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I funerali di Priebke, incompetenza o malafede?

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I funerali di Priebke, incompetenza o malafede?

 

Si sarebbe potuta fare una rapida e dignitosa cerimonia, magari all’obitorio dell’ospedale, come per qualunque altro cittadino. Si sarebbe potuto risolvere il problema della sepoltura con una rapida cremazione e le ceneri disperse al vento (si fa per dire).  Invece si è discusso due giorni se era il caso di farlo o di non farlo questo funerale, si è fatta intervenire la Santa Sede e il Vicariato di Roma, si è pompato sulle polemiche, si è tenuto il feretro a zonzo, lo si è portato a spasso per la provincia fino ad Albano, si è organizzato un funerale dai frati ex scomunicati e dichiaratamente revisionisti, si è dato tempo ad un sindaco di emettere un ordinanza di dinego, si è dato tempo ad un prefetto di abrogarla, ma soprattutto si è dato il tempo ai neonazisti di arrivare a frotte… insomma si è fatto il possibile per creare un caso.

Quasi vien da pensare che ci sia stata una regia occulta interessata ad alzare un polverone e creare lo scontro fisico. Credo si sia trattato invece di somma incompetenza. Di incapacità di gestire l’ordinario.

L'orrore non va mai dimenticato. Diceva Brecht: "il ventre, dal quale usci questo orrore, è ancora fertile." Ma noi non siamo uguali a loro. Noi ci fermiamo davanti alla morte di un essere umano, per quanto crudele possa essere stato in vita.

Priebke fa ancora cosi tanta paura che non possiamo concedergli un funerale privato indisturbato?

Le immagini delle proteste, sembrano un trionfo postmortem di una ideologia disumana che non si è mai fermata neanche davanti alla morte delle loro vittime. Siamo sicuri di non rendere un grande servizio al nazismo, inscenando queste proteste? Non stiamo forse concedendo un onore immeritato a 70 anni dalla sua drammatica fine? Non stiamo facendolo riemergere dai fumi dell’inferno?

No! Noi non siamo come lui, noi siamo diversi. Noi conosciamo la umana pieta, noi ci fermiamo davanti alla morte, e spero tanto, sempre un passo prima.

Perché noi non siamo nazisti e nemmeno vogliamo diventarlo adesso. Lasciamo che i morti seppelliscano i morti e la storia cancelli per sempre un simbolo che ha portato soltanto dolore.

 

E chi è stato incapace di chiudere questa amara vicenda in silenzio, vada in pensione e smetta di sporcare il nostro paese con la sua incompetenza.  


(Riflessione finale di Udo Gumpel)

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