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Bucine, trattamento di rifiuti in zona Cave, al “via” la procedura per un impianto che dovrà essere gestito da una Società di Crotone.

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Bucine, trattamento di rifiuti in zona Cave, al “via” la procedura per un impianto che dovrà essere gestito da una Società di Crotone.

Interrogazione urgente in Provincia.

Tramite una delibera della Giunta Provinciale del marzo 2013 (delibera n. 201/2013) la Provincia di Arezzo ha dato il via libera ed autorizzato la costruzione di un impianto per lo stoccaggio ed il trattamento di rifiuti non pericolosi in località Le Valli-Zona Cave nel Comune di Bucine, dettando alcune prescrizioni. La maggioranza di sinistra in consiglio comunale a Bucine ha preso atto il 24 luglio scorso dei contenuti di tale delibera che comporta variante allo strumento urbanistico locale. Dalle carte in nostro possesso risulta la tipologia dei rifiuti da stoccare/trattare (pag. 7 – delibera n. 201/2013) e si evince che la potenzialità annua dell’impianto è di circa 100.000 tonnellate a cui si aggiungono 4.000 tonnellate per lo stoccaggio istantaneo. A conti fatti, in dieci anni – periodo minimo di attività dell’impianto – con un conferimento giornaliero medio di 360 tonnellate che per circa 310 giorni all’anno, cioè 3100 giorni in dieci anni, verrà raggiunto il quantitativo complessivo di circa 1.116.000 tonnellate di rifiuti. Si è poi calcolato che per la realizzazione dell’impianto sarà necessario movimentare ed asportare la terra presente sul pendio lato Est per un quantitativo di circa 7.000 metri cubi, stimabile in 115.000-120.000 tonnellate. Non solo: se è vero che tra la tipologia dei rifiuti si escludono quelli pericolosi, è altrettanto vero che leggendo gli atti presentati, e quelli allegati alla delibera G.P. n. 201/2013, il deposito temporaneo di rifiuti potrebbe eventualmente contenere amianto o depositi di fanghi, di idrocarburi e di olii il cui trattamento richiederà la presenza di ditte specializzate. Il tutto verrà realizzato anche con una variante che modificherà il precedente perimetro di un’area che era stata ritenuta critica dal punto di vista idrogeologico e che era precedentemente indicata come da tutelare, sulla quale pendeva un forte vincolo con una  previsione urbanistica locale che era attenta alle componenti paesistico-ambientali ed alla bonifica e recupero dell’intera zona.

La questione ovviamente, a parer nostro, richiede molti approfondimenti e per questo Il PDL si è attivato sia nel Comune di Bucine che in Provincia dove è stata presentata specifica interrogazione. Nel dettaglio a noi interessa sapere: - per quale ragione si è ritenuto necessario attivare questo impianto con le citate modalità e caratteristiche; quale è, e/o si prevede sarà, la provenienza dei rifiuti; per quale ragione la relazione geologica e quella circa la valutazione dell’impatto acustico non risulterebbero firmate; quando sono state date, o verranno prestate, le garanzie finanziarie da parte della società che gestirà l’impianto ed  in base a quali presupposti è stata indicata quella società come gestore dell’impianto medesimo.  Abbiamo anche chiesto di avere chiarimenti sul procedimento adottato e sulla Società richiedente con sede in Cutro (Provincia di Crotone) anche ai fini degli obblighi e delle prescrizioni previsti dalla stessa Delibera della Giunta Provinciale n. 201 del marzo 2013. E’ necessario che la Giunta Provinciale, così come il Comune di Bucine, diano immediata ed urgente risposta vista la natura dell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti e la necessità di fornire la più ampia e completa informazione alla Cittadinanza sugli effetti di questa decisione autorizzativa  - che non condividiamo - sulla quale faremo ogni legittimo accertamento rimesso al sindacato ispettivo dei Consiglieri Provinciali. Ciò attivando anche ogni eventuale procedura dinnanzi ai competenti organi di controllo, pure con riguardo alla tipologia di rifiuti che dovrebbero essere trattati e stoccati presso la zona Cave del Comune di Bucine.

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