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“Trenitalia? Fuori i soldi.”

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“Trenitalia? Fuori i soldi.”

 

Il trasporto ferroviario viene utilizzato quotidianamente da milioni di pendolari che per ragioni di lavoro o di studio si muovono su percorsi a volte anche molto lunghi. La qualità del servizio è quindi un fattore determinante per la qualità della vita di molte persone, perché garantire la puntualità e il decoro dei treni significa: garantire ai pendolari il tempo necessario per coltivare le relazioni familiari e sociali; aumentare la produttività dei pendolari stessi, consentendo loro di contare su tempi certi negli spostamenti e su condizioni di viaggio confortevoli; assicurare dignità al personale del servizio ferroviario, affinché non si trovi ad affrontare le proteste continue dei viaggiatori.

Tutto questo non viene garantito attualmente dal servizio ferroviario italiano, che investe soltanto sull’Alta Velocità, trascurando i treni regionali ed intercity che ogni giorno vengono utilizzati da moltissime persone. I locomotori e i vagoni utilizzati per allestire i convogli sono spesso sporchi e obsoleti, mentre i continui guasti al materiale e alla rete ferroviaria sono causa di ritardi frequenti e considerevoli.

Si prospetta un servizio di buona qualità soltanto per le grandi città d’Italia servite dall’Alta Velocità, mentre le stazioni medie e piccole, già oggetto di tagli negli anni passati e spesso prive di assistenza ai viaggiatori, vedono diminuire di anno in anno le fermate, con notevoli disagi per gli utenti. Non fa eccezione la stazione di Arezzo, che negli anni ha visto sparire la sala d’aspetto ed un numero notevole di treni in direzione nord e sud. Tutto questo mentre il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti continuava a salire annualmente con rincari ben superiori al tasso d’inflazione.

Recentemente, alcuni gravi disservizi hanno ricevuto ampia attenzione da parte delle cronache e delle autorità politiche, senza tuttavia che dalla dirigenza delle ferrovie arrivassero scuse formali o rassicurazioni sui futuri investimenti. Sembra, anzi, che l’orario del nuovo anno riservi ulteriori brutte sorprese, con la cancellazione di molti treni sia in direzione nord che in direzione sud.

Le ACLI di Arezzo chiedono quindi che i vertici regionali e nazionali del servizio ferroviario spieghino chiaramente all’utenza gli investimenti che verranno realizzati nel 2014, attraverso comunicazioni formali ed incontri pubblici che consentano ai pendolari di spiegare le loro ragioni. I 380 milioni di euro di utili che il gruppo FS ha realizzato lo scorso anno devono infatti essere reinvestiti in un servizio utile a tutta la comunità nazionale e non soltanto a coloro che risiedono nelle grandi città.

 

ACLI Arezzo

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