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Dopo l'abolizione delle provincie, i soli dipendenti ci costeranno il 38% in più...

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Dopo l'abolizione delle provincie, i soli dipendenti ci costeranno il 38% in più...

Si lavori con intelligenza, invece, per abolire gli oltre 4.500 enti dei quali, nella maggior parte dei casi, i cittadini ignorano l'esistenza e l'utilità. Mi riferisco alle unione dei comuni, ai consorzi dei comuni, alle comunità montane, agli enti parco, alle Ato ed a tutta la corte dei miracoli che ruota intorno alle strutture regionali...

Avevo già avuto modo di affrontare il problema della abolizione delle provincie. Da sempre sostengo che se da un punto di vista della burocrazia, spesso sono una duplicazione delle scartoffie, dal punto di vista dei costi si risolve pochissimo, se non addirittura si peggiorano le cose.

Per questo fa sinceramente male il dover ascoltare i vertici dei partiti che si rotolano nella demagogia spicciola, senza neppure prendersi la briga di studiare un po' prima di dare fiato alle corde vocali. E pensare che spendiamo una valanga di soldi in consiglieri parlamentari, uffici studi, dirigenti vari e ministeri faraonici, per poi ascoltare le più astruse amenità dette dalla nostra classe dirigente, fa onestamente male. Eppure per conoscere almeno un po' come stanno le cose dobbiamo aspettare qualche povero diavolo di giornalista si metta, carte alla mano, a fare di conto.

Più volte avevo fatto questi due conti li avevo fatti anche io, pescando nei bilanci resi pubblici dall' Unione delle Provincie, ma oggi è finalmente L'Huffington Post che apre il vaso di Pandora della cialtroneria politica nostrana. Ciò che scrive l'H. è ciò che anche io vado ripetendo da mesi, ma finalmente non è solo un blogghettino di provincia, ma il gruppo editoriale l'Espresso a ribadirlo con forza.   

Ecco cosa scrive Carlo Cattaneo nel suo editoriale

Affrontiamoli a viso aperto, allora, questi costi. Eliminando le province si risparmierebbero davvero i 12 miliardi come ha scritto da qualche noto giornalista? No. Le province spendono 10 miliardi per funzioni e servizi ai cittadini. Abolendole si evince che almeno otto miliardi dovrebbero essere spesi da "altri". Sono i costi derivanti dalla manutenzione delle scuole e la formazione professionale (due miliardi), territorio, urbanistica e viabilità (due miliardi), mobilità e trasporti (un miliardo), ambiente (un miliardo), centri per l'impiego (un miliardo), cultura, sport, turismo, servizi sociali (un miliardo). I restanti due miliardi servono per il pagamento degli stipendi dei dipendenti. Non solo straccioni figli delle clientele come li ha definiti qualcuno.

Il loro costo medio è di 41.000 euro l'anno, contro i 58.000 di un dipendente regionale. Il 38% in più. E il costo della democrazia inteso come presidente, assessori e consigli provinciali? A ciascun italiano costa 1,77 euro l'anno, contro i 14,18 euro degli eletti in regione e i 9,39 euro l'anno di quelli eletti nei comuni.

Facendo due calcoli si scopre che l'incidenza sulla spesa pubblica di presidente, assessori e consiglieri provinciali (105 milioni) è dello 0,01%. Un altro parallelo interessante è il versante della spesa dove lo Stato vince a mani basse con un ammontare di 562 miliardi, seguito dalle regioni, 163 miliardi e dai Comuni 66 miliardi. Le Province spendono "solo" 10,1 miliardi. Ma di cosa si occupano veramente le Province? In molti, probabilmente non lo sanno. Di seguito alcune delle principale funzioni.

Ambiente: programma e organizza il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, gestisce le autorizzazioni e l'osservatorio dei rifiuti. Tutela e valorizza le risorse idriche ed energetiche, disciplina e controlla gli scarichi delle acque superficiali e sotterranee, verifica gli impianti termici.
Territorio: gestisce la pianificazione territoriale ed elabora il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), esprime il parere di compatibilità sui Piani di governo del territorio comunale (Pgt).
Agricoltura: predispone le linee guida della politica agricola provinciale, controlla le aziende agricole sugli aiuti della politica comunitaria (Pac), predispone il piano di indirizzo forestale.

Viabilità: progetta, costruisce e gestisce la rete stradale provinciale e ne cura la manutenzione ordinaria e straordinaria
Trasporti: pianifica trasporti e bacini di traffico, gestisce i servizi di trasporto pubblico locale extraurbano.
Protezione civile: redige il programma di previsione e prevenzione dei rischi a livello provinciale, nell'ambito dei programmi e piani regionali, predispone i piani provinciali di emergenza, sulla base degli indirizzi regionali, collabora e realizza interventi di natura emergenziale in caso di calamità, coordinando le organizzazioni di volontariato.

Istruzione e edilizia scolastica: dispone l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole, in attuazione degli strumenti di programmazione, redige i piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche.
Politiche sociali: assiste i disabili sensoriali per l'apprendimento scolastico, gestisce strutture d'accoglienza per i minori temporaneamente allontanati dal nucleo familiare di origine, che il tribunale ha collocato in comunità.
Lavoro e formazione professionale: gestisce i centri per l'impiego, programma i corsi di formazione professionale, gestisce i servizi di orientamento a studenti, giovani diplomati o laureati alla ricerca di un lavoro, ai disoccupati.
Turismo: istituisce e coordina sul territorio gli uffici Iat (Informazione e accoglienza turistica), registra e classifica le strutture ricettive.
Cultura
: Predispone il programma provinciale per l'organizzazione bibliotecaria, svolge la mappatura dei servizi bibliotecari, programma e realizza interventi di manutenzione e restauro dei beni culturali.

Probabilmente gettare del fumo negli occhi dei cittadini non ha davvero più senso oltre a non essere corretto. Si lavori con intelligenza, invece, per abolire gli oltre 4.500 enti dei quali, nella maggior parte dei casi, i cittadini ignorano l'esistenza e l'utilità. Mi riferisco alle unione dei comuni, ai consorzi dei comuni, alle comunità montane, agli enti parco, alle Ato. Se la revisione dell'architettura dello Stato è doverosa e necessaria bisogna che sia disegnata a unico vantaggio del cittadino. In quest'ottica è giusto insistere sulla creazione delle Città metropolitane, enti che abbiano funzioni specifiche tese a ottimizzare i servizi sul territorio e attenti al contenimento dei costi.

Questa, però, è un'altra storia...


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