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I primi dati su San Zeno sono preoccupanti

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I primi dati su San Zeno sono preoccupanti

 

 

Da una prima lettura dello “Studio di popolazione nei comuni di Civitella ed Arezzo in relazione all’esposizione a fattori d’inquinamento” - di cui al link http://www.provincia.arezzo.it/studio-salute-popolazioni/ - si possono ricavare alcuni dati a nostro giudizio preoccupanti, anche per il pur piccolo campione analizzato (23 soggetti) riguardante la zona di S. Zeno: lo studio, infatti, era principalmente mirato ad indagare lo stato di salute della popolazione di Civitella a seguito sia del superamento dei limiti di emissione di mercurio nel 2005 e diossina/furani nel 2006 da parte della CHIMET, sia – soprattutto – degli eccessi statisticamente significativi di leucemie ivi verificatisi nei primi anni 2000.

Anche questa “anticipazione” su S. Zeno, però, ci consente alcune considerazioni che non dovrebbero far dormire sonni tranquilli ai decisori politici (in attesa del ben più approfondito Life +, in itinere). Nei 23 soggetti di cui sopra (11 femmine e 12 maschi) sono stati riscontrati – nelle urine di 24 ore – valori significativamente elevati sia di cadmio che, soprattutto, di cromo e cobalto: il cadmio (proveniente da incenerimento rifiuti/combustione) è “cancerogeno certo” (Gruppo 1 della IARC). Lo stesso il cromo (anch’esso in uscita dall’incenerimento rifiuti/combustione/industria metallurgica). Il cobalto (indicatore di processi di fusione) è “probabile cancerogeno” (Gruppo 2A della IARC).

Ma i dati più inquietanti, a nostro parere, sono quelli riguardanti la rilevazione delle “porfirine urinarie” nei 23 soggetti analizzati che hanno conferito le urine di 24 ore: i risultati evidenziano una percentuale rilevante di alterazioni quantitative (8 soggetti, quindi il 34,78%) e 3 soggetti (il 13,04%) con alterazione dello spettro porfirinico per eccesso di uroporfirina. Ciò significa che quasi il 50% (11 su 23) dei campioni analizzati mostrano alterazioni delle porfirine urinarie…un’enormità!  E tale accumulo di porfirine nel fegato (porfiria) con la conseguenza di un incremento dell’escrezione urinaria di queste sostanze, è provocata dall’esposizione cronica alla TCDD, cioè alla famigerata 2,3,7,8-tetracloro-dibenzo-p-diossina: questa è la specie di diossina (rispetto ai 75 congeneri esistenti) maggiormente tossica ed unica riconosciuta cancerogena certa per l’uomo. Precisiamo che la porfiria è una malattia che determina – tra l’altro – la distruzione di globuli rossi.

Concludiamo confessando che questa “anticipazione” di studi sull’area di S. Zeno ci allarma…

Gino Caneschi

(Segretario del Circolo del PRC Giusti di Arezzo)      

Fausto Tenti

(Segretario della Federazione provinciale di Arezzo del PRC)  

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