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Bennati: “mai pensato all’autodifesa come azione violenta. Ritengo che il cittadino possa essere informato su quale sia il comportamento più sicuro quando si trova coinvolto in casi di criminalità”

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Bennati: “mai pensato all’autodifesa come azione violenta. Ritengo che il cittadino possa essere informato su quale sia il comportamento più sicuro quando si trova coinvolto in casi di criminalità”

Nota dell’assessore Barbara Bennati in relazione ad alcuni commenti on line sull’episodio di ieri in piazza Guido Monaco

 

Dopo una maxirissa tra due gruppi di ragazzi romeni, ieri nel centro di Arezzo, l'assessore Barbara Bennati, ha invitato gli aretini all'autodifesa. "Bisogna - ha detto l'assessore - che i cittadini comincino a frequentare corsi di autodifesa e si adeguino a pensare che ormai la situazione è cambiata". Così, l'assessore alla sicurezza del comune di Arezzo Barbara Bennati è tornata sulle dichiarazioni rilasciate oggi dopo la rissa verificatisi in pieno centro ieri ad Arezzo. E lo ha fatto in relazione ai numerosi e pesanti commenti che stanno animando il dibattito sul tema sui social network, a parziale commento delle sue parole
 

Ho usato il termine “autodifesa” in un’intervista inserendolo in una gamma di possibili azioni. Tra le ultime e non certo tra le prime. E riferendomi non a corsi finalizzati all’uso della violenza ma ad avere una serie di informazioni su come comportarsi in caso di episodi di violenza o di aggressione. Utili, esclusivamente, a garantire la sicurezza personale. Informazioni importanti per i cittadini ma soprattutto per gli operatori economici eventualmente coinvolti. Chi vive o lavora in una città accogliente come Arezzo non è certamente abituato ad episodi di violenza. Da qui la necessità di essere a conoscenza dei comportamenti utili nel caso si ripetano episodi di questo tipo.

Per evitare ulteriori fraintendimenti, sottolineo come la sicurezza dei cittadini sia affidata allo Stato e alla sue forze dell’ordine. E come a livello locale sia fondamentale la collaborazione tra le istituzioni dello Stato e le amministrazioni locali. Il cittadino ha diritto alla sicurezza e al benessere che da essa deriva. Nessun altro compito, in tema di contrasto alla criminalità, gli può essere chiesto. Nulla è più lontano dalla mia etica e dalla mia cultura della logica di autodifesa quale violenza che reagisce a violenza. La ritengo inaccettabile sotto ogni punto di vista.

 

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