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Controlli agroalimentari: nel 2013 già 5 gli aretini denunciati dal Corpo Forestale dello Stato.

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Controlli agroalimentari: nel 2013 già 5 gli aretini denunciati dal Corpo Forestale dello Stato.

Elevate anche 16 sanzioni amministrative per un importo notificato di 70.000 euro. Nella giornata che la Confcommercio dedica all’analisi e alla denuncia dei fenomeni illegali, vere e proprie forme di concorrenza sleale, che alterano il mercato e alimentano l’economia sommersa, si ritiene opportuno fare il punto sull’attività svolta nell’anno in corso per contrastare in provincia di  Arezzo gli illeciti nel settore agroalimentare.I 102 controlli svolti nel 2013 dalla Forestale aretina hanno interessato numerosi aspetti della produzione  e del commercio dei prodotti agroalimentari, come il rispetto dei disciplinari dei marchi protetti (DOP, IGP, SGT, made in Italy eccetera), l’etichettatura e la tracciabilità dei prodotti e i contributi versati ai produttori (es. quelli che operano nelle aree protette). Le irregolarità rilevate sono state numerose, sia penali che amministrative. Nel complesso sono state 5 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e sono stati elevati 16 verbali amministrativi per un importo totale di 70.693,33 euro.In ordine di tempo l’ultima operazione significativa è stata quella svolta nei primi giorni di Novembre ad Anghiari, in occasione della fiera “I 100 gusti dell’Appennino”. Gli Agenti del Nucleo Investigativo e dei Comandi Stazione  CFS di Anghiari, Arezzo e Monte San Savino hanno inizialmente preso nota di alcuni  prodotti “sospetti” che venivano messi in vendita dagli espositori, per poi effettuare verifiche a ritroso sui produttori delle materie prime con cui gli stessi erano stati confezionati.Alcuni comportamenti illeciti sono effettivamente emersi. Il più eclatante è stata la vendita di alcune porzioni di “lardo conca di collonata” (si noti la doppia l al posto della doppia n)  che nulla aveva a che vedere con il famoso “Lardo di Colonnata IGP”: un chiaro caso d' uso di un nome “evocativo” di un prodotto DOP/IGP al fine di sfruttarne la reputazione. Per questo illecito al titolare di un ingrosso alimentare della provincia di Arezzo è stata comminata una sanzione da 4000 euro.E’ stata anche rilevato l'uso della denominazione “rosso di Montalcino DOC” nell'etichetta di un salame senza che il Consorzio di Tutela del pregiato vino avesse rilasciato alcuna autorizzazione.Sono state inoltre accertate due irregolarità legate all'assenza in etichetta di alcune indicazioni obbligatorie, come lo stabilimento di produzione o il responsabile commerciale.

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