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Marco Donati si rifiuta di approvare… e meno male!

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Marco Donati si rifiuta di approvare… e meno male!

Su 297 deputati del Pd, solo 8 hanno avuto il coraggio di votare no all'emendamento che offre ulteriori sconti alla lobby del gioco d’azzardo, disobbedendo all'indicazione del Gruppo Parlamentare. Ecco i loro nomi in rigoroso ordine alfabetico: Lorenzo Basso, Bobba Luigi, Bragantini Paola, Cani Emanuele, Coppola Paola, Donati Marco, Senaldi Angelo, Tullio Mario.

 

Da molto tempo si sentono rullare i tamburi contro la lobby del gioco d’azzardo, così come spesso abbiamo sentito parlare di una maxi multa da 90 miliardi di euro, che le indagini della GDF avrebbero permesso di accertare a carico delle principali società del settore.

La loro colpa, accertata in primo grado, è quella di non aver collegato le macchine alla rete dei Monopoli che ne poteva controllare l'attività. Questa “dimenticanza”, andata avanti per anni, prevedeva multe pari a 50 euro per ogni ora di attività “non collegata”.

Secondo la Guardia di finanza e per il PM che si occupava del caso, il conto da saldare era quindi di circa 90 miliardi di euro. La Corte dei Conti non la pensava così e nel 2012 decise di accogliere la richiesta subordinata pari a 2,5 miliardi di euro, forse tenendo presente che 90 miliardi era effettivamente una multa impossibile da pagare.

A questo punto sono intervenuti Governo e Parlamento: i concessionari di giochi che hanno un conto in sospeso con il Fisco, se pagheranno subito e in un'unica soluzione il 20% del danno, possono chiudere subito il proprio contenzioso davanti alla Corte dei Conti. Lo prevede un emendamento del governo al decreto Imu-Cig, subemendato da due emendamenti dei relatori che è stato approvato dall'Aula della Camera.

La norma ha fatto sollevare le proteste in particolare del Movimento 5 Stelle che ha parlato di un "furto" fatto ai contribuenti e di "un regalo" alle lobby dei giochi "d'azzardo".

Tutto questo fa seguito ad un altro sconto, di qualche settimana fa, che già avrebbe favorito i concessionari delle slot machine, poste sotto il controllo del monopolio di Stato: la prima stesura del provvedimento prevedeva infatti un versamento del 25 % da parte delle concessionarie a fronte della multa complessiva (valore stimato, 2,5 miliardi di euro) ammontante a circa 600 milioni di euro.

Le concessionarie delle slot machine sono in tutto una decina, con il nuovo emendamento dovrebbero spendere rispettivamente: Bplus 179 milioni, Cirsa Italia 24 milioni, Sisal Slot 49 milioni, Gtech 20 milioni, Gmatica 30 milioni, Codere 23 milioni, HBG 40 milioni, Gamenet 47 milioni, Cogetech 51 milioni e Snai 42 milioni.

Il dettaglio finale, che irrita non poco, è scoprire chi sarà il maggior beneficiario della sanatoria. Si chiama Francesco Corallo, fondatore della Bplus, arrestato lo scorso agosto per un giro di corruzione dopo una latitanza di oltre un anno. La società di Corallo, con un giro di affari da 30 miliardi di euro l'anno, avrebbe dovuto pagare una multa di 845 milioni. Con lo sconto del governo Letta, pagherà 200 milioni, cioè 645 milioni in meno.  

Su 297 deputati del Pd, solo 8 hanno avuto il coraggio di votare no all'emendamento che offre ulteriori sconti alla lobby del gioco d’azzardo, disobbedendo all'indicazione del Gruppo Parlamentare e Marco Donati è stato uno degli otto disubbidienti.

Arriverà il richiamo ufficiale?

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