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Continuità assistenziale, presto sarà sperimentato il passaggio graduale di notte al 118.

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Continuità assistenziale, presto sarà sperimentato il passaggio graduale di notte al 118.

L’Azienda risponde alle preoccupazioni del consigliere regionale Lazzeri. Tutti i medici attualmente saranno impegnati negli ambulatori di fine settimana nelle Case della Salute e a supporto nelle Rsa. Nessun taglio, ma un servizio più aderente alle richieste dei cittadini.

 

AREZZO – L’accordo integrativo regionale firmato da Regione Toscana, Aziende sanitarie e sindacati dei medici di medicina generale, chiarisce nel dettaglio le ragioni e le azioni legate alla riformulazione del servizio di Continuità Assistenziale.

Così la Direzione aziendale della Asl risponde alle polemiche sollevate sulla stampa dal consigliere regionale di minoranza Gianluca Lazzeri, che, con l’applicazione delle nuove direttive regionali sulla continuità assistenziale, paventa un depotenziamento di questo servizio e il rischio della riduzione dei posti di lavoro per i 65 medici (57 titolari e 8 sostituti) di guardia medica, che prestano servizio nella Asl.

Rispondere ai timori espressi dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, consente ancora una volta di fare chiarezza su un punto essenziale: la Continuità Assistenziale non è più la vecchia “guardia medica”. Il cambio del nome è anche un cambio di funzione. I medici che attualmente sono in servizio tutte le notti e i festivi e prefestivi, sono medici che agiscono in “continuità” con i medici di medicina generale, cioè i medici di famiglia. Non sono un servizio per l’emergenza, coperto quest’ultimo dal 118. Per essere ancora più chiari, chi ha un sospetto di patologia importante, deve chiamare il 118 di giorno e di notte e in ogni altro momento. Chi ha bisogno di una assistenza come quella che in genere si richiede al proprio medico di famiglia, nelle ore in cui il suo ambulatorio è chiuso, deve chiamare la “Continuità assistenziale”, da alcuni mesi nella nostra provincia, attivabile con il numero unico 0575303730.

Una premessa che aiuta anche a rispondere alle osservazioni del consigliere Lazzeri.

Cosa accadrà di notte quando il servizio sarà modificato? Innanzitutto nella nostra provincia l’Azienda sanitaria, in accordo con i medici di medicina generale,  ha deciso di procedere per tappe. Una prima fase sperimentale porterà ad una iniziale riduzione, che sarà studiata per aree. Se in una zona ci sono tre medici in servizio di notte, si passerà sperimentalmente a due. Questo si ritiene possibile perché di notte i medici di continuità assistenziale ricevono in media 3 o 4 telefonate, che comportano in media di una visita domiciliare a testa per notte (0,8). E parliamo di media, perché ci sono zone in cui di notte i medici (a volte per molti giorni)  non escono praticamente mai dal loro ambulatorio.

Dopo questa prima fase sperimentale si valuterà come procedere fino al passaggio delle competenze nelle ore notturne al servizio 118.

E’ bene sapere che già adesso, quando il medico di continuità assistenziale di notte si reca dai pazienti a domicilio, quasi sempre poi attiva l’ambulanza per il trasferimento del paziente stesso in ospedale. Infatti chi chiama di notte per malori seri, ha bisogno quasi sempre proprio dell’ospedale. Insomma, già oggi il 118 fa gran parte di quel lavoro che una volta a regime la nuova organizzazione, avverrà in modo stabile. Anche in futuro, resterà comunque sempre attivo il numero unico 0575303730.

Ma che fine faranno i 58 medici e gli 11 sostituti, si domanda ancora Lazzeri?

“Tutti questi professionisti – sostiene Enrico Desideri direttore generale della Asl8 – saranno utilizzati per le loro buone competenze al fianco e assieme ai medici di medicina generale per attivare fino in fondo la medicina d’iniziativa e soprattutto per garantire l’apertura e il funzionamento di ambulatori prevalentemente presso le Case della Salute di sabato e di domenica e la sera dalle 20,00 alle 24,00, e presso le Rsa. Voglio essere chiaro – sottolinea Desideri – che non intendiamo in questa riorganizzazione risparmiare, ma esclusivamente migliorare il servizio reso ai cittadini, valorizzando questi professionisti ed utilizzando appieno le loro potenzialità, oggi direi “umiliate” in notti trascorse in attesa di pochi, pochissimi momenti di impegno, che saranno a quel punto coperti dal 118.” 

 

 

 

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