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“Capotreno, capotreno… quanno parte sto’cess’e treno? - Quando è chien emmerda!”

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“Capotreno, capotreno… quanno parte sto’cess’e treno? - Quando è chien emmerda!”

Siamo un paese senza speranze: mentre il resto del mondo lentamente riemerge dal fango, noi continuiamo ad affondare sempre più!

 

 

Non mi rassegnerò mai. E’ inaccettabile. Uno dei paesi più industrializzati al mondo sta naufragando lentamente come fosse il Costa Concordia. I passeggeri mestamente lasciano la nave, in fila indiana, uno ad uno, perché la nave tutto sommato non può nemmeno inabissarsi e scomparire gloriosamente tra i flutti. No, resta lì, a farci vedere quanto siamo stronzi. Posata su un fianco prima, seduta sul fondale adesso, mentre coloro che l’hanno portata al disastro sono scappati. E quel che è peggio per l’Italia… col malloppo!

Da molti giorni sto cercando con inutile fatica di trovare studi approfonditi sull’alta velocità e sui sistemi ferroviari in genere per documentarmi sulle esperienze degli altri. Ore ed ore di ricerche pressoché inutili sui metodi di ottimizzazione del settore ferroviario, sui reali bacini di potenziale utenza e sul metodo di calcolo, sul futuro di questo mezzo di trasporto: in realtà ho trovato molte chiacchiere e pochi fatti. Fatto salvo uno studio dell’istituto Bruno Leoni datato ormai 2007, non ho trovato analisi scientifiche serie, fatte a partire da ricerche vere. Amen.

Questa mattina il solito stronzo che si crede di poco inferiore a Dio, che non sa quasi niente ma fa finta di sapere tutto, ha sentenziato attraverso un giornale che una stazione Medioetruria è impossibile, perché i treni perderebbero 15 minuti. Allora ho cominciato a cercarli questi 15 minuti. Se si sono persi, da qualche parte dovranno pur essere.

Girovagando per la rete, mi sono imbattuto su delle descrizioni dei sistemi di trasporto in vari paesi, un po’ dolciastre in verità, fatte ad uso e consumo dei turisti, ma mi sono servite da punto di partenza.

Sono andato subito a vedere come funziona la Svezia, che è considerata la punta di diamante dell’UE e la più all’avanguardia nel settore.

La Svezia ha una vasta rete ferroviaria. I visitatori possono viaggiare attraverso il paese a bordo dei treni più moderni d'Europa. I treni svedesi circolano ogni ora durante l'intera giornata, collegando le principali città. I treni regionali e interregionali svedesi hanno vetture di 1a e 2a classe sulle quali vengono offerti spuntini e sono disponibili posti adattati per i viaggiatori con disabilità. Alcuni treni sono dotati anche di una vettura per le famiglie con un angolo giochi dove i bambini possono divertirsi durante il viaggio (ma secondo voi i cessi svedesi saranno funzionanti?).  Il trasporto di biciclette è consentito sui treni locali nella regione di Skåne e sui treni per Öresund che servono le tratte tra Copenhagen e Goteborg, Karlskrona e Alvesta.

I treni ad alta velocità sono tra i più moderni al mondo. Ti portano da un centro città all'altro in modo facile ed efficiente con una velocità MASSIMA di 200 km/h (ma questi quanti minuti perdono? Ma non si rendono conto? O forse siamo noi che…). Il treno ad alta velocità è ben noto per il servizio di alta qualità ed il basso livello di rumore. Attraverso un ponte ferroviario,  raggiunge direttamente Copenhagen in Danimarca. Tutti i treni ad alta velocità di questo tipo fermano anche all'aeroporto di Copenaghen, Kastrup.

Va bè… la Svezia è la Svezia! Che ci possiamo fare. Sono sempre stati molto progrediti. Ma che invidia… Passiamo a qualcosa di più vicino a noi come struttura sociale ed economica: la Gran Bretagna.

Molto spesso i visitatori della Gran Bretagna rimangono sorpresi nello scoprire un sistema ferroviario capillare e ben sviluppato. La rete di servizi ferroviari della Gran Bretagna si estende per tutto il territorio fino a servire persino le città e i paesi più piccoli (forse non sanno che hanno inventato le corriere, bisogna mandarci subito Moretti a spiegarglielo). Durante un giorno feriale tipico, circolano quasi 20.000 treni. Su alcune linee intercity, i treni passano ogni 15 minuti.

Pensieroso e sognante, immaginando un mondo che non c’è, mi sono arreso alla mia inutile ricerca sugli studi ferroviari e sono entrato su facebook.  Il primo post che mi sono trovato davanti, è stato quello di Marco Donati, il nostro onorevole.  Ecco cosa scrive: "Di ritorno da Roma sul treno intercity 596. Poco prima di partire ho interrogato il Governo per chiedere garanzia sul mantenimento di questi treni interregionali, sulle condizioni igieniche dei mezzi e sul rispetto degli orari. Se venissero meno gli intercity molti cittadini, di 9 regioni e in particolare pendolari, rischierebbero di non avere più un mezzo che garantisca loro di spostarsi. Ho appreso con moderata soddisfazione dal sottosegretario Girlanda l'impegno del Governo per risolvere le problematiche in questione e continuerò a battermi per garantire trasporti più decorosi anche perché mentre scrivo il treno è in ritardo e il bagno della carrozza è rotto..."

Mentre leggevo e studiavo i sistemi di trasporto inglesi, la dichiarazione di Marco è stato come essere svegliati durante un bel sogno e trovarsi immersi in un incubo e l’incubo si chiama Italia. Un incubo in cui una classe dirigente di incompetenti guida un paese verso lo scoglio del Giglio. E gli incompetenti non sono i politici, a cui nessuno richiede competenze, ma i dirigenti che i politici nominano nei posti chiave del paese.

Il sottosegretario G(h)irlanda (un cognome adattissimo) ha preso l’impegno di risolvere il problema. Come se lasciare a piedi qualche centinaio di migliaio di lavoratori, sia più o meno come fare una telefonatina alla portinaia perché non chiuda l’uscio troppo presto. Ma in che mani siamo? Politici cacasotto, nominano dirigenti incompetenti perché facciano quadrare i bilanci, aumentando le tariffe e abbattendo la qualità dei trasporti e quindi della vita, e fino a qui sarebbe un sacrificio accettabile, ma no: stanno proprio abolendo i trasporti! Evviva! Si buttano decine di miliardi per far viaggiare i Paperoni a tutta velocità da Milano a Roma e si lasciano a piedi i lavoratori, o nella migliore delle ipotesi con i cessi chiusi e i riscaldamenti spenti. Ma dove volete che vada un paese così? (Richiamiamo in servizio Montgomery?). Come disse sua eccellenza Moretti: “E’ bene che i pendolari comincino a pensare di munirsi di coperte”! Spero tanto che i pendolari quelle coperte le usino in modo più appropriato.

Qui di seguito il sistema ferroviario inglese, illustrato per immagini. Sperando che almeno le figure, i nostri supremi “conducators”, le capiscano.


 

Ci sono 24 compagnie ferroviarie che servono la lunghezza e la larghezza del Regno Unito. È possibile trovare informazioni su di loro e dei loro rispettivi gruppi che possiedono. 

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