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Non posso rinunciare ad Arezzo, sarò da voi

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Non posso rinunciare ad Arezzo, sarò da voi

Il giorno di Renzi alla Borsa Merci. Lunedì 25 aprile ore 21

 

 

 

Essendo indisponibile l’auditorium della Camera di Commercio, gli organiz- zatori han dovuto ripiegare sulla Borsa Merci, assicurando la presenza di maxi schermi all’esterno. “Non posso mancare ad Arezzo” ha scritto a Marco Donati. Anche se non è più la provincia più renziana d’Italia (solo perché altrove ha riscosso di fresco un inaspettato successo), la sua assenza da Arezzo non era pensabile. Renzi ha sempre avuto un rapporto un po’ speciale con la nostra città, che in cambio non gli ha mai fatto mancare un ampio consenso. E così, un po’ a sorpresa, ha deciso che lunedì sarebbe stato ad Arezzo.

Queste primarie sono state un marcia vincente, partita da lontano. Partita dalla prima Leopolda, quando i vertici del suo partito organizzarono una contro manifestazione per mettere in ombra la sua iniziativa, che è proseguita invece quest’anno con la presenza del segretario nazionale. Renzi ha deciso di vincere le primarie perché è deciso a vincere le politiche. Anzi è deciso a far vincere le elezioni al PD. E questo effettivamente può essere, in un ottica molto D’Alemiana, “il peccato originale”. Perché se vinci le elezioni, vengono meno i pontieri, gli sherpa, gli inciuci e le larghe intese. Ma prima ci dovrà essere il balzo finale. 

"Ancora una volta - dichiara Marco Donati - Matteo dimostra di avere a cuore la città di Arezzo e la sua provincia e, come al solito, ci aspettiamo una risposta straordinaria da parte dei nostri concittadini".

L'iniziativa, a pochi giorni dalle Primarie dell'8 Dicembre, assume una forte rilevanza politica proprio nel territorio che lo scorso novembre consegnò a Renzi il risultato migliore rispetto al resto del Paese.

"L' 8 dicembre - conclude Matteo Bracciali, vera anima dei comitati che sostengono il Sindaco di Firenze - le primarie saranno aperte a tutti i cittadini, anche a colori i quali hanno compiuto il sedicesimo anno di età e ci auguriamo che la partecipazione sia la più alta possibile".

In queste primarie è evidente che è sempre stato lui l'avversario da battere. Non c'è stata intervista, incontro, convegno, riunione, assemblea aperta o chiusa, ove l'argomento su cui ogni conversazione cadeva invariabilmente era il sindaco di Firenze. Matteo Renzi rappresenta l'ala più moderata di un centro sinistra che guarda a quel PSE a cui nessuno ha avuto ancora il coraggio di iscriversi.

Difficile non trovare post contro di lui in ogni partito politico, in ogni prappresentante di questi partiti, in ogni militante. La dialettica politica si è trasformata in denigrazione spicciola e sullo stile dell'indimenticato metodo goebbelsiano, gli sono state affibbiate ogni genere di appartenenze: dall'Opus Dei alla massoneria (senza far troppo caso al contrasto), passando per Cielle. Anche i Boyscout sono stati usati contro di lui. Segno questo che la proposta renziana è avvertita come capace di rompere gli schemi e di rasterallare voti in ogni campo a lui avverso. Compreso all'interno del suo stesso partito, ove si è speso molto più tempo a mettere in discussione le sue proposte (e a delegittimare quelle di Civati, in nome del voto utile), che non a convincere i propri sostenitori della bontà delle proprie. Essere "antiqualcosa", come la storia del berlusconismo ci ha insegnato, serve a rastrellare i voti degli scontenti, degli invidiosi, dei rancorosi, ma mai a vincere un' elezione politica.

E se per un momento vi siete dimenticati dell'esistenza di Berlusconi, state tranquilli: giovedì ci pensa Travaglio... 


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