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IMPIANTO DI STOCCAGGIO E DI TRATTAMENTO RIFIUTI IN ZONA CAVE LEVANE -BUCINE

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IMPIANTO DI STOCCAGGIO E DI TRATTAMENTO RIFIUTI IN ZONA CAVE LEVANE -BUCINE

 

Proprio così: nella seduta del Consiglio Comunale del 24 luglio scorso è stata effettuata la presa d’atto dei contenuti della Deliberazione di Giunta Provinciale n. 201/13 che approva, con prescrizioni,  il progetto per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e di trattamento di rifiuti non pericolosi in località Le Valli - zona Cave Levane nel Comune di Bucine. Non erano bastate le nuove aliquote  per tasse, Imu e Tares comprese,  gravanti sui Cittadini che ecco in arrivo, con possibile inizio entro un anno, della costruzione di questo impianto. Ma vediamone, in particolare, i numeri e per farlo dobbiamo essere ben precisi e dettagliati, ricavando dati dalle delibere citate e loro allegati, vista la rilevanza della decisione presa dalla sola maggioranza PD.

Dalla documentazione e dagli elaborati tecnici relativi al progetto per la costruzione ed esercizio dell’impianto, si evince una potenzialità annua addizionale (senza considerare l’eventuale residuo in giacenza riferito all’anno precedente e gli eventuali quantitativi di rifiuti prodotti dall’impianto stesso, se gestiti quale deposito temporaneo) pari a circa 100.000 tonnellate; ed uno stoccaggio istantaneo pari a 4.000 tonnellate. L’attività si potrà protrarre per almeno 10 anni (poiché l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti scadrà il 15/4/2023), con un conferimento giornaliero medio di 360 tonnellate di rifiuti. Quindi per circa 310 giorni all’anno, per 3100 giorni in 10 anni, per un totale massimo, se mai rimosso, di 1.116.000 tonnellate complessive di rifiuti, che comunque paiono autorizzate, nella loro totalità, ad essere stoccate o trattate; ma comunque, di sicuro, a transitare in una zona di 122.125 m2 di superficie, a disposizione della Società che ha presentato domanda, alle porte dei paesi di Bucine e di Levane. Inoltre, per la realizzazione dell’impianto, sarà necessario movimentare ed asportare la terra presente sul pendio lato Est per un quantitativo di circa 70.000 m3 , stimabile in 115.000-120.000 tonnellate . Il tutto previo rispetto delle prescrizioni imposte dalla Provincia di Arezzo.

Fra le tipologie di rifiuti, poi, sarebbero esclusi quelli “pericolosi”; sarà tuttavia permesso, leggendo gli atti presentati in consiglio comunale, il deposito temporaneo di rifiuti contenenti amianto eventualmente rinvenuti nei carichi accettati in impianto (Delibera G.P. 201/2013, pag. 18 n. 4). Oppure, in ipotesi e legittimamente, rifiuti quali depositi di fanghi, di idrocarburi e di olii potranno eventualmente essere accumulati richiedendo, poi, l’intervento di ditte specializzate per un eventuale loro ulteriore smaltimento (delib. G.P. 201/2013, pag. 11, n. 13.e). Il tutto in una zona che risulterebbe già in precedenza tutelata, a livello comunale, da vincolo paesaggistico (area boschiva) e con previsione, ad oggi, di un chiaro piano di recupero [Art. 165 R.U. comma 2 - “Obiettivo prioritario del progetto è il complessivo risanamento dell’area (ex-cava) e la valorizzazione degli elementi di rilievo archeologico, da attuare attraverso la realizzazione di un parco del tempo libero e dello sport con attrezzature ricettive e complementari, compatibile con le attività già presenti nelle aree contermini, valutando anche il possibile mantenimento della residua potenzialità come cava di prestito”].

