo Ventennio (visto che dal punto di vista politico tutti sono convinti, a parte la Santanchè, anche a destra, che non abbia fatto assolutamente nulla) è che è riuscito a cambiare il codice genetico, oltre che del paese, di uno dei partiti che si candidavano a guidarlo (il PD medesimo).

"Quello si fa i suoi porci interessi, sotto gli occhi di tutti, non bisogna neppure nascondersi come una volta, tanto la gente continua a votarlo. Perchè io no?"

"Bisogna fare i conti con questo fenomeno, essere realisti..." aggiunge il quadro del partito "di (centro)sinistra"...

A voi che oggi rappresentate il partito, ammettetelo che non ne potete più delle vostre mogli sfatte, sempre pronte a tediarvi, la sera, con quegli argomenti un po' retrò, come i diritti umani, la libera espressione umana, la cultura degli ultimi. Per non parlare dei poveri,gente sporca e maleodorante...

In fondo, a pensarci... vuoi mettere una villa in un paradiso tropicale (fiscale) con la security fuori, un garzone che tiene sempre il pesce sulla griglia e... una diciassettenne scosciata e un po' oca che sgalletta alle vostre battute idiote e vi fa sentire tanto giovani e simpatici?

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