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Se stiamo insieme ci sarà un perchè... e vorrei scoprirlo al congresso!

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Se stiamo insieme ci sarà un perchè... e vorrei scoprirlo al congresso!

Non c'è niente da fare, più ci si avvicina ai congressi locali del PD, più scoppia la pace. Che sarebbe bello, se le cose andassero bene per tutti. E noi, quando intendiamo tutti, intendiamo tutti gli elettori del centrosinistra di questa città.



E' che a noi di Arezzo per Civati ci sembra che il tutto sia velato da un filo di ipocrisia e di calcolo. Un pò poco per chi come noi elogia il cambiamento,  senza pretendere di essere gli unici. Folli noi, perchè follia è una parola chiave nel nostro vocabolario, di quelle più frequentemente utilizzate negli incontri  con i nostri simpatizzanti sempre più numerosi. 

Prendiamo il caso del Neosegretario provinciale. La nostra follia è molto logica: una candidatura che esce fuori da una stanza ristretta a pochi partecipanti, per noi non può essere unitaria. Per noi è unica, ma non unitaria. Abbiamo provato con tutte le nostre forze a crearne un'altra, ma non ce l'abbiamo fatta  per due semplici motivi: il primo è che eravamo unici (ancora una volta il numero uno che torna)  a volerla fare, il secondo è perchè non siamo riusciti, ed è questa la nostra colpa, a far capire che in un congresso bisognerebbe parlare dei problemi reali e confrontarsi sulle soluzioni. In un congresso, non prima e non dopo. Perchè è quello il momento giusto, abbiamo provato a dirlo con il nostro documento.

Ecco perchè siamo stupiti della voglia di unitarietà anche per il congresso comunale di Arezzo. Perchè nel volemose bene, folli guastafeste noialtri, è nascosto il rischio di non affrontare le criticità della nostra città, un rischio troppo elevato per il partito democratico, unico (ancora con quest'uno!) azionista dell'amministrazione locale.

Che linea prenderemo sull'acqua pubblica e sui rifiuti, tra inceneritore e raccolta differenziata? E sulle scuole ed i servizi, non è il caso di rianalizzare le spese destinate al sociale e cominciare a studiare un welfare locale alternativo e più efficiente ed efficace? E sulle partecipate, quali piani industriali o liberalizzazioni ci attendono, o parleremo solo di nomi anche nei prossimi anni? E il nostro partito, i nostri iscritti,sopratutto quelli dei circoli periferici come possono partecipare attivamente alla rifondazione del PD locale su questi temi, un PD che più che liquido ci pare un pò liquidato anche nei rapporti e nella distanza dell'amministrazione?

Possiamo parlarne adesso , o dobbiamo farlo dopo perchè altrimenti disturbiamo? Le nostre opinioni su questi temi sono abbastanza chiare, ci piacerebbe capire quelle degli altri comitati. Prima di dire se effettivamente ci vogliamo bene, ecco ci piacerebbe conoscerci. A noi piace farlo sicuro. 

In fondo lo sapete, noi ci siamo, e non ci adeguiamo.

Arezzo per Civati

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