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Finire i lavori di ristrutturazione del carcere

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Finire i lavori di ristrutturazione del carcere

Comune, Provincia e Regione: cantiere fermo e i 600mila euro ancora disponibili non sono sufficient

 

 

La richiesta è unanime: “investire subito i 600mila euro disponibili, trovare risorse aggiuntive e completare i lavori di ristrutturazione del carcere”. Sottoscritta dal Sindaco Fanfani, dai parlamentari Mattesini e Donati, dai consiglieri regionali De Robertis e Brogi, dal Presidente della Provincia, Vasai.

Tutti insieme, stamani in palazzo comunale, per coordinare le azioni verso il Ministro della Giustizia e il Commissario per il Piano Carceri.

I lavori di ristrutturazione sono bloccati da due anni, la struttura ospita solo 14 detenuti e 16 in fase di arresto, il degrado è notevole, come evidenziato nei giorni scorsi dal Garante.

“Una situazione – ha detto la senatrice Donella Mattesini – destinata a peggiorare con il blocco dei lavori. 600 mila euro sono disponibili ma questa cifra non è sufficiente a coprire i bisogni e quindi è necessario avere risorse aggiuntive e far riaprire subito il cantiere”. “Lavoriamo per una pressione generale della città di Arezzo – ha aggiunto l’onorevole Marco Donati. Siamo di fronte ad un problema strutturale che deve essere compiutamente affrontato”. E bisogna farlo rapidamente: “non è più possibile perdere tempo – ha affermato il Presidente della Provincia, Roberto Vasai. La struttura di Arezzo ha sempre funzionato bene ed ha avuto un buon rapporto con il territorio. Non possiamo assistere al suo progressivo abbandono”.

Questo carcere come simbolo di un problema nazionale: “in Italia – ha ricordato il consigliere regionale Enzo Brogi – abbiamo 66mila detenuti in strutture che ne dovrebbero ospitare solo 35mila. Le cause del sovraffollamento? Il 45% è in attesa di giudizio ed è la percentuale più alta d’Europa. La legge Giovanardi Fini colloca in carcere persone, come i tossicodipendenti, che dovrebbero invece stare nei centri di recupero. Ci sono infine strutture carcerarie che con  interventi modesti potrebbero essere recuperate consentendo una distribuzione migliore dei detenuti”.

La consigliera regionale Lucia De Robertis ha sottolineato come “quando si parla del carcere di Arezzo si pensa ai detenuti ma non dobbiamo dimenticare il personale di sevizio che opera all’interno di esso. Personale a rischio occupazionale e in condizioni lavorative non certo ottimali”.

Il Sindaco Fanfani ha concluso ricordando come, per la sua professione di avvocato, abbia visitato tutte le maggiori strutture carcerarie italiane e come quella di Arezzo sia stata, quando funzionava a regime, tra le migliori. “Oggi siamo di fronte, nel nostro paese, ad un problema strutturale che è rappresentato dalla qualità della detenzione e ad un problema emergenziale evidenziato dalla capienza e dal degrado delle strutture. Occorrono interventi seri. Le amnistie non sono in grado di risolvere i problemi di fondo”.

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