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BANCA ETRURIA PRESENTA IL BILANCIO SOCIALE

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BANCA ETRURIA PRESENTA IL BILANCIO SOCIALE

DISTRIBUITI 253,5 MILIONI DI EURO AL TERRITORIO

Quindicesima edizione del documento. Oltre 1,8 milioni di euro investiti su società e cultura

Arezzo, 14 novembre 2013 – In un momento particolarmente difficile per tutto il sistema economico-finanziario, Banca Etruria ha mantenuto il proprio impegno verso il territorio, distribuendo nel 2012 253,5 milioni di euro in favore di Dipendenti, Fornitori, Istituzioni e di collettività e ambiente. E’ questo il dato che emerge dalla presentazione della quindicesima edizione del Bilancio Sociale pubblicato dall’Istituto di Credito, che  evidenzia un incremento del 5,5% rispetto ai 240,3 milioni di euro distribuiti nell’anno precedente.

Un valore aggiunto importante che è risultato così distribuito: il 55% sotto forma di stipendi agli oltre 1.700 Dipendenti dell’Istituto di Credito e alle loro famiglie; il 27,9% ai Fornitori, selezionati soprattutto in Toscana e nelle altre Regioni caratterizzate dalla presenza di Banca Etruria; il restante 17,1%, infine, alle Istituzioni sotto forma di tasse (16,6%), alla Collettività e all’Ambiente circostante (0,5%).

Nel capitolo del documento dedicato a Società, Cultura e Territorio vengono rendicontati i contributi della Banca a sostegno diretto di enti e associazioni. Nel 2012 sono stati erogati oltre 1,8 milioni di euro al territorio per intraprendere interventi sociali e culturali. Di questi fondi, la maggior parte (47%) è spettata alle attività culturali e al patrimonio del territorio, seguite dalle attività sociali di istruzione e di solidarietà (27%). Importanti somme anche a sostegno di 35 associazioni sportive (15%) e della Fondazione Ivan Bruschi (11%). Insieme alle consuete attività annuali, nel 2012 sono stati sviluppati oltre 40 progetti pluriennali e strutturati tra i quali si segnala: la ricostruzione del Palazzo della Fonte, storico palazzo di fronte alla Pieve romanica di Santa Maria distrutto dai bombardamenti del 1944; la realizzazione della nuova tribuna per la Giostra del Saracino in Piazza Grande; il riallestimento del percorso di visita agli affreschi di Piero della Francesca all’interno della Basilica di San Francesco; il restauro conservativo della Croce Monumentale del Pratomagno, recentemente inaugurata dopo la conclusione dei lavori.

Il Bilancio Sociale - che è un documento che coinvolge nella sua elaborazione numerose funzioni dell’Istituto al fine di apportare tutte le informazioni necessarie alla stesura, distribuito in 4.000 copie ai Soci che hanno partecipato all’ultima Assemblea - è disponibile in filiale e viene pubblicato nel sito www.bancaetruria.it. All’interno del documento cartaceo e online nel sito è possibile compilare un questionario per contribuire ad una valutazione dell’attività di responsabilità della Banca e al miglioramento del documento.

Il quindicesimo anniversario del Bilancio Sociale - pubblicato dal 1998 in occasione, quando della quotazione in Borsa fu redatto l’allora “Rapporto Sociale” - è stato celebrato da un apposito logo dedicato ai “15 anni”. La scelta grafica del documento riprende la campagna istituzionale “La mia banca sono io”. Nella copertina del Bilancio Sociale e nell’introduzione ai vari capitoli del documento, infatti, sono pubblicate numerose foto di Clienti e Dipendenti raccolte in occasione del concorso fotografico promosso durante la stessa campagna.

 

APPROVATO IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2013 

Utile d’esercizio del Gruppo a 3,6 mln di euro (+0,6 mln di euro)

 

Dati Consolidati:

·         Margine d’Interesse a 175,5 mln di euro (-2,5%)

·         Commissioni nette a 60,2 mln di euro (-9,5%[1])

·         Margine di intermediazione a 313,4 mln di euro (+3,4%)

·         Crediti verso clientela a 7,6 mld di euro (+0,8%[2])

·         Raccolta diretta, dato normalizzato, a 7,3 mld di euro (-2,8%[3])

·         Raccolta indiretta 4,2 mld di euro (+6,4%)

 

Indici patrimoniali:

dato regolamentare – Tier 1 Ratio 7,6% e Total capital ratio al 10,2%

dato gestionale - Tier 1 Ratio pari a 9,3%  e Total Capital ratio al 12,5%

Arezzo, 14 novembre 2013 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria, presieduto dall’Ing. Giuseppe Fornasari, ha approvato oggi il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2013.

