Prima Pagina | L'opinione | Trenitalia vede solo Frecciarossa: management inadeguato, trasporti pessimi e il paese paga il conto

Trenitalia vede solo Frecciarossa: management inadeguato, trasporti pessimi e il paese paga il conto

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font

I tagli di Trenitalia sulle linee per i pendolari, alla rincorsa del facile profitto incrementato sulle linee dell’AV da 70 milioni di contributi pubblici.

 

 

Le linee dell’AV sono state realizzate coi soldi dei contribuenti italiani, nessuno escluso, ma a beneficio esclusivo dei fortunati che vivono lungo le linee ove questi treni si fermano.

Gli altri sono figli di puttana e possono anche andare a  piedi.

Questa è la filosofia dei trasporti in Italia, con cui si cerca in  ogni modo di far salire più gente possibile sui Freccia Rossa, riducendo progressivamente il trasporto ferroviario a due tipologie: i caravanserragli dei lavoratori e i lussuosi Freccia Rossa. Una filosofia miope, che tiene presente l’utile marginale di Trenitalia, anche a costo di far pagare al paese il conto della miopia. Ed infatti i passeggeri delle Frecce hanno sfiorato nel 2012 i 40 milioni (39.837.652), cantano le sirene di Trenitalia, in crescita del 6,5% rispetto al 2011.

Cresciuto anche il numero complessivo delle corse effettuate, 70.895 (+4%), con una media di circa 194 corse giornaliere. Ma le rotte dove si è registrato il maggior aumento di passeggeri sono la Torino-Roma (+27%), la Genova-Roma (+15%), la Milano-Ancona (+14%), la Venezia-Roma (+10%) e la Milano-Roma (+6%)

Gli effetti dei tagli agli Intercity voluto da Trenitalia potrebbe avere tuttavia sul paese effetti imprevisti. Se il battito di una farfalla in Cina può scatenare un uragano in Brasile, la riduzione delle corse in una determinata provincia comporta, necessariamente, conseguenze a decine di chilometri di distanza, in un’altra città. E’ facile prevedere che proprio secondo questa filosofia, Arezzo in futuro, sarà collegata con Roma solo grazie ai regionali e solo a condizione che le regioni continuino a foraggiare la greppia di Moretti. Unica alternativa sarà andare a Firenze a prendersi l’AV.  

Accadrà così (già oggi è così utilizzando l'AV) che una famiglia di turisti, padre madre e due ragazzi, per un biglietto andata e ritorno Roma/Arezzo/Roma, spenderà più di 400 euro, percorrendo obbligatoriamente 150 km più del necessario e impiegando quasi tre ore (nemmeno quando i treni andavano a vapore), mentre la stessa famiglia per andare a Londra via Rayan Air, spende poco più di 100 euro... 

«Impensabile. – scrive Vincenzo Ceccareli a proposito della soppressione degli Intercity - Svolgono un ruolo insostituibile, colmando la distanza tra i regionali e l’alta velocità. Nel momento in cui le Regioni stanno facendo uno sforzo importante con le proprie risorse per continuare a garantire l'efficienza del trasporto regionale, è incomprensibile che Trenitalia, azienda per fortuna in utile, decida di tagliare ben 12 treni interregionali, che svolgono un servizio essenziale per centinaia di migliaia di utenti di almeno 6 regioni». «Proprio in queste ore - aggiunge - stiamo concertando con Liguria, Friuli, Emilia Romagna, Umbria e Lazio, le altre Regioni interessate, un'azione congiunta su Governo e Parlamento, affinchè intervengano su Trenitalia e la convincano a riconsiderare le scelte fatte. Come abbiamo detto in più occasioni, di fronte al fondamentale diritto alla mobilità dei cittadini, non è pensabile lasciare tra Frecce e treni regionali un vuoto che finirebbe con il penalizzare tante città italiane tagliate fuori dai servizi dell'alta velocità».

Bisogna rassegnarsi: siamo una nazione di masochisti! 

Questo "Freccia Rossa" presto raddoppierà le fermate anche ad Arezzo...  

 


  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0