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Al bar dell’ospedale arriva il defibrillatore

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Al bar dell’ospedale arriva il defibrillatore

Migliaia le persone in transito ogni giorno dall’ingresso del San Donato. Donazione del Cral aziendale. Tutti formati i 15 baristi in servizio.

 

AREZZO – Sono migliaia e migliaia i cittadini che ogni gionro e ad ogni ora transitano dalla hall dell’ospedale san Donato. E così da oggi, nella colonna che divide la vetrina di paste e panini dal banco del bar, è stato collocato und defibrillatore semiautomatico. Un “Dae”, la cui presenza è motivo di sicurezza che nel malaugurato caso una persona sia colta da arresto cardiaco in quella zona, si potrà intervenire tempestivamente.

L’iniziativa, che rientra nel progetto “Arezzo Cuore” è stata voluta fortemente dal Cral aziendale, che gestisce il bar del San Donato. Il Presidente del Cral Luciano Caporali ha accolto con immediatezza l’osservazione che proprio il direttore del 118, Massimo Mandò, gli aveva fatto sulla assenza in punto così trafficato di questo strumento. “I tempi sono cosi ristretti prima che si abbiano danni permanenti anche gravi o addirittura la morte – osserva mandò – che nemmeno dentro un ospedale così grande si può essere certi di un intervento rapido. Averlo invece qui, dove tutti lo vedono e sanno che c’è, è ua vera conquista”.

Usare il defibrillatore è facile. ma in questo caso il 118 ha formato tutti i 15 baristi che si alternano fra la macchina del caffè, la cassa e gli altri servizi del frequentatissimo bar. Ed oggi c’è stata anche la consegna dei certificati di partecipazione al corso di abilitazione all’uso dell’apparecchio Dae.


IL CUORE E L’ARRESTO CARDIACO

 

L'arresto cardiaco porta alla morte in dieci minuti. L'unico modo per salvare queste persone è la defibrillazione precoce eseguita tramite un apparecchio semiautomatico che guida il soccorritore  nelle manovre di soccorso. Fattore determinante è il tempo che trascorre dalla perdita di coscienza e la manovra di defibrillazione: infatti più minuti passano e minori sono le possibilità di recuperare il paziente. Inoltre più tempo trascorre è più danni cerebrali si instaurano. Se l'intervento di rianimazione avviene entro i primi 5 minuti dall'arresto cardiaco ci sono buone speranze di avere successo. L'arresto cardiocircolatorio in media porta alla morte entro dieci minuti, ma già dopo 6/7 minuti provoca conseguenze.

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