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I controlli ARPAT dei Sistemi di Monitoraggio delle Emissioni (SME)...

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I controlli ARPAT dei Sistemi di Monitoraggio delle Emissioni (SME)...

... Con particolare riferimento allo SME dell’impianto di incenerimento AISA di San Zeno.

 

 

In una recente interrogazione presentata al Sindaco del Comune di Arezzo da alcuni consiglieri comunali viene espressa preoccupazione, relativamente alla possibilità che i dati raccolti da i Sistemi di Monitoraggio delle Emissioni (SME) degli impianti di incenerimento possano essere dolosamente alterati.

In detta interrogazione si fa riferimento ai fatti emersi in occasione di un procedimento penale relativo fra l’altro al “taroccamento” dei dati SME dell’impianto di incenerimento TEV di Falascaia, sito in Comune di Pietrasanta.

Corrisponde al vero che per tale impianto è stato accertato che il personale dell’impianto alterava i dati raccolti dal sistema relativamente ad alcuni parametri [in genere il Monossido di Carbonio (CO) e il Carbonio organico totale (TOC)], allo scopo di non fare emergere che le due linee dell’impianto non riuscivano a rispettare con continuità i limiti previsti dalla normativa e dall’autorizzazione per detti parametri.

Si tratta ormai di informazioni di pubblico dominio, stante che si è già tenuto il relativo processo penale.

L’alterazione dei dati è avvenuta con due diverse modalità: fino all’anno 2008 alcuni addetti alla gestione dell’impianto, quando si rendevano conto che era stato superato il limite di autorizzazione, modificavano il dato semiorario, utilizzando quindi in modo fraudolento la password di accesso al sistema che viene usualmente comunicata dal fornitore del software.

Per alcuni mesi nel corso del 2008 venne invece impostato un sistema automatico che falsava i dati mano a mano che venivano creati.

Si è trattato di fenomeni estremamente gravi di vera e propria falsificazione volontaria, concernente due parametri relativi all’efficienza di combustione dei forni, operata in modo da rendere non rilevabile la manomissione durante le attività di controllo svolte da ARPAT e da altri soggetti.

Nonostante tale comportamento doloso di parte del personale della ditta TEV, le attività di controllo ARPAT hanno sempre permesso di controllare il regolare funzionamento degli impianti di abbattimento, che hanno permesso all’impianto di rispettare i limiti alle emissioni , salvo che per i parametri CO e COT, che non sono influenzati dall’impianto di abbattimento.

Dalle indagini e dagli atti processuali risulta che l’impianto ha sempre rispettato i limiti tecnologici alleemissioni, relativi agli inquinanti di interesse sanitario ed in particolare relativamente a polveri e microinquinanti organici, comprese diossine e dibenzofurani (PCDD+PCDF TE).

Per quanto concerne lo SME dell’impianto AISA di San Zeno, il Dipartimento ARPAT di Arezzo durante i campionamenti alle emissioni effettua sempre la verifica di congruenza con i dati forniti dallo SME, così come di norma presenzia alla effettuazione delle verifiche di competenza del gestore.

Nell’anno 2007, e sopratutto nel 2009, con riferimento al caso Falascaia e su mandato della Regione Toscana, ARPAT ha svolto approfondite verifiche sul sistema SME di AISA.

La verifica del 2009 ha riguardato oltre all'impianto AISA diversi impianti di incenerimento toscani, e ha previsto una serie di attività specifiche, secondo un programma generale standard, mirato a verificare l’attendibilità complessiva degli SME, con verifica della intera catena strumentale che produce il dato.

Dalla relazione conclusiva di tale progetto “Verifica dei dati di monitoraggio degli impianti dotati di SMCE” e dal verbale dell’ispezione ambientale presso l’impianto AISA Spa del 21.12.2009 è risultato il corretto funzionamento dello SME dell’impianto AISA.

La verifica della corretta funzionalità dello SME dell’impianto AISA è comunque proseguita negli anni successivi in occasione dei controlli effettuati da ARPAT presso l’impianto. Non sono mai emerse criticità relativamente allo SME, né situazioni di difformità rispetto ai limiti alle emissioni previsti.

Le modalità di gestione dello SME nel caso dell’impianto AISA sono state definite sulla base di due successivi protocolli concordati fra gestore ed ARPAT e parte integrante dell’autorizzazione AIA.

ARPAT ha inoltre svolto una rilevante azione per la migliore l'efficacia dei protocolli di gestione degli SME, tale azione ha portato nel 2013 alla definizione, di concerto con CISPEL, di un protocollo per l'applicazione della specifica Guida Tecnica emanata da ISPRA , su cui per il futuro si dovranno basare i gestori. (vedi notizia del 4.6.2013)

Sulla base del complesso delle informazioni disponibili lo SME dell’impianto AISA è idoneo a monitorare l’andamento delle emissioni, è risultato essere gestito in modo corretto ed adeguato e sopratutto non sono emerse criticità relativamente ai limiti alle emissioni.

Circa la sicurezza del sistema SME rispetto alla possibilità di alterazioni dolose, si rileva che per tutte le registrazioni, sia informatiche che cartacee, e qualsiasi sia il soggetto che le esegue, vi è la possibilità teorica che vengano commesse alterazioni, anche con modalità tali da rendere estremamente difficile aicontrollori di accorgersene.

ARPAT effettua attività ispettive accurate e con personale tecnicamente preparato, le indagini su alterazioni a carattere doloso possono richiedere strumenti e modalità operative di cui ARPAT, salvo casi particolari quali indagini per la magistratura, non sempre dispone. L'adozione delle modalità di gestione previste dal protocollo ARPAT-CISPEL possono comunque dare un valido contributo a rendere più agevole evidenziare eventuali alterazioni.

 

 Per chi vuole approfondire:

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