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I referendum e la 143' ricorrenza della breccia di Porta Pia

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I referendum e la 143' ricorrenza della breccia di Porta Pia

Liberaperta - Radicali aretini insieme ai socialisti aretini, all'Arci e a tutti coloro che si riconoscono nello stato laico e non confessionale, Invitano tutta la popolazione, le formazioni politiche, le associazioni, e tutti coloro che hanno a cuore la laicità dello stato, venerdì 20 settembre a firmare per il quesito sull'8x1000 dalle 18:00 in Piazza San Jacopo.

 

Il XX Settembre di 143 anni fa, la breccia di Porta Pia sanciva l'unificazione di Roma con lo stato Italiano.

Nasceva quel giorno l'Italia unita, laica e liberale, voluta da Mazzini e Garibaldi, da Cavour e Vittorio Emanuele, dai liberali sia repubblicani che monarchici, ebrei, massoni, anticlericali, cattolici liberali e uomini liberi. Da quel momento e sino al concordato del '29, il XX Settembre sarà Festa Nazionale.

LiberAperta - Radicali Aretini, i Riformisti Aretini e l'ARCI vogliono commemorare il 143° anniversario di questo evento fondante nella storia della patria Invitando a sottoscrivere il quesito sulle quote inespresse 8X1000 dei Referendum Radicali.

La manifestazione vuole essere anche un momento di riflessione sui temi della spending review e sui soldi che ogni anno lo stato italiano versa alla Chiesa Cattolica: nel 1990 la Conferenza Episcopale Italiana incassava 210 milioni di euro dall’8 per mille mentre a partire dal 2002 incassa più di 1 miliardo di euro l’anno, cioè cinque volte quanto incassava vent’anni fa, mentre nello stesso periodo le spese per il sostentamento del clero sono passate dai 145 milioni di euro del 1990 ai 363 milioni di euro del 2012, poco più del doppio.

L’articolo 49 della legge 222/85 prevede un meccanismo di autoriduzione dell’aliquota qualora il gettito dell’8 per mille aumenti molto. Dunque, da almeno dieci anni la legge imporrebbe che si riducesse l’aliquota, ad esempio dimezzandola al 4 per mille, ma la Commissione bilaterale che dovrebbe farlo non ha mai reso pubblici i suoi atti, né le sue valutazioni.

Proprio nel periodo in cui il Governo sta svolgendo una revisione della spesa pubblica, spremendo ogni risorsa dai cittadini per recuperare fondi utili alla riduzione del debito pubblico e alle riforme.

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