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Riflessioni sui problemi carcerari e dell'immigrazioni

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Riflessioni sui problemi carcerari e dell'immigrazioni

Mi sembra che alle riflessioni di questi giorni sul sovraffolamento delle carceri, manchi sempre una considerazione di tipo diciamo socio-antropologico, di ordine più generale, ovvero: come mai ci ritroviamo questo sistema giudiziario qui?

Proverò a dirlo schematicamente.

Come mai il sistema è così "lasco", farraginoso, contraddittorio?

Prendiamo ad esempio le polemiche sull'immigrazione.

Ogniqualvolta si discute di immigrazione, il campo viene invaso dal peggio becerume, che potremmo riassumere "Se gli volete tanto bene agli stranieri, perchè non ve ne mettete in casa sette/ otto?" versus "Se non avessero bisogno, resterebbero a casa loro!", posizioni radicali ma attorno a cui si raduna la gran parte della gente,  che eludono però il vero problema. Ovvero le regole.

A nessuno sembra importare veramente delle regole, anche a quelli in buona fede, come mai?

Io una risposta me la son data: perchè le regole sono -dovrebbero essere- universali, corrispondono a diritti-doveri cui sono soggetti tutti. E da quando in qua il potere in Italia ha una vocazione di tipo universalistico?

Il potere in Italia ha strutture di tipo arcaico, che fanno riferimento al "particulare", al clan, alla congrega.

Se noi diciamo che i detenuti hanno dei diritti, giocoforza questo implica che anche i "liberi" ne hanno, se diciamo che gli immigrati hanno dei diritti -e relativi doveri- ciò implica necessariamente che quelli appartengono anche ai "locali". Vuoi mettere quant'è più divertente contrappore i cittadini in categorie, caste, gruppi, in competizione per lo stesso tozzo di pane, piuttosto che dir loro che i diritti di cittadinanza appartengono a tutti, come i doveri che ne discendono!?

Parlando con amici immigranti, almeno quelli che hanno le parole per fare confronti, tutti ripetono il medesimo mantra: in Italia viene chi non ha niente da perdere, perchè la clandestinità è ampiamente assicurata. E come mai?

Semplice, perchè è il modo migliore per non prenderti in carico, perchè se prendo in carico te straniero a maggior ragione dovrò prendere in carico i miei cittadini, perchè se devo garantire i diritti di cittadinanza a te, tanto più li dovrò garantire a loro.

Io "Il Potere" preferisco che i sudditi non abbiano coscienza dei loro diritti, per cui se posso metterli in competizione tra loro, lo faccio.

Per tornare al quotidiano: a me "Potere" interessa esercitare una pressione ondivaga, ma soprattutto di tipo terroristico sui doveri, perchè sennò il popolaccio si stressa e dopo mi chiede pure i diritti.

Se io dico allo straniero che mi deve corrispondere qualcosa, in termine di adesione, di integrazione nella comunità, di sforzo per l'accoglienza, mi tocca affermare un principio generale che per appartenere al gruppo -che è un privilegio- bisogna dare qualcosa in cambio: ma dopo cazzo, mi tocca fare così con tutti!

Se io dico che i carcerati sono persone come tutte le altre, che è una sconcezza che tutt'oggi nelle galere ci crescano i bambini delle madri recluse, dopo mi tocca assicurare servizi per l'infanzia decenti per tutti.

 

E che è, Natale?

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