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Fino a domenica 1 dicembre Arezzo è sede del primo “museo stradale” ad opera di creativi aretini

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Fino a domenica 1 dicembre Arezzo è sede del primo “museo stradale” ad opera di creativi aretini

Sono 30 aretini diversamente abili i partecipanti al progetto Manifestarti all’interno del quale prende vita da lunedì 18 novembre a domenica 1 dicembre un vero e proprio “museo stradale” a cielo aperto, che espone un ciclo di disegni realizzati da persone con disabilità intellettiva.

Per 14 giorni questi elaborati, frutto di un percorso di arte-terapia, saranno visibili in città al posto dei manifesti pubblicitari, nei formati grandi di 6x3 metri e in quelli più piccoli da 100x140 cm.

Sostituire l’opera creativa di un gruppo di persone con disabilità alla pubblicità assume il senso di una temporanea liberazione dalle consuete logiche consumistiche per proporre un modello diverso, una “diversa” informazione, fatta di segni umani, di tentativi, di ponti tra sensibilità di passaggio, di segni che non hanno niente da vendere se non la loro presenza. E’ un’idea che autorizza i soggetti con “diverse abilità” a sperimentare la gratificazione di produrre e vedere esposto il risultato della propria creatività, consentendo a chiunque la possibilità di conoscere le infinite possibilità di coloro che sono generalmente relegati ai margini della società.

Fare delle vie cittadine gallerie aperte ad ogni ora dove, per usare una frase di Jean Dubuffet, creatore dell’Art Brut (produzioni artistiche realizzate da non professionisti che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali), si palesano “impulsi creativi puri ed autentici, dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono” è un gesto audace, innovativo, un manifesto “d’avanguardia”. Lo spazio pubblico che si trasforma in spazio artistico ricorda inoltre che l’espressione e la creazione artistica, ma anche la fruizione e il godimento dell’opera d’arte, costituiscono un mezzo molto efficace di regolazione delle emozioni ed è noto che da tale regolazione dipendono la salute e il benessere dell’individuo, sia esso disabile o meno.

Il Museo Stradale è una delle linee di attività del progetto più ampio Manifestarti, una seconda attività è la redazione di una fanzine redatta da ragazzi diversamente abili a uscita mensile, che viene distribuita gratuitamente nella città di Arezzo come supplemento del settimanale Piazza Grande: una sorta di ”officina” che permetta loro di comunicare con i linguaggi che gli sono propri e senza troppe intermediazioni. Terza linea di azione è l’elaborazione di uno spettacolo teatrale che alla fine del progetto (giugno 2014) metta in scena le emozioni, le dinamiche, le soddisfazioni, le frustrazioni di chi si è messo in gioco fino in fondo condividendo con la cittadinanza creatività e originalità.

Il presupposto sul quale si basa tutta l’iniziativa è che le persone con disabilità costituiscono per la società una concreta e positiva risorsa: per sostenere tale concetto è però necessario pensare sistemi differenti rispetto a quelli tradizionali di stampo assistenziale, che pongano la persona come protagonista mettendola prima del suo “handicap”.

 

Manifestarti è finanziato dal Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri e realizzato da Electra, Fabbrica del Sole, il Velocipede onlus e Autobahn Teatro.

 

 

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