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Alluvione prevedibile quasi quanto le polemiche successive!

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Alluvione prevedibile quasi quanto le polemiche successive!

Prese di posizione da ogni forza politica e non solo...

CONFESERCENTI SU ALLAGAMENTI VIA ROMANA
Micheli: “I commercianti chiedono al Comune garanzie per il futuro”.
 
L’associazione di Via Fiorentina si fa portavoce della rabbia dei commercianti di via Romana che ieri hanno dovuto fronteggiare l’emergenza derivante dall’esondazione del torrente Sellina a seguito delle intenze  precipitazioni. “Adesso – dichiara Stefano Micheli vicedirettore di Confesercenti -  i commercianti chiedono garanzie per il loro futuro affinchè non si trovino a dover per l’ennesima volta trovarsi con l’acqua in negozio. La rete fognaria deve essere messa in sicurezza. L’amministrazione comunale non può rinviare il problema”.
  “La situazione che hanno dovuto vivere ieri i commercianti è inaccettabile - tuona Stefano Micheli vicedirettore di Confesercenti. I commercianti da tempo chiedono all’amministrazione comunale che la rete fognaria della zona sia messa in sicurezza. Più volte come associazione di categoria abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale a risolvere un problema che giudichiamo strutturale di una rete fognaria che ha bisogno di essere rinnovata”.
“Ieri numerose attività della zona di via Romana – prosegue Miceli - hanno dovuto chiudere i battenti. La strada è stata chiusa per ore e l’acqua ha lambito i negozi. Molti hanno subito danni derivanti dalla piena che ha travolto la zona. Sono tante le segnalazioni arrivate in associazione da parte di commercianti che hanno dovuto non solo tenere chiuso il negozio ma anche adoperarsi per limitare i danni. L’acqua infatti ha segnato fondi commerciali e merci”.
“Ormai è chiaro che in via Romana, con una semplice pioggia – ricorda il vicedirettore di Confesercenti - si creano disagi. Quando invece gli eventi sono eccezionali ecco che si rischia la calamità. Capiamo l’eccezionalità dell’evento ma siamo convinti che una manutenzione adeguata e un intervento di riqualificazione della rete idrica avrebbero non dico evitato ma almeno ridotto i disagi ai commercianti e a chi abita in zona. Confesercenti chiede quindi al Comune di intervenire con un progetto serio in modo da mettere in sicurezza via Romana ed evitare che le attività commerciali già colpite dalla crisi debbano mettere mano al portafoglio per fronteggiare i danni causati da inondazioni sempre più frequenti”.
“Il Dringoli passa la castagna” del Consigliere Comunale Alessio Mattesini

Non solo perché siamo in autunno ed è cominciato il periodo delle castagne ma perché l’Assessore non si vuole prendere proprio nessuna grana compresa quella del “diluvio” di ieri.

Ogni volta che ad Arezzo piove, siamo sempre con il fiato sul collo che non si allaghino le strade e  i campi, che si possa viaggiare tranquillamente per la città senza dover rimanere bloccati sotto qualche cavalcavia.

Il Consorzio di Bonifica “dovrebbe” avere il compito di pulire i fossi e i corsi d’acqua, considerato anche questo un nuovo balzello che è andato a frugare nelle tasche dei cittadini.

Il Comune dal canto suo “dovrebbe” occuparsi della pulizia dei tombini e della manutenzione della propria città.

Non per ultimo prepariamoci ad una possibile nevicata, perché anche in quel caso, l’Amministrazione in caso di disagio non si assumerebbe nessuna responsabilità.

Insomma a chi dare questa castagna?

Agli aretini! Così come afferma l’Assessore Dringoli, che in un comunicato ha dichiarato che “dovrà essere dato impulso a un’attività sistematica per la pulitura dei fossi a carico dei proprietari dei terreni”.

Prima che il Comune decidesse di non pagare le ultime due annualità al Consorzio di Bonifica, senza poi spiegare ai cittadini come poter anche loro aderire e a cosa andavano incontro in caso di mancato pagamento, con un’interrogazione avevo chiesto perché i cittadini dovevano pagare la tassa quando loro autonomamente e a loro spese si pulivano il proprio fosso.  La risposta potete immaginarvela, ma gli aretini non possono vedersi recapitare una tassa quella del Consorzio e tra poco nel nuovo Maxi Consorzio e vedere additarsi la colpa degli allagamenti, quando un Comune e una Provincia non svolgono i propri compiti.

Basta con l’ipocrisia, questa Amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità dalle buche, agli allagamenti, all’incapacità da anni di occuparsi della manutenzione di questa città.

Il problema non è degli aretini ma di chi l’amministra.

 

Maltempo, a bocce ferme chiarire le responsabilita'. Di Lucia Tanti Capogruppo Pdl Provincia di Arezzo

Interveniamo adesso dopo che il peggio sembra passato solo per rispetto dei Cittadini e di chi in queste ore ha lavorato per ristabilire la normalita', ma va da se' che e' necessario capire di chi siano le responsabilita' dinnanzi ad un territorio che ormai ad ogni pioggia si sfalda e vede i corsi d' acqua esondare". Cosi'Lucia Tanti Capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale. "Siamo consapevoli che gli eventi atmosferici di queste ore siano stati serissimi, ma non accettiamo che passi il concetto che e' colpa del tempo perche' piove. Piove e piovera' sempre piu' ma sono anni che si ripetono simili criticita'. Crediamo che la Provincia, che bene ha fatto a chiedere lo stato di calamita', debba chiarificare anche i livelli di responsabilita' per ogni situazione di disagio. Lo faccia la Provincia, lo facciano i Comuni e lo faccia il Consorzio di Bonifica.  Al Consiglio provinciale del 31 ottobre chiederemo che per ogni zona colpita si chiarisca chi doveva far fronte e quanto negli anni si e' speso in termini di denari pubblici".

 

 M5S/ALLUVIONI: la politica delle urgenze

Si svincolino dal patto di stabilità le spese degli Enti territoriali per ripristino, previsione e prevenzione dei rischio idrogeologico e sismico. Si dia agli stessi la possibilità di utilizzare le risorse disponibili in cassa - Lo chiede anche il M5S, insieme ai Sindaci, il Presidente della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, appena lunedì scorso investita da una intensissima precipitazione che, in poche ore, ha riversato una enorme quantità d’acqua su molti Comuni, tra cui Monte San Savino sembra aver avuto la peggio.

Siamo stanchi di sentir parlare di urgenze ed emergenze – dichiara le Deputata aretina Chiara Gagnarli – ogni anno, sistematicamente, al giungere delle prime serie precipitazioni torna in voga l’argomento; Almeno il 90% dei comuni Toscani è a rischio idrogeologico ed il Governo ha previsto appena 30 milioni per tutto il territorio nazionale per la difesa del suolo nella Legge di Stabilità per il 2014. Somma ridicola, afferma la Deputata, per segnare una svolta nella difesa da eventi meteorologici ormai non più estremi ma ordinari.

La richiesta della deroga al vincolo del patto di stabilità per interventi di riassetto idrogeologico è solo una delle iniziative del M5S in merito, contenuta in una pdl già depositata – ricorda la portavoce aretina – a cui si aggiungono una pdl sulle agevolazioni fiscali per chi investe in sicurezza e difesa del suolo, una mozione (approvata) sul rischio idrogeologico e la risoluzione sulla divulgazione delle principali norme di comportamento da tenersi prima, durante e dopo un terremoto. Chiediamo al Governo – conclude la Gagnarli – di far fronte agli impegni presi, è ora che la programmazione e la pianificazione degli interventi affossi la politica delle urgenze.

 

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