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BASTA GIOCARE A ZONA!!

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BASTA GIOCARE A ZONA!!

 

Egregio Signor Questore,

13 novembre scorso, Arezzo: un uomo sta cercando di truffare una signora, trattenendola anche per un braccio. Un negoziante, con lodevole senso civico, interviene e chiama i Carabinieri ai quali racconta velocemente quello che sta accadendo. Intanto il truffatore si dà alla fuga, mentre i Carabinieri, secondo quanto previsto dal “Piano Coordinato di Controllo del Territorio”,  impiegano del tempo prezioso per verificare a quale zona corrisponda la via, riferendo poi al cittadino di non poter intervenire perché, quel giorno, quella zona appartiene al territorio di competenza della Polizia, alla quale trasferiscono la telefonata.

Nel frattempo il malvivente continua indisturbato la sua fuga e le prospettive di una sua catturasi riducono esponenzialmente. Dopo alcuni squilli – non sappiamo quanti ma è fin troppo noto, anche per averlo il COISP scritto, che l’operatore di Polizia nella Sala Operativa è sempre solo, mentre dai Carabinieri sono minimo in due a volte in tre ed è altrettanto noto che detto operatore ha tutta una serie di incombenze che minano fortemente le sue possibilità di intervento – finalmente l’agognata risposta “113… dica“. Il richiedente, già esausto ed immaginiamo con una carica emotiva fortemente ridotta dalla inevitabile sfiducia nelle Istituzioni sicuramente nel frattempo sopraggiunta, deve ripetere la trafila e rispiegare tutto, comprese le generalità, il motivo della chiamata, la direzione di fuga e …. e … intanto quello è scappato.

In sede di denuncia – e non ce ne stupiamo – quel cittadino ha riferito che, non molto tempo prima, gli era accaduto il contrario e cioè di aver chiamato la Polizia sul 113 e sono arrivati i Carabinieri.

Il fatto esposto rappresenta ormai l’ordinarietà d’una procedura che abbiamo sempre ritenuto assurda: gli operatori dei numeri di emergenza del 112 o 113 (qualcuno ricorda ancora cosa significhi emergenza per un qualsiasi cittadino? Qualcuno si rende ancora conto che l’emergenza potrebbe essere – ed a volte lo è stata sicuramente – talmente pressante da non consentire una tale perdita di tempo?) devono acquisire quegli elementi strettamente necessari per poter effettuare l’intervento ma, se questo non è di propria competenza territoriale, la telefonata deve essere passata all’altra Forza di Polizia, con tutte le conseguenze del caso. E che dire poi del fatto che anche in caso di intervento per il contrasto ai reati più gravi, quali un tentativo di omicidio in atto, per i quali non solo non sarebbe opportuno ma neppure legalmente e moralmente lecito sprecare neppure un istante – ma ciò dovrebbe essere, in definitiva, ogni qual volta un essere umano chieda aiuto – interverrà la pattuglia della Forza di Polizia competente per zona e non quella più vicina?!?!

Ci viene giusto in mente un episodio, un intervento per omicidio di qualche tempo fa: erano intervenuti, ci sembra di ricordare, i Carabinieri, avevano cominciato le indagini, ma si erano accorti che era zona della Polizia. Avevano quindi interrotto tutto, “tolto le tende” ed era intervenuta la Polizia. Tanto ormai la persona era morta: che sarà?? Ci viene in mente solo un commento: che buffonata!!!!

Pensiamo, sperando di non sbagliare, che anche Lei, Sig. Questore, non sia “del tutto convinto” della valenza di questo sistema di coordinamento con i Carabinieri, figlio di una incapacità politica di istituire quelle sale operative comuni, da noi sempre auspicate, che avrebbero consentito una reale cooperazione, impedendo episodi quali quelli sopra riportati e duplicazioni inutili di servizi, tanto più in un momento storico-economico come l’attuale che, Lei ben sa, ci vede tutti impegnati a sopperire alle carenze funzionali nelle quali una politica miope – secondo noi più che altro cieca e troppo al riparo dagli eventi della vita nel suo mondo di privilegi – ci ha precipitati.

I Poliziotti sono tuttavia stanchi di opporre ingiustificabili dinieghi e di fornire risposte parziali ai cittadini i quali, peraltro, difficilmente si rendono conto del punto cui siamo arrivati ed ormai rispondono sempre più spesso con sardonici silenti sorrisi. Per situazioni come quelle sopra descritte “giocare a zona” non dovrebbe sussistere. Le emergenze dovrebbero essere gestite da chi ne riceve notizia.

Dal canto suo il COISP, se dovesse perdurare il “gioco delle zone” nel suo attuale impianto, si farà carico di informare via web Enti, Associazioni, Società, Fondazioni, Confederazioni, Consorzi, ecc., ma anche i cittadini con volantinaggi ed a mezzo della stampa che si dimostrerà più sensibile all’argomento, in merito a quelle che sono, giorno per giorno, le competenze territoriali di vigilanza ed intervento di Polizia e Carabinieri, affinché tutti possano sapere chiaramente se chiamare, in caso di bisogno, la Polizia od i Carabinieri.

In attesa di cortese cenno di riscontro La salutiamo cordialmente.

 

 

 

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