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Due conti in tasca alle nostre amministrazioni e loro partecipate.

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Due conti in tasca alle nostre amministrazioni e loro partecipate.

La curiosità è divenuta incontenibile dopo la recente tornata di approvazioni dei bilanci, che al comune di Arezzo ha avuto luogo con un consiglio fiume, durato oltre 16 ore.

 

Volevo capire quanto ci costa un'ora di lavoro di un dipendente che percepisce il proprio reddito dalle nostre amministrazioni locali; tanto per sapere cosa ci è costato un consiglio comunale che va al di là del normale orario lavorativo degli addetti comunali?

Il consigliere Bardelli, sempre attento ai miei articoli, potrebbe interrogare il sindaco se convenga di più fare due consigli comunali distinti oppure uno di tale durata.

Io credo meglio la prima, foss'altro per la maggiore attenzione che possa essere destinata ai problemi della città; torno ai dindi.

Stando a conteggi condivisibili riguardo il monte ore effettuato da un dipendente privato in paragone ad un dipendente pubblico, in senso ampio, la differenza è rilevante: 1700 ore annue nel privato, 1450 ore  nel pubblico.

Comparare i bilanci di regione, provincia e comune non è affatto facile: i criteri di esposizione sono assai diversi, pur trattandosi di cifre di assoluto rilievo, ossia oltre 9.200 milioni/euro per la regione e qualche centinaio di milioni/euro per comune e provincia.

La regione ha oltre 2.700 dipendenti. Considerato che il sociale, in massima parte alla sanità, assorbirà 7.000 milioni, quasi 600 milioni vanno all'amministrazione regionale e 700 milioni al territoriale (?), e assommando i circa trecento milioni per l'ambito istituzionale, restano destinati per cultura, economia, ambiente 660 milioni ossia un misero 7% del bilancio regionale: mi risulta difficile condividere l'impostazione della spesa regionale.

Ma, fra tutti i numeri, troppo estenuante calcolare il costo medio di un addetto.

Passando al comune di Arezzo, intanto una riflessione su alcuni indici: il prelievo tributario pro capite è passato da 268 dell'anno 2009 a 475 dell'anno 2012, grossolanamente è quasi raddoppiato in cinque anni. D'altra parte i trasferimenti erariali dallo Stato sono passati dello stesso periodo da 252 a 22. Pure diminuiti quelli regionali da 36 a 24.

Quindi il comune è divenuto il nostro interlocutore di riferimento, mentre la regione si occupa pressoché esclusivamente del comparto sanità.

Il comune spende ben il 42% delle sue spese correnti per il personale, con un costo medio  che negli ultimi cinque anni è sempre stato di poco superiore ai € 39.000 annui per ogni dipendente, che sono passati da 740 a 642 con 16 dirigenti (un generale ogni 40 soldati).

Io non intendo generalizzare oltre, perché esiste una buona maggioranza di persone che lavorano seriamente, tuttavia sacche di inefficienza e di mancato controllo esistono con certezza.

La riduzione del numero dei dipendenti ha quindi grande influenza sulla riduzione della spesa corrente pro capite, passata da 724 del 2008 a 590 del 2012, ma tanti cittadini hanno verificato il peggioramento dei servizi e l'incazzatura di molti addetti.

Si consideri che il 46% dei costi degli asili nido, il servizio più costoso fra quelli a domanda individuale, è comunque a carico degli utenti.

Il 2014 sarà anche peggio, lo ha detto anche Farsetti in base alle previsioni.

Assai peggiore è l'indice di spesa in conto capitale: 188 nel 2008, neanche 50 nel 2012. Veramente poco rispetto a quanto ci costa la macchina comunale.

In conclusione, il comune di Arezzo non è virtuoso ai fini del patto di stabilità, ne esistono ben pochi in Italia fra cui Vicenza. Volevo fare confronti con Sansepolcro e Pian di Sco, ma  la ricerca dei dati è risultata impervia, ho rinunciato.

Passo alla provincia di Arezzo; ha circa 470 dipendenti con un costo medio di circa € 38.000, l'incidenza del personale sulla spesa corrente è del 24%.

Non ho capito se siano compresi le miriade di enti, consorzi, agenzie che -con il loro personale e costi- sono nell'orbita della provincia.