In un contesto economico ancora difficile, caratterizzato da diffusa incertezza sia a livello macro economico, che in merito all'evoluzione del sistema bancario ed alla definizione dei nuovi scenari regolamentari, il Gruppo Banca Etruria chiude i primi nove mesi dell’anno con un risultato positivo dove l'ottimizzazione della macchina industriale - operata attraverso la realizzazione di interventi strutturali pianificati dal Piano Industriale 2012/2014 - consente oggi al Gruppo di continuare ad essere una realtà  di riferimento per il futuro del territorio.

Oltre ad aver infatti operato una semplificazione del proprio perimetro, attraverso la fusione per incorporazione di ConEtruria, Etruria Leasing e Banca Lecchese tuttora in corso, il Gruppo ha razionalizzato il patrimonio immobiliare e la rete commerciale, attivando inoltre il Fondo di Solidarietà per 130 Dipendenti che permetterà la stabilizzazione di 88 nuove risorse. Interventi che iniziano a dare i primi contributi ma che porteranno pieni effetti a partire dal 2014.

Nell’ultimo trimestre sono state infine portate a termine sia l’operazione di aumento di capitale da 100 milioni di euro, collocato al 100% sia la cartolarizzazione per circa 211 milioni di euro mediante cessione di un portafoglio di 27.512 crediti personali, tra cui crediti al consumo e cessioni del quinto dello stipendio e della pensione.

L'assetto industriale e manageriale assunto quindi dal Gruppo, ha permesso anche in questo trimestre di contrastare gli effetti sistemici della crisi coniugando l’attività creditizia tradizionale alla migliore offerta di prodotti e servizi finanziari evoluti.

IL GRUPPO BANCA ETRURIA

Il Conto Economico

Il margine di interesse del Gruppo chiude il trimestre a 175,5 mln di euro con una flessione (-2,5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale dinamica è influenzata dal minor contributo del margine da clientela che ormai da tempo nel sistema bancario mostra i segnali di una debolezza dovuta al perdurare della crisi, con conseguente contrazione di volumi e tassi. Positivo il contributo che arriva invece dal rafforzamento del portafoglio titoli realizzato attraverso un’attenta politica di ALM.

Le commissioni nette si attestano a 60,2 mln di euro in contrazione del 9,5%[4] se si considera l’effetto della diversa classificazione della commissioni di istruttoria fra gli altri proventi di gestione. Il contributo dell’attività bancaria tradizionale sul margine da servizi resta quello di maggior rilievo a conferma della vocazione retail del Gruppo, mentre si rileva una crescita della componente relativa ai ricavi di gestione, intermediazione e consulenza.    

Il margine dell’attività di negoziazione, copertura e fair value  risulta positivo per  76,5 mln di euro contribuendo alla crescita del margine di intermediazione che chiude il trimestre a 313,4 mln di euro (+3,4%). Tale dinamica evidenzia una buona tenuta dell’attività bancaria e finanziaria, oltre alla capacità del Gruppo di adeguare con tempestività le politiche gestionali di breve periodo ai repentini cambiamenti di contesto.

Gli effetti della prolungata fase recessiva sono all’origine degli elevati livelli di rischiosità del credito per l’intero sistema bancario. Anche in questo trimestre la fragilità del sistema economico ha portato un deterioramento ulteriore degli attivi che ha pesato sui bilanci degli istituti di credito, in particolare laddove l’attività è legata al sostegno delle piccole e medie imprese e delle famiglie che maggiormente hanno subito gli effetti della crisi.  Da qui la necessità per il Gruppo  di un aggiornamento delle principali metodologie di determinazione del provisioning e rivisitazione continua delle posizioni deteriorate che tengano conto della mancata ripresa economica e del contesto normativo interno ed esterno, sempre maggiormente attento a valutazioni conservative ispirate a principi di prudenza come anche suggerito dalle autorità di vigilanza. Al 30 settembre 2013 le rettifiche di valore nette si attestano a 126,5 mln di euro (+26,5 mln di euro) al netto dei 22,5 mln che costituiscono il riversamento dal Fondo rischi e oneri della quota di rettifiche accantonate successivamente all’approvazione del Bilancio 2012. Complessivamente il grado di copertura delle esposizioni non performing al 30 settembre 2013 è pari al 34,6%.