La normativa che andrà quindi modificata prevederà, per quella zona (Art. 63 comma 2):  “Ii: stoccaggio temporaneo di rifiuti inerti da demolizione, di terre e rocce da scavo…con il rispetto delle seguenti prescrizioni: emissione di acque, liquami, polveri, fumi, etc. dovrà avvenire in conformità alle leggi vigenti…altezza massima edifici 15 metri per fabbricati ad uso produttivo e magazzini, 7 metri per servizi ed altri edifici...”;  - quindi il tutto sarà corredato da veri e propri impianti; nonché da un frantoio mobile semovente e da una pala meccanica per la movimentazione dei rifiuti/materiali. A ciò si aggiunga quella che sembra una programmazione ben strutturata e continuativa nel tempo, appare suscettibile, peraltro, di eventuali modificazioni e/o aggiunte riguardanti un impianto non molto distante dai centri abitati. Tuttavia, fra le prescrizioni indicate dalla Delibera di Giunta Provinciale n. 492/12,  si indica la compatibilità ambientale del progetto e si parla del fatto che “dovrà essere presentata idonea documentazione tecnica indicante il sistema di smaltimento dei reflui domestici” (richiamata a pag. 25 di 33 della Delibera di Giunta Provinciale n. 201/13). A ciò si aggiunga che il Dipartimento ARPAT di Arezzo ha espresso parere favorevole anche in merito al rilascio dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue di tipo domestico (richiamata a pag. 28 di 33 della Delibera di Giunta Provinciale n. 201/13). Sempre nel capitolo prescrizioni compaiono, inoltre, l’autorizzazione alle emissioni diffuse di polveri in atmosfera ed il controllo degli eventuali odori, rumori ed eventuali altre emissioni moleste; nonché il controllo e la tutela della falda acquifera e quella igienico-sanitaria e/o ambientale.

L’Art. 165 del R.U. comma 1, indica, d’altra parte, che: ”si tratta di un’area con evidenti problemi di stabilità e di carattere idrogeologico, situata al margine dell’altopiano in prossimità del fondovalle e del Valdarno..”; - ma a supporto della variante al RU del Comune di Bucine esiste una relazione geologica, dalla quale emerge una sostanziale conformità dei luoghi alle direttive contenute nell’Allegato A) del D.P.G.R. 53/R/2011 e quindi ne determina la fattibilità nonché ne comunica l’archiviazione con esito positivo. Si hanno, quindi, una relazione geologica effettuata e la valutazione di impatto acustico come si evince dall’istruttoria tecnica-Allegato 1 alla D.G.P. 201/13, che riguardano l’effettiva e futura attività dell’impianto.

Visti gli atti, ci siamo chiesti quale sia stata l’informazione data alla popolazione.

I Cittadini hanno il diritto alla conoscenza ed informazione  anche preventiva, perché è su di loro e sulla qualità della loro vita che andrà a pesare questa decisione, che è sempre una scelta politica della provincia di Arezzo e della maggioranza in consiglio comunale di Bucine. Per questio va data subito ampia informazione anche ai sensi del DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005 n.195 (in Gazz.Uff., 23 settembre, n. 222) - Attuazione della direttiva 2004/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale. Vorremo, inoltre, ben capire le finalità ed il reale vantaggio di tale intervento.

Non è percepibile, allo stato, alcuna ricaduta positiva sul territorio, sulla popolazione e su tutta la comunità. Anzi, quella che sarà una possibile situazione di disagio, si andrà ad aggiungere all’inasprimento della pressione fiscale, che a livello comunale ha superato di vari punti la media nazionale. Basti pensare alla Tares, il tributo che sostituisce la vecchia tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) e la Tariffa di Igiene Ambientale (Tia). Il nuovo tributo, rispetto a quello precedente, ha determinato rincari pesanti a causa dell’applicazione del “metodo normalizzato” che misura il tributo in base alla quantità media di rifiuti prodotti da ogni categoria di utenza. La Tares impone, inoltre, di coprire con il tributo il 100% dei costi del servizio; -a questo è da aggiungersi, poi, una maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato che verrà veicolata allo Stato.

Quindi, in definitiva, le categorie più penalizzate saranno quelle degli esercizi commerciali, in particolare ristoranti, bar e tutti gli esercizi che producono più rifiuti, nonché le famiglie più numerose. Il tutto secondo una linea politica, quella della  maggioranza che, non sempre compatta,  sostiene il sindaco Testi, ma che non promuove politicamente e/o potenzia lo sviluppo del territorio mediante decisioni diverse anche su tali temi.

Ci chiediamo anche se il PD locale sia stato pienamente informato di queste importanti decisioni, assunte a pochi mesi dalla scadenza del mandato della maggioranza,  anche relative all’Impianto sopra ricordato di gestione dei rifiuti. Crediamo sia comunque opportuna una maggiore informazione ed un confronto pieno su tale decisione che non condividiamo. Ancora abbiamo tempo, nell’interesse della nostra comunità, per adottare decisioni diverse. Il Pdl, a livello comunale e provinciale, è sempre pronto al confronto, ma il Sindaco deve prima informare i Cittadini e mettere subito a loro disposizione ogni necessaria notizia in modo pubblico e completo.

 

 

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