La spesa corrente pro capite è 212, di certo molto elevata rispetto ai modesti 70 in conto capitale; quindi la spesa destinata ai cittadini risulta assai inferiore ai 120 di prelievo tributario pro capite: mi sembra proprio che ci dia meno di quello che ci prende, al pari del comune.

Inoltre si potrebbe cavillare come spendono i soldi: ho chiesto lumi su “Acquisto libri per omaggi ad Autorità”, voce che pesa per quasi il 50% nell'elenco spese di rappresentanza 2012 della provincia di Arezzo; il direttore generale mi ha risposto che trattasi di “volumi riguardanti il randagismo e successivamente distribuiti nelle scuole all'interno di un programma di sensibilizzazione verso l'abbandono degli animali che questa Amm.ne sta portando avanti da molti anni”.

Mi si stanno sensibilizzando le chiappe, una strana sensazione, ma non nuova nei rapporti con le amministrazioni aretine: hanno fatto omaggio alle autorità di libri riguardo i randagi?

O imputato un costo relativo agli animali o alla istruzione come spesa di rappresentanza?

Suvvia, se non sapete cosa scrivete, rispondetemi di non farmi gli affari vostri, ditemi di non disturbare, ma collegate bocca e cervello prima di tutto!

Vado avanti: hanno messo alcuni beni della provincia in asta, tardivamente pubblicizzata; c'era anche un veicolo di cui qualcuno ha perso il libretto di circolazione. Documenti smarriti..... Smarriti! Da chi, come, perché? Chissà! Certo una rimessa per la provincia, cioè noi! Certe cose urlano vendetta. E calci nel culo, almeno a casa mia usava così. 

Comunque e tornando al tema, la pessima distribuzione del personale porta aggravi e non risultati, il controllo delle spese lascia qualche dubbio....... e poi le consulenze.....

Andando a vedere due partecipate le cose si fanno più interessanti.

Non guardo il consorzio bonifica, mi fa tristezza vedere il Vasai strepitargli contro, proprio lui che lo ha battezzato e poi ci ha messo e confermato il commissario.

Ho preso per ArezzoCasa e ArezzoFiere, da dati ufficiali, la voce personale e l'ho divisa pel numero dipendenti indicato, un metodo forse non comparabile con quelli dichiarati dalle amministrazioni, ma comunque indicativo.

ArezzoCasa spende il 31% corrente per il personale con un costo medio di circa 49.500€ a dipendente: devono essere tutti professori universitari, anche quelli che fanno manutenzione ai caseggiati. Del resto il presidente di ArezzoCasa è Sua Altezza Reale ed Imperiale, Conte di Civitella, Signore della Chiana, Dindalini1°.

Ma il top, il non plus ultra, l'apice è appannaggio di Arezzo fiere&congressi il cui costo medio per dipendente è salito dal già esuberante 55.000€ del 2010 agli stellari quasi 58.000€ del 2012.

Vorrei aver sbagliato, altrimenti qui devono essere tutti premi Nobel.

Mica male per una struttura che rimette quasi 600.000€ all'anno. Più rimettono più buscano. Sembra uno slogan pubblicitario.

Costano assai più del socio Cciaa, dove il costo unitario è circa 50.000 €/anno.

Il gerarchetto di ArezzoFiere, con quasi 150.000 euro l'anno, busca ben più dei segretari generale di comune, provincia, Cciaa che rispondono personalmente e penalmente di eventuali errori e sviste.

Tornando alla mia curiosità di partenza, 16 ore di consiglio di filata: hanno fatto fare due turni di lavoro con sostituzione dei dipendenti presenti?

Gli straordinari non possono essere pagati, neanche agli asili e lì si ha a che fare con i bimbi, non con le pratiche.

Insomma fare un consiglio comunale fiume porta ad un aggravio dei costi? E in caso, dove è il rispetto per i nostri soldi? Boh, comunque un dipendente comunale costa mediamente circa € 27 l'ora.

A proposito, il PD aretino non vuol sentir parlare di riduzione dei compensi della giunta Fanfani e del presidente del consiglio comunale, nemmeno per destinarli a situazioni drammatiche e a stati di bisogno (e io, come voi, ne conosco troppi).

Mi sembra che regni il marchese del grillo: io sono io, voi  non siete un cazzo.

 

Alessandro Ruzzi

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