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Silos a Cortona, centrale a Castiglioni: ma da chi siamo amministrati?

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Silos a Cortona, centrale a Castiglioni: ma da chi siamo amministrati?

 

Tempo fa è stata pubblicata sulla stampa una lettera della dottoressa Ilaria Marvelli, Presidente della Delegazione FAI di Arezzo. In essa, la benemerita esponente del Fondo Ambiente Italiano, che in tante occasioni si è impegnata nella salvaguardia del nostro Paesaggio e dei nostri Beni culturali, esprime la sua soddisfazione per la decisione dell’Amministrazione Comunale di Cortona “guidata dal sindaco Andrea Vignini, di non permettere ad una società privata di costruire 75.000 mq di silos-bag e capannoni nel più bel territorio della Valdichiana”. La dottoressa Marvelli sottolinea come l’area in questione sia “lungo una delle strade più suggestive della Provincia di Arezzo e della Toscana”, una delle sole due strade “di interesse paesaggistico eccezionale” dell’intero territorio comunale di Cortona. E non possiamo che essere anche noi felici per questa decisione dell’Amministrazione Comunale di Cortona, che si è ricordata di amministrare una Città ad alta vocazione turistica.

Pochi giorni prima, in un incontro al Palazzetto dello Sport di Castiglion Fiorentino, per decidere sul progetto di riconversione dell’ex zuccherificio, abbiamo sentito l’Assessore all’Ambiente della locale Amministrazione comunale, Rossano Gallorini, dire un deciso NO all’idea di centrale a biomasse proposta da Powercrop. L’Assessore ha affermato che tale progetto "non serve al Comune, non serve ai cittadini castiglionesi, non serve all'intera Valdichiana". Ha poi elencato una serie di problematiche legate all’eventuale costruzione di una centrale in loc. Bittoni: dalle complicazioni urbanistiche, connesse con la nascita di una terza area industriale, alla “distruzione ambientale di un'area del nostro Comune, praticamente intatta dal punto di vista paesaggistico”; dalla “trasformazione forzata di un'ampia parte di territorio”, con gravissimi problemi per strutture agrituristiche e per l’agricoltura di qualità “con perdita di posti dï lavoro e ricadute economiche sostanziali”, alle modificazioni al microclima; dalla “alterazione del paesaggio agrario dï Umbria e Toscana”, all’impatto sul traffico veicolare delle strade della zona. E così via, al punto che quel testo poteva essere benissimo scritto e/o sottoscritto dal presidente di un comitato o associazione ambientalista. Anche in questo caso, non possiamo che gioire, nel sentire queste parole di uno dei massimi esponenti dell’attuale Amministrazione castiglionese.

Però, siccome abbiamo memoria, per onestà dobbiamo ricordare due cose.

Nel caso dei silos di Cortona, non possiamo dimenticare che il 6 luglio 2012, il Consiglio Comunale approvò ALL’UNANIMITÀ (!!!) la Variante n. 1 che accoglieva la richiesta di una società privata di poter costruire decine di migliaia di metri cubi di silos e capannoni in un ambiente davvero incantevole. E non possiamo neppure dimenticare il sostanziale attendismo del sindaco Vignini, mentre Provincia e Regione manifestavano con propri documenti le loro contrarietà al progetto. Che cosa sarebbe accaduto se i Cittadini non avessero iniziato a protestare? Se i comitati e le associazioni ambientaliste non avessero iniziato una dura opposizione al progetto? Certo, successivamente c’è stata la “sensibilizzazione” degli amministratori cortonesi – di cui parla Marvelli e di cui diamo atto – che ha portato a capire la necessità di localizzare il centro di stoccaggio in altra area più consona, ma senza i Cittadini ed i Comitati, dubitiamo che qualcuno si fosse fatto sensibilizzare.

Nel caso dell’annosa questione della centrale a biomasse castiglionese, la situazione se non fosse tragica, potrebbe sembrare comica, di sicuro grottesca. Ma dove erano gli esponenti del partito di “maggioranza”, quando la Powercrop proponeva di ricoprire la Valdichiana di canne e pioppi, per poi bruciarli nell’inceneritore da realizzare al posto dell’ex zuccherificio e sindaco e giunta, subito plaudivano? Chi non ricorda le tante assemblee nelle frazioni, per magnificare il progetto e contrabbandare per grande idea l’insulsa trovata di funzionari acchiappa-incentivi? E dopo che eccelsi professori universitari, chiamati dal Comitato Tutela Valdichiana in memorabili convegni, dimostravano che “il re era nudo”, subito si cambiava il progetto: non più cannucce e pioppi, ma girasoli, mais, grano, orzo, avena, farro, magari lenticchie … “Evviva! Questa sì che è l’idea vincente!”, urlavano al vento i supporters del “potente” di allora. E giù di nuovo in giro per i paesi a magnificare la nuova trovata. Però, c’era un problemino: alcuni personaggi del partito di “maggioranza” avevano le loro case intorno a La Nave; ecco allora che l’area ex zuccherificio, dopo oltre 40 di attività dell’impianto ormai chiuso, venne scoperta idraulicamente pericolosa e quindi la centrale si cercò di portarla in giro per il territorio comunale. Fino alla scelta ovvia: il luogo più vicino ad un comune limitrofo e più lontano dai propri elettori.

Quante volte abbiamo sentito nelle assemblee, negli incontri, nei convegni o letto nelle centinaia di comunicati del Comitato e delle Associazioni ambientaliste tutti quei problemi, adesso fatti propri dall’Assessore Rossano Gallorini e dall’Amministrazione di cui fa parte?

Anche in questo caso, se i Cittadini non avessero iniziato a protestare, se non fossero nati i Comitati, se non fossero scese in campo le Associazioni, adesso avremmo avuto la nostra bella “cattedrale nel deserto”, qualche campo di canne e/o pioppi (pochi, perché i “contadini” sono furbi …) e lo scempio sarebbe stato già servito.

E allora, pur plaudendo sinceramente alle ultime mosse delle Amministrazioni di Cortona e Castiglioni, non possiamo che terminare ponendoci alcune domande: ma chi ci amministra? Possibile che senza lo stretto controllo degli elettori, gli eletti siano incapaci di amministrare saggiamente un territorio, neppure eccezionalmente vasto? Possibile che gli amministratori non abbiano sul libro paga delle loro amministrazioni dei consulenti, preparati e in grado di mandare a quel paese un AD di una scatola cinese di una holding, che tenta di stravolgere il loro territorio comunale con progetti utili solo al businnes delle sue aziende?

Comunque, in periodo di ristrettezze economiche, tutto può essere possibile … Vorremmo però, che questi due esempi – a cui si potrebbe aggiungere il bel sogno di mega-aeroporto “lucheriniano” a la Manziana – facessero capire agli Amministratori, che prima di prendere decisioni definitive per il futuro della nostra Terra, forse sarebbe meglio una preventiva consultazione di chi questa Terra ama e rispetta, perché ci vive.

 

Osservatorio per la Tutela e la Valorizzazione della Valdichiana

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