Nel periodo i costi operativi scendono a 149,9 mln di euro (-11,2% al netto del suddetto Fondo Rischi e oneri per 22,5 mln di euro) anche per effetto delle citate operazioni strutturali impostate dal Piano Industriale che portano il Cost/Income di periodo a 47,7%[5].

A livello consolidato, al 30 settembre 2013, il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 13,7 mln di euro (14,2 mln al 30 settembre 2012) e, tenuto conto del carico fiscale, l’utile netto di periodo raggiunge i 3,6 mln di euro, in crescita di 0,6 mln di euro rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Lo Stato Patrimoniale

I crediti a clientela si attestano a fine periodo a 7,6 mld di euro, in crescita dello 0,8% rispetto al 2012. Il risultato mostra una dinamica in controtendenza rispetto a quanto osservato negli altri trimestri dovuta ad operazioni in pronti contro termine con controparti istituzionali; al netto di tale posta la dinamica sul comparto risulta in flessione. Sebbene siano stati osservati deboli segnali di ripresa del ciclo economico, questi tardano a riflettersi sulla domanda di credito di famiglie ed imprese. Ciò nonostante il Gruppo continua a mantenere come prioritario il sostegno al territorio, che si è realizzato in questi primi nove mesi del 2013 accogliendo le richieste di credito di quasi 10.000 clienti, per un totale concesso di 314 mln di euro con un taglio medio di erogazione di 58.000 euro (74.000 a settembre 2012).

La raccolta diretta al netto delle operazioni sui mercati collateralizzati si attesta a 7,3 mld di euro con una flessione (-2,8%) dovuta in parte alla progressiva sostituzione delle fonti di finanziamento istituzionale in scadenza, con raccolta da clientela retail più stabile nel tempo. L’andamento del comparto riflette quindi la strategia di costante riduzione della dipendenza da controparti istituzionali, che ha portato a privilegiare il raggiungimento di obiettivi qualitativi di granularizzazione e di stabilità. L’indice impieghi su raccolta, al netto dei rapporti con controparti istituzionali, è migliorato scendendo al 92%[6] (98,3% a dicembre 2012).

La raccolta indiretta ammonta a 4,2 mld di euro, con un incremento del 6,4% sul 2012 a cui ha contribuito anche un’offerta qualitativamente evoluta nell’ambito della gestione professionale del risparmio operata dal Polo di Wealth Management. Nel corso del periodo il comparto ha subito una ricomposizione per circa 800 mln di euro fra le componenti gestita e amministrata in seguito alla diversa classificazione del patrimonio della società assicurativa Bap. Anche al netto di tale operazione, la componente gestita mostra comunque un andamento positivo: infatti i fondi comuni crescono dell’11,2% mentre le gestioni restano sostanzialmente stabili. Al contempo la componente amministrata ha mostrato un trend positivo dovuto principalmente alla crescita del risparmio investito su titoli di Stato ed obbligazioni.

Il portafoglio titoli di proprietà, comprensivo anche delle riserve tecniche della società assicurativa Bap, si attesta a 9 mld di euro rispetto ai 5,9 mld dell’anno precedente con un incremento significativo dovuto alla voce Attività finanziarie disponibili per la vendita la cui variazione è sostanzialmente determinata dall’acquisto di titoli di stato italiani a breve con duration molto limitata.

Per effetto della ricomposizione degli attivi finanziari, la posizione interbancaria si chiude a fine settembre con un saldo di -0,9 mld di euro, stabile rispetto al 2012.

Il patrimonio netto consolidato raggiunge i 722 mln di euro beneficiando della totale sottoscrizione, avvenuta nell’agosto scorso, dell’operazione di aumento di capitale sociale della Capogruppo per 100 mln di euro.

I dati gestionali evidenziano un Tier 1 pari a 9,3% e un Total Capital Ratio al 12,5% che si attestano rispettivamente a 7,6% e a 10,2% tenendo conto dei requisiti specifici di vigilanza.

