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Scappate! Scappate! Le streghe son tornate!

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Scappate! Scappate! Le streghe son tornate!

 

Lo slogan riecheggia bene sull’argomento pesce Siluro in acque Aretine, e la dimostrazione ce la fornisce proprio la “strega” di turno, ovvero il povero pesce Siluro, accusato di essere un” pericoloso predatore che ha invaso l'Arno e, razziando tutto ciò che trova sul proprio fondale sta mettendo a repentaglio l'intero ecosistema fluviale aretino”.

Il povero pesce siluro ha una sola, grande colpa, ovvero quella di raggiungere grandi dimensioni, e questo non fa altro che gettare benzina sul fuoco sulle leggende popolari di distruttore dei fiumi che echeggiano in ogni negozio di pesca! Oltretutto, i più non conoscono le abitudini alimentari di questo pesce, e come sappiamo ciò che non si conosce ci spaventa, soprattutto se è grosso ed ha una grande bocca piena di piccoli denti. In parte è vero, può far paura, ma è anche verità assodata che in Italia il Siluro venga utilizzato come capro espiatorio di tutti i mali che affliggono i nostri fiumi, come se inquinamento, consumo smodato di acqua, bracconaggio e chi più ne ha più ne metta, siano colpa sua!

Ed allora è facile accusare un singolo pesce, che per sua natura (e non per scelta) è un predatore, di sterminare intere colonie di pesci dell’Arno! E’ facile perché puntare il dito su un comodo bersaglio (la nostra “strega”, appunto) distoglie l’attenzione e l’impiego di energie da quelli che sono i veri mali che affliggono i nostri fiumi: fogne a cielo aperto e scarichi abusivi che sversano sostanze inquinanti nei fiumi, uso di pesticidi, consumo eccessivo di acqua a scopo irriguo, pesca indiscriminata anche di pesci sotto taglia ed in periodi non consentito, taglio della vegetazione di sponda, carenza di vigilanza lungo i fiumi e molto altro…è colpa del Siluro?

Non sarebbe stato meglio impiegare le migliaia di euro spese per il progetto di gestione del Siluro, in opere di regimazione delle acque, di pulizia e messa in sicurezza delle sponde, o in qualsiasi progetto di avvicinamento dei pescatori sportivi al fiume stesso, invece di intraprendere una caccia alle streghe fine solo a se stessa, in quanto eradicare completamente una specie da un fiume come l’Arno, è un’operazione impossibile, anche se svolta contemporaneamente da oltre 250 persone?

Non scordiamoci poi del fatto che il Siluro, una volta catturato, non può essere reimmesso nelle acque provinciali Aretine (lo vieta il regolamento per la pesca provinciale), non può essere gettato nel cassonetto in quanto una carcassa animale non è assimilabile ai rifiuti solidi urbani, e non può neppure essere lasciato sulla sponda a marcire, in quanto considerato reato ambientale. Se pensiamo poi che ucciderlo e gettarlo in acqua ricade nei reati di maltrattamento animale, e che nel territorio Provinciale non esistono bacini di stoccaggio, l’unico modo che il pescatore di Siluri ha per smaltirlo, è portarselo a casa per mangiarlo: visto il tasso di inquinamento dei fiumi, e considerato che il Siluro è al vertice della catena alimentare (pertanto si carica maggiormente di inquinanti) non augureremmo questo tipo di pasto nemmeno al peggiore dei nostri nemici!

Matteo Antonelli

Responsabile Gruppo Siluro Pontevecchio Firenze

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