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L’Accademia, la Piazza, il Pio Palazzo: dipinti, disegni e sculture dal Museo della Fraternita e Collezione Bartolini

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L’Accademia, la Piazza, il Pio Palazzo: dipinti, disegni e sculture dal Museo della Fraternita e Collezione Bartolini

Palazzetto di Fraternita -Arezzo, piazza Grande 1° settembre 2013, ore 12,00 - a cura di Alessandra Baroni

 

Ancora una volta la Fraternita dei Laici apre le porte sulle sue antiche collezioni d’arte, e questa volta per mostrare alla cittadinanza e ai frequenti visitatori stranieri alcune delle sue opere più inedite. Il tema è la centralità della Fraternita come perno della vita culturale della città di Arezzo e più in particolare della Piazza Grande di cui il “Pio Palazzo” resta il fulcro principale sin dal XIV secolo. Non come presenza casuale, ma piuttosto come baricentro urbanistico e sociale di questa particolare area cittadina. La Fraternita ha gestito nei secoli la piazza, caratterizzata dai principali edifici pubblici (il Palazzetto, le Logge, la Fontana) che contenevano fino alla fine del XIX secolo servizi fondamentali per la cittadinanza, come la banca (il Monte Pio), il Tribunale, il Teatro (nelle Logge), la Biblioteca pubblica (Libreria), il Museo e l’Accademia delle arti.

Dipinti, come i ritratti dei benefattori Mariotto Cofani e il Marchese Cosimo Albergotti, rispettivamente firmati da Angelo Ricci nel 1794 e da Piero Ermini (1798) e soprattutto quello di Lazzero di Giovanni Feo (dipinto dal Ricci nello stesso giro di anni del precedente) il ricco mercante di lane che nel 1410 lasciò tutti i suoi averi alla Fraternita permettendo il completamento del Palazzetto, ricordano quanto i generosi lasciti siano stati fondamentali per l’attività della pia istituzione da sempre al servizio del cittadino.

Una sezione della mostra è poi dedicata agli artisti che frequentarono la “Libera Accademia del disegno e modellazione della Fraternita dei Laici” che prese vita già dalla fine del XVIII secolo e dalla quale uscirono artisti del calibro di Pietro Benvenuti. Disegni di studio dall’antico, di nudo, paesaggi e scenografie, ma anche progetti per opere che si trovano ancora oggi sul territorio, per lo più attinti alla preziosa raccolta di Ranieri Bartolini, rappresentano meravigliosamente l’eleganza e l’estetica neoclassica imperante all’epoca che anche ad Arezzo, come a Roma e Firenze caratterizzano queste opere. Con l’unica eccezione del gruppo di disegni antichi, completamente inedito e in gran parte proveniente dalla stessa Collezione Bartolini, tra cui un altro foglio inedito di Giorgio Vasari (raffigurante uno splendido Studio di gamba virile a matita rossa, di forte sapore michelangiolesco, ca. 1545)) e un studio di Testa di putto a matita rossa e nera (ca. 1600), di Giovanni Anghiarini, artista della cerchia di Teofilo Torri, ammiratore del Parmigianino.

 

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10,30 alle 18,00 fino al 3 ottobre 2013. Il prezzo del biglietto è incluso in quello della consueta visita al Palazzetto. È gradita la prenotazione (soprattutto per gruppi superiori alle 10 persone): tel. 057524694, fax 354366, oppure e-mail: [email protected], anche per info. 

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