Banca Etruria

Il Conto Economico

La Capogruppo raggiunge alla fine del terzo trimestre 2013 un margine d’interesse di 137,4 mln di euro superiore di 6,7 mln rispetto allo stesso periodo del 2012. Tale risultato è ascrivibile anche agli effetti positivi delle operazioni di incorporazione delle società prodotto.

Le commissioni nette, in linea con quanto osservato sul Gruppo, si attestano a 57,6 mln di euro con una flessione del 9,7% considerata la diversa contabilizzazione della voce “istruttoria veloce”. Il margine da servizi si compone in larga parte dei ricavi da attività bancaria tradizionale pari al 44,4%; crescono i proventi derivanti dall’attività di gestione, intermediazione e consulenza che incidono per il 28,1% e le commissioni derivanti dall’attività di incasso/pagamento e altri servizi che contribuiscono per il 23%.

Il margine d’intermediazione raggiunge così i 258,6 mln di euro in crescita di 19,6 mln di euro (+8,2%) a conferma della volontà di rispondere efficacemente ad un contesto economico difficile attraverso l’attenzione al cliente e mantenendo la naturale funzione di sostegno del territorio. Concorre al risultato il contributo dei dividendi e del margine dell’attività di negoziazione, copertura e fair value, positivo per circa 63,6 mln di euro. Le rettifiche si attestano a 116,8 mln di euro al netto del riversamento da Fondo rischi e oneri di 22,5 mln di euro, con una dinamica conseguente alle politiche di presidio del rischio particolarmente prudenti (+32,8 mln di euro).

I costi operativi al 30 settembre 2013 sono pari a 131,7 mln di euro (al netto del citato riversamento da Fondo rischi e oneri di 22,5 mln di euro) con un andamento speculare a quanto già osservato sul Gruppo. Nel complesso, l’incidenza dei costi operativi sul margine di intermediazione si attesta al 50,8%[7].

Alla fine del terzo trimestre 2013 il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è di 10,04 mln di euro che dedotto il carico fiscale porta l’utile netto di periodo a circa 1 mln di euro.

Lo Stato Patrimoniale

Al 30 settembre 2013, i Crediti verso la clientela sono pari a 7,3 mld di euro (+1%) con una crescita riconducibile a nuove operazioni in pronti contro termine realizzate con controparti istituzionali, al netto delle quali il comparto risulterebbe ancora in contrazione per la debolezza del contesto economico e per la scelta di collocare alcune forme di impiego tramite primarie partnership. La Raccolta Diretta si posiziona a 13,6 mld di euro, -3,8% se si considera l’effetto delle operazioni sul mercato collateralizzato pari a 6,8 mld di euro. La dinamica osservata nel periodo è anche per la Capogruppo frutto di una strategia mirata di progressiva sostituzione della clientela istituzionale con la clientela retail.

La Raccolta Indiretta cresce del 6,1% attestandosi a 3,9 mld di euro con un aumento sia della componente gestita che di quella amministrata anche al netto della citata ricomposizione del comparto. La raccolta assicurativa, che rappresenta il 22,4% della raccolta indiretta, evidenzia da inizio anno un incremento complessivo del 9,3%.

Al 30 settembre 2013, il portafoglio titoli di proprietà si attesta a circa 8 mld di euro contro i 5,1 mld di euro della fine dell’anno precedente.

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Maria Stella Marietti dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico delle disposizioni in materia d’intermediazione finanziaria che l’informativa contabile, contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

 



[1] Dato normalizzato che tiene conto della nuova classificazione  delle commissioni da istruttoria veloce adesso fra gli altri proventi di gestione.

[2] Dato comprensivo delle operazioni in pronti contro termine con controparti istituzionali.

[3] Dato al netto delle operazioni sul mercato collateralizzato che si attestano a settembre 2013 a 6,8 mld di euro.

[4] Dato normalizzato che tiene conto della nuova classificazione  delle commissioni da istruttoria veloce adesso fra gli altri proventi di gestione.

[5] Il Cost/Income è calcolato come rapporto tra i costi operativi netti (a cui è stata tolta la parte relativa agli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri) e il margine d’intermediazione.

[6] L’indicatore è determinato al netto delle operazioni realizzate sui mercati collateralizzati, ricomprese sia nei crediti verso la clientela sia nella raccolta diretta.

[7] Il Cost/Income è calcolato come rapporto tra i costi operativi netti (a cui è stata tolta la parte relativa agli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri) e il margine d’intermediazione.

 

 

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