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Renzi arriva ad Arezzo insieme al gelo invernale, ma la Borsa Merci si scalda rapidamente

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Renzi arriva ad Arezzo insieme al gelo invernale, ma la Borsa Merci si scalda rapidamente

Una nottata gelida ha fatto tornare a casa molti tra coloro che non erano arrivati in tempo per entrare nella sala della Borsa Merci aretina. Con il teatro tenda in ristrutturazione fonica, il Petrarca ancora sottosopra, l’auditorium della camera di commercio impegnato insieme al Centro Affari nel Forum Risk, era rimasta disponibile solo questa sala dalla capienza un po’ ridotta.  Fuori qualche momento di tensione, tanto da far decidere agli organizzatori Bracciali e Donati, di seguire l’evento sul maxi schermo installato all’esterno, insieme alla gente che non era riuscita ad entrare.

Con una mezzoretta di ritardo, causa tempo inclemente e impegni serali, è iniziato il lungo monologo renziano. Dopo aver letto i resoconti giornalistici di Prato, era lecito ad Arezzo aspettarsi un nuovo affondo sul governo Letta. Invece la serata di Matteo alla Borsa Merci si è mantenuta  su toni più moderati. Dopo un inizio tutto incentrato sugli errori che hanno determinato la sconfitta alle ultime elezioni, è entrato nel vivo della sua campagna elettorale:  “Dopo l’8 dicembre, nulla sarà più come prima: riforme istituzionali in tempi limitati”.  Il sistema di voto, ha spiegato, deve essere semplice: “Chi vince, vince. E governa per 5 anni come i sindaci”.  Dopo la raffica di colpi del pomeriggio all’indirizzo dell’esecutivo, sparati da Renzi al comizio pratese (anche e soprattutto al’indirizzo di Enrico Letta), da ambienti governativi è trapelato un certo disappunto e una replica che facesse perno su un certo narcisismo del candidato alla segreteria Pd: ”apertura sui contenuti ma niente personalismi”.  Insieme alla nota del governo, sarà forse arrivata anche una richiesta di moderazione?

Durissima era stata anche la replica di D’Alema, che dopo Prato poneva Renzi accanto a Brunetta e Santanchè nell’attacco al governo delle larghe intese. (Quando D’Alema vuole attaccare Renzi, lo accomuna sempre a qualcuno di destra, come se il governo con Berlusconi lo avessero fatto gli alieni)

Sta di fatto che nella replica aretina, certe spigolosità antigovernative sono state smussate. Ecco allora le priorità indicate da Matteo Renzi. «Ci sono poche cose chiare da fare subito.

La prima è la Legge elettorale. La regola deve essere che chi arriva prima vince davvero e governa per 5 anni. La legge più semplice del mondo esiste già, è quella dei sindaci». Se il rottamatore vincerà «il Pd dice con forza al governo che sulle riforme elettorali e istituzionali si smette di prendere in giro i cittadini e in tempo limitato si portano i risultati a casa».

La seconda è il dimezzamento dei costi della politica. Una pletora di enti inutili (ha citato il Cnel) che potrebbero essere aboliti o i cui costi potrebbero essere cancellati, per ridare fiato agli investimenti sulla scuola e sulla riduzione del cuneo fiscale.  

La terza è ridare competitività alle imprese. Quando si delocalizza in paesi a basso costo è un po' parte del gioco, ma quando si delocalizza in Svizzera o Austra o Germania, allora vuol dire che stiamo sottoponendo ad eutanasia il nostro sistema produttivo, e lo stiamo facendo non solo attraverso una pressione fiscale insostenibile, ma soprattutto attraverso il peso di una burocrazia soffocante che ti porta a fuggire se vivi in Italia o non entrare se sei un investitore internazionale. 

Inaccettabile l'Italia dei Simpson. E per rendere l'idea di come il nostro Paese stia scivolando verso il baratro porta ad esempio I Simpson, il cartoon americano che aveva usato l'Italia come simbolo di corruzione. "E' drammatico che in una puntata dei Simpson si dica 'questa scuola è più corrotta del Parlamento italiano'. Pensare che in tutto il mondo, in una delle rappresentazioni mediatiche più forti a livello mondiale, si dia questa immagine dell'Italia, è inaccettabile, soprattutto perchè non è vera - ha spiegato Renzi - ma appare tale perchè il nostro paese da 20 anni attende riforme che nessuno ha il coraggio di varare!